“Il trasferimento d’urgenza del capitano Pasquale Zacheo, braccio destro di De Magistris nell’inchiesta ‘Toghe lucane’ è un atto che desta diverse perplessità e qualche sospetto. Sembrerebbe che si sia dato il via alle manovre contro chi ha dato supporto al pm di Catanzaro”.
“Chiedo che sulla vicenda sia fatta chiarezza nelle sedi opportune e non posso non ricordare che troppo spesso, già in passato, i trasferimenti sono stati un’arma per non fare andare avanti le inchieste. Dal momento che qualcuno si è fatto garante della prosecuzione dell’inchiesta ora in questione chiedo che adesso faccia sentire la sua voce”.
Oggi è stato revocato l’incarico anche al suo superconsulente informatico Gioacchino Genchi.
Ora parli chi di dovere e dica chi e come continuerà nell’indagine?



“Trovo inaccettabile che un magistrato venga ripreso solo perché dice la verità. E’ ingiusto tentare di zittire Clementina Forleo per aver rivelato di intimidazioni subite anche da persone appartenenti ad organi istituzionali”.

Mi chiedo se non si stia preparando anche per il gip di Milano un caso De Magistris. Nella richiesta di trasferimento del pm di Catanzaro, infatti, si è additato, tra le motivazioni, il fatto che parlasse troppo”. “Non è giusto che, appigliandosi a sobrietà e prudenza, doti assolutamente indispensabili per i magistrati, tentare di negare loro il diritto di parola”.

“Mi auguro che alle accuse gravissime della Forleo a questo punto facciano seguito i nomi delle persone e la precisazione sulle istituzioni che hanno operato pressioni indebite su di lei”.

“Auspico altresì che tanto il Presidente del Consiglio, quanto il Presidente della Repubblica pretendano da chi di dovere di andare in fondo alla questione e che i colpevoli di simili nefandezze siano colpiti duramente: è un atto dovuto agli italiani che credono nella giustizia e vogliono continuare a crederci”.

scartoffieIn relazione al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria ed alla prossima legge finanziaria si è aperto il dibattito attorno ad uno dei nodi cruciali, che è l’intervento volto a ridurre il peso degli stipendi dei dipendenti statali sul bilancio. Nell’ambito della discussione si sono avute anche proposte assai “forti” come quella del prof. Ichino (sul Corriere della Sera) della licenziabilità ogni anno dell’1% dei dipendenti attraverso un organismo indipendente, che dovrebbe sceglierli tra i meno efficienti.Il mio contributo al dibattito vuole essere diverso e cioè basato sul concetto della “mobilità obbligata. I principali punti del problema possono essere sintetizzati come segue.

eurosA cinque anni dall’introduzione dell’euro ritengo che sia possibile trarre un bilancio, che non può che prendere le mosse dalle aspettative ragionevolmente erano alla base della sua introduzione. Dividerei queste aspettative in due categorie: quelle politiche e quelle economiche. Sotto il primo punto di vista non vi è alcun dubbio sulla portata storica dell’introduzione di una moneta unica. La moneta è di per sé uno degli elementi fondamentali di identificazione e di unificazione dei popoli. In tal senso ritengo che l’introduzione dell’euro ed il fatto che diventerà progressivamente la moneta di venticinque Paesi e di oltre 450 milioni di persone rappresenti un paradigma difficilmente riscontrabile nei tempi moderni. E’ in definitiva un passo decisivo per la transizione dall’integrazione economica a quella politica dell’Europa. Sotto il secondo profilo invece il giudizio attiene all’esperienza pratica che individui, consumatori e imprese hanno potuto realizzare in questi cinque anni. Esaminiamo rapidamente, uno per uno, i vantaggi attesi dall’entrata in vigore dell’euro ed il risultato ottenuto. Un primo vantaggio era quello che l’euro sarebbe stato in grado di contenere, se non di eliminare, i danni agli scambi tra gli stati membri causate da perturbazioni monetarie.

 

dipietroAll’ultimo Esecutivo Nazionale l’on. Giuseppe Ossorio ha presentato la sua proposta di “Bozza per una Nuova Carta dei Valori” che dovrebbe sostituire quella attualmente in essere. Nella premessa si legge che essa dovrà delineare una posizione chiara e precisa, capace però di aprirsi al confronto e alle alleanze. Si aggiunge ancora che “è urgente che il nostro partito individui i valori comuni alle tradizioni politiche che rappresenta”.
Nel ringraziare l’on. Ossario per il pregevole lavoro svolto e per l’approfondimento culturale che ad esso egli ha voluto dare, con dotti richiami a svariate espressioni di scienza della politica nonché alle linee-guida della famiglia europea alla quale IDV aderisce, e cioè ai Liberali Democratici Riformatori Europei, sento il dovere di rilevare alcune incongruenze ed alcune insufficienze che, a mio avviso, devono essere affrontate per giungere ad una “Nuova Carta dei Valori” che esprima la reale identità del partito, in cui tutti i suoi militanti si possano ritrovare.