Aristotele ci insegna che la politica è “lo spazio pubblico in cui si manifesta l’azione umana”: di conseguenza certi valori devono considerarsi per questo propri della sfera privata del cittadino, poichè non esiste separazione tra vita pubblica e privata per il cittadino .

Girando tra la gente in questa campagna elettorale ho ricevuto nelle piazze nei mercati nei teatri una partecipazione ed un attenzione nuove: sentimenti autentici di cittadini che hanno finalmente ritrovato la propria identità politica.

Il governo Monti noto più come governo delle banche che tecnico, ha da subito favorito il sistema finanziario con più interventi, da cui anche il Monte dei Paschi di Siena ha naturalmente tratto vantaggio.

La prima di queste misure, adottata nel decreto cosiddetto Salva Italia, ha riguardato la garanzia generale dello Stato alle obbligazioni emesse dalle banche; la seconda ha riguardato poi la modifica dei cosidddetti Tremonti bond, già previsti dal Governo Berlusconi, e per i quali sono state previste nuove modalità di emissione (chiamati ora per questo Monti bond).

Un’ ulteriore iniziativa a tutela della banche è stata la non estensione della nuova tassa sulle transazioni finanzarie, la cosidetta Tobin tax, ai derivati con il risultato di favorire le banche che sono i maggiori soggetti che effettuano questo tipo di transazione.

Il governo ha sempre sostenuto che detti impegni fossero riferiti a precise direttive comunitarie emanate allo scopo di ridurre il rischio di default delle banche a causa della crisi finanziaria; appare evidente che nel caso in questione siamo in presenza non tanto di rischio dovuto alla crisi finanzairia mondiale, quanto alla vera e propria mala gestio da parte degli amministratori dovuta a specifici fatti, quali l’acquisizione della Banca Antonveneta e possibili illeciti nella gestione delle risorse finanziarie.

Ne consegue che il governo ha impropriamente utilizzato le disposizioni comunitarie per coprire comportamenti della banca che nulla hanno a che vedere con la crisi finanziaria mondiale.

Il governo italiano ha dato la garanzia dello Stato alle obbligazioni del Monte dei Paschi e sta per sottoscrivere un Monti bond da 3,9 mld di euro e dunque, come prassi di qualunque sottoscrittore, ha il dovere di procedere alla cosiddetta due diligence, cioè l’attività finalizzata a raccogliere e valutare le informazioni fornite dall’emittente, al fine di decidere in modo consapevole la sottoscrizione dell’operazione ed le sue clausole contrattuali.

Oggi il Ministro Grilli risponderà in Commissione Finanze: queste le questioni che ritengo porgli.

Le dimissioni di Mussari non mi stupiscono, era solo questione di tempo.

Già alcuni mesi fa avevo depositato un’interrogazione parlamentare in ordine ad una serie di condotte poste in essere a partire dal 2007e protrattesi sino al 2012, in occasione dell'acquisizione di Banca Antonveneta da parte degli spagnoli del Banco Santander.

Gravissime le ipotesi di reato, manipolazione del mercato ed ostacolo alle funzioni delle autorità di vigilanza in relazione alle operazioni finanziarie di reperimento delle risorse necessarie all'acquisizione di banca Antonveneta e ai finanziamenti in essere a favore della Fondazione Monte dei Paschi. Chiedevamo all’allora Presidente tecnico Monti di intervenire per chiedere il commissariamento urgente della Banca MPS e di revocare in tal modo la nomina del signor Alessandro Profumo, indagato per frode fiscale ai danni dello Stato e, nell’ipotesi di condanna, privo dei requisiti di onorabilità previsti dalle vigenti normative per amministrare gli istituti di credito. Chiedevamo inoltre al Premier, allora titolare anche del Dicastero dell'Economia, quali misure urgenti il Governo intendesse attivare per impedire che primarie banche fossero gestite con criteri amicali, anche da Fondazioni bancarie,praticando regole non scritte nella gestione, spesso alquanto discutibile, del credito e risparmio, che ha generato una lunga catena di crack finanziari ed industriali, quali Cirio, Parmalat, My Way, For You, Lehman Brothers.

Tutti i leader hanno già fatto le pulizie di Pasqua: via dalle liste gli acari degli indagati, condannati, e pare anche solo sospettati. I grandi esclusi fanno notizia: Cosentino scappa con le liste , il Crisafulli Daysarà l’evento di punta della campagna elettorale Pd in Sicilia, ed è stato messo un bel loden alle vicende finanziarie di Cesa. Ora la campagna elettorale può partire : i compagni sono diventati amici di tutti , anche dei banchieri che però si definiscono tutti economisti; le Olgettine lasciano il posto alla siura in carriera.

E gli italiani? Reduci da mesi di bollettini martellanti dal fronte Riforma elettorale, illusi da quella sceneggiata rischiano di credere anche a questa pulizia etnica della futura classe dirigente che altro non è che una mera operazione di marketing, atta a svendere le rimanenze di stagione.

 

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