Siamo di nuovo all’emergenza Alitalia. Il governo Prodi aveva fatto una gara trasparente. Aveva trovato un partner industriale come Air France disponibile a prendersi una patata bollente garantendo la continuità del nome Alitalia.
In campagna elettorale Berlusconi ha fatto saltare l’accordo, giustificandolo con la salvaguardia dell’identità nazionale di Alitalia e dei posti lavoro, preannunciando una cordata italiana. Air France ha rinunciato.
Subito dopo le elezioni Berlusconi ha imposto la concessione di un prestito-ponte di 300 milioni di Euro ad Alitalia, da restituire comprensivi di interessi entro fine anno. L’ha giustificato con la necessità di avere il tempo per attivare la cordata.
Ad oggi questa fantomatica cordata non l’ha vista nessuno.
In compenso questa settimana ha firmato un decreto-legge attraverso il quale il prestito-ponte di 300 milioni di Euro è stato trasformato in 'capitale”, escludendo così non solo ogni ipotesi di restituzione, ma ipotizzando già che possa andare perduto. Ciò che è ancora peggio, e' tuttavia il fatto che la copertura è stata fatta sottraendo i fondi stanziati in finanziaria dal governo Prodi per lo sviluppo delle piccole e medie imprese.Dopo la cordata inesistente, dopo il prestito ponte trasformato in capitale e praticamente perduto, l’unica cosa che mancava al ‘pasticciaccio’ economico del Governo era l’idea di ricorrere ad una specie di trattativa privata, creando ad hoc nuove regole per la dismettere l’Alitalia, con un nuovo decreto-legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
Consulente dell’operazione quel Bruno Ermolli, consulente del gruppo Mediaset: e così ancora una volta siamo in pieno conflitto d’interessi. Siamo di fronte a comportamenti inaccettabili sul piano della trasparenza.
Altra novità di oggi: il Presidente del Consiglio ha chiesto a Banca Intesa di interessarsi all’operazione: ancora una volta ricorre ai favori delle banche alle quali, prima o poi, dovrà pagare un prezzo altissimo ai danni dei risparmiatori e dei contribuenti.
Si dice che ieri il decreto che rende operativa la concessione della società “Autostrade per l’Italia” sia stato un regalo al suo azionista di maggioranza (Benetton), che in cambio potrebbe partecipare alla cordata Alitalia.
Potremo concludere nuovamente con un motto: AFFARI DI FAMIGLIA A CARICO DEI CONTRIBUENTI CHE PAGANO LE TASSE!!

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