Ancora una volta siamo in presenza di un vecchio giochetto della politica.

Ieri Berlusconi ha dichiarato che gli Italiani dovranno ricordarsi di chi ha loro tolto la tassa sulla prima casa.

Io spero che gli Italiani si ricordino che c’è un partito, PdL o Partito dei Lestofanti, che per l’ennesima volta li ha presi per il c…. con un decreto, accettato anche dal Pd che ne diviene complice, che permette di fare dichiarazioni temerarie anche se non veritiere.

Dunque evviva, brindiamo: “via l’IMU sulla prima casa”, tuonano i vari Alfano, Brunetta e Berlusconi.

I maggiori quotidiani (Corriere, Repubblica, Il Sole 24 Ore) ci ricordano che non è proprio così ma che i fatti “reali” sono questi:

Sono da sempre iscritto alla “Società degli Apoti”, cioè, come propose Giuseppe Prezzolini nel lontano 1922, individui liberi, che vogliono mettersi nella migliore condizione per valutare l’attualità politica e la cronaca contingente con chiarezza ed imparzialità. In altri termini senza pregiudizi ideologici, senza demagogia e populismo.

E’ opinione generale che il “lavoro” sia in questo momento il tema centrale del dibattito nel nostro Paese. Secondo gli andamenti in corso e la valutazione di esperti (CNA) a fine anno avremo nel nostro Paese circa 3.500.000 disoccupati, circa 400.000 in più di oggi. In percentuale il 12,8% circa cioè il massimo storico da 35 anni, con un tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 40%. Per cui tutti chiedono interventi rapidi “per la crescita e lo sviluppo”. Circa il valore salvifico di queste misure ho già confutato certe tesi in un mio recente post su questo sito dal titolo “Cura shock per il lavoro: Far West controllato per due anni” (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=611&Itemid=1 )

In questo clima così drammatico capita che un imprenditore del Nord Est (Giovanni Pagotto, titolare di Arredoplast, azienda che fattura 230 milioni di euro all’anno) rilasci un’intervista al Corriere della Sera del 14 agosto. («Assumo ma troviamo solo stranieri. Perché? Gli italiani non hanno fame». Pagotto (Arredo Plast): i nostri ragazzi non accettano i tre turni. E’ il primo fornitore europeo di Ikea per la plastica: «Ho investito bene, ma oggi non lo rifarei qui in Italia»).

L’intervista scatena una serie di reazioni ed un dibattito tra giornalisti, politici, opinionisti.

Image Se fossi diventato Segretario nazionale di Italia dei Valori una delle azioni di discontinuità con il passato, annunciate nel mio programma, sarebbe stata che non avremmo più incassato rimborsi elettorali o altre forme di finanziamento pubblico ai partiti.

La nuova segreteria Messina invece, senza colpo ferire, e con atto che dimostra la continuità politica con la vecchia gestione che aveva portato il partito allo sfascio, ha intascato l’ultima rata di contributi per le elezioni del 2008, pari appunto a oltre 3.000.000 di euro (inizialmente dovevano essere 4, ma poi sono intervenute riduzioni di legge).
Non metterò la mia firma sotto la proposta di legge d’iniziativa popolare di Italia dei Valori, che prevede fino a 5 anni di reclusione per chi promuove il gioco d’azzardo e l’arresto fino a 6 mesi per chi vi partecipa.

Come altre volte per Idv, ci troviamo di fronte ad un atteggiamento esclusivamente “manettaro” e “populista” con il quale si pensa di risolvere un problema grave e serio come quello del “gioco d’azzardo patologico”.

Perché già qui si rivela la superficialità con il quale viene trattata da Idv questa situazione patologica: chiunque voglia affrontare con la necessaria cognizione di causa la questione lo dovrebbe fare nei giusti termini. Ciò che volgarmente viene chiamata “ludopatia” è in realtà un disturbo del comportamento che, stando alla classificazione del DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, IV edizione), rientra nella categoria diagnostica dei Disturbi del controllo degli impulsi. Ha una forte attinenza con la tossicodipendenza, tanto che nel DSM-V verrà inquadrato nella categoria delle cosiddette "dipendenze comportamentali".