Personalmente sono a favore del project financing che è un ottimo strumento per realizzare opere promosse da privati che accettano di costruirle ottenendone la concessione per un certo numero di anni, recuperando l’investimento e conseguendo un giusto profitto dalla gestione. Tanto più di fronte alla difficoltà delle casse pubbliche di reperire denaro a tale scopo.

Ma naturalmente deve trattarsi di un’attività imprenditoriale con il conseguente rischio d’impresa assunto a carico dell’imprenditore medesimo.

Se invece il contratto tra concedente (lo Stato o la Regione) ed il concessionario (l’impresa privata che realizza l’opera) è concepito in modo tale che quest’ultimo non rischi nulla, allora capite che qualche cosa non funziona.

Il Ministro dell’Interno ha predisposto lo schema di decreto che prevede la soppressione con accorpamento di 23 Prefetture ed appena conosciuto sono già partiti i fuochi d’artificio. Sindacati dei lavoratori (di ogni orientamento), sindacati dei prefetti (potentissimi), sindaci delle città interessate e presidenti di provincia, governatori, parlamentari locali: tutti concordi per il “no”.

Ed ancora una volta sono sicuro che riusciranno nel loro intento.

Eppure, visto dal lato della spending review, un provvedimento di abolizione totale delle 103 prefetture sarebbe un bel risparmio!

(Questo post è dedicato a chi un anno fa mi ha prolungato la vita)








Egregio Signor Grillo
Chi Le scrive e' un malato di tumore,"cliente" di quel Veronesi, affarista, che fonderebbe la sua fortuna sui malcapitati come il sottoscritto.
Sono in politica da abbastanza anni per riconoscere la demagogia al suo primo vagito, ma non abbastanza per compatire la imbecillaggine al suo punto di morte.

Lo considero un "gran figlio di b.d" per ciò che ha combinato con Telecom. E non parlo della violazione della privacy, che gli vale un processo penale che, come tutti quelli dei potenti finirà in prescrizione. Ricordo al riguardo che nel novembre 2012 Tronchetti Provera è stato rinviato a giudizio con l’accusa di ricettazione per il caso Kroll nell'ambito della vicenda dei dati copiati dal computer di un dipendente dell’agenzia investigativa.  Il 17 luglio 2013 il Tribunale di Milano lo ha condannato in primo grado ad un anno e otto mesi di reclusione per il reato di ricettazione, concedendo le attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena (poi coperta da indulto). Nel corso degli anni, i magistrati hanno archiviato 16 dei 17 capi d'imputazione contestati a Marco Tronchetti Provera (di associazione per delinquere e corruzione internazionale nell’ambito dell’inchiesta sui cosiddetti dossier illegali fabbricati dalla security di Telecom quando era guidata da Giuliano Tavaroli) in quanto non sono emerse responsabilità a lui imputabili.