Dopo un tormentato periodo di polemiche e scontri sono state presentate le candidature alla Segreteria Nazionale di Italia dei Valori.
I manifesti sono stati depositati, e si chiamano mozioni: trovo già una conquista che in questo Congresso si parlerà di politica finalmente, si ragionerà per tesi, un sogno che andavo incoraggiando da anni.
Ognuno di noi propone un‘idea di partito diversa, e avrà modo di argomentare la sua proposta; la rete ci veicola i messaggi con cui cerchiamo di condividere le nostre tesi, e anche di pubblicizzarle.
Ho visto, infatti, che c’è chi ha da subito fatto ricorso a slogan e loghi: io , benché esperto di marketing – o forse in virtù di questo- non trovo che si possa pubblicizzare un futuro: perché di questo stiamo parlando.
Un conto è il Signor Berlusconi che deve portare 100.000 persone in piazza e allora si inventa il motto, lo incornicia per benino, poi lo firma perché gli adepti vadano a fare proseliti; ed il suo è anche una buona operazione pubblicitaria per vendere il suo prodotto. Cioè l’ ipnosi politica.
Noi al contrario, abbiamo scelto di aprire gli occhi alla gente, portarla dentro le istituzioni a vedere e rendere accessibile un linguaggio sapientemente atto a distrarla. Pertanto da subito ho rigettato l’idea di allegare al mio manifesto un qualsiasi slogan.
Ora che questo manifesto, che partendo da un passato glorioso mi ha condotto ad indicare le criticità di questo misero presente, è stato pubblicato, vorrei che fosse veicolato il più possibile tra tutti.
Tra chi ci vedeva la “salvezza del paese” ed ora ci riconosce solo come dei palazzinari; tra i giovani delusi da Ingroia e che non erano nati quando Antonio Di Pietro lasciò la toga sul banco del Tribunale di Milano; tra chi ha dato il massimo impegno ed è stato emarginato per non disturbare equilibri dirigenziali, e tra chi è stato anche imbavagliato o addirittura diffamato perché non parlasse o non denunciasse la vergogna di quanto poi la storia ha impietosamente messo in luce in questi mesi.
Allora ho pensato ad un invito, ad una forma di comunicazione capillare per raggiungere veramente tutti quelli che condividono i nostri valori: e mi è venuto in mente Jack Dorsey, che spiazzato dalla potenza della Apple , per salvare una particolare piattaforma di creazione e gestione dei podcast si inventò il tweet, servizio che permettesse a un individuo di comunicare con un ristretto numero di persone attraverso degli sms.

#scelgoio sarà pertanto il nostro modo di comunicare a tutti gli amici cosa potremo fare del futuro di questo partito: non importa quanto sarà popolare né quanto potrà diventare dominante.
La nostra sfida non è commerciale, è politica. Ed il contenuto non è un sogno da vendere, bensì una certezza da costruire. A questo Congresso servono coscienze intonse, menti libere, idee nuove. Serve la voglia di cambiare, e non un atto di fede . Serve il coraggio di dire no alle liste da firmare, di dire no agli accordi, di dire no alle decisioni verticistiche, di dire no alle persone macchiate, di dire no agli incarichi, alle consulenze, alle nomine. E serve , anzi è già urgente, avere il coraggio di scegliere la propria libertà, avere il coraggio di scegliere la propria capacità, avere il coraggio di scegliere il proprio merito.

Solo così sapremo imporre il valore della nostra Italia: l’onestà. Una vera emergenza.

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