L'altro giorno l'Agenzia delle Entrate ha reso pubbliche le dichiarazioni dei redditi del 2005 dei contribuenti italiani. Così prevede una legge fin qui mai applicata. Oggi il Garante per la Privacy ha sospeso l'accesso al sito. L'articolo 53 della nostra Costituzione afferma che: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva". Dunque dichiarare i propri redditi è un obbligo imposto dalla Costituzione. Se è così ogni contribuente deve avere il diritto di conoscere quanto viene dichiarato dagli altri. Solo così vi può essere un giusto controllo sociale. Di fronte a questo diritto all'informazione non può essere opposto alcun principio di privacy. La legge non può tutelare la "privacy" di potenziali evasori. E chi fa il suo dovere non può avere nulla da nascondere e quindi non può essere in alcun modo danneggiato dalla pubblicazione di quanto ha dichiarato al fisco. Ognuno di noi ha il diritto di sapere se il suo vicino di casa, che magari ha un tenore di vita visibilmente più elevato, assolve al suo obbligo di contribuire pagando più tasse. Senza trasparenza non ci può essere democrazia!.

Commenti   

#12 Fernando 2008-06-02 01:09
L'art 53 della Costituzione statisce, tra l'altro che: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva" Questo non vuol dire che io debba mettere in vetrina il mio reddito coram populo. Non diamo per scontate cose che non lo sono. A parte questo esiste, sul punto, un pronunciamento del Garante per la privacy, che è un Collegio di tutto rispetto in ordine a questo tipo di problematiche. Il Collegio dice (ed io sono d'accordo)che la decisione dell'Agenzia delle Entrate contrasta con la normativa in materia. Perchè? Perchè il Dpr n.600/1973 statuisce che al Direttore dell'Agenzia spetta solo il compito di fissare annualmente le modalità di formazione degli elenchi delle dichiarazione dei redditi, non le modalità della loro pubblicazione, che rimangono prerogativa del legislatore.In atto per le dichiarazioni la legge prevede solo la distribuzione degli elenchi ai Comuni interessati con riferimento ai contribuenti residenti nei singoli ambiti territoriali. L'inserimento dei dati in Internet rende necessarie rigorose garanzie a tutela dei cittadini. L'immissione in rete generalizzata e non protetta dei dati da parte dell'Agenzia ha comportato una serie di conseguenze: in poche ore, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo si è consentito di accedere a innumerevoli dati, di estrarne copia di formare archivi ecc..ponendo a rischio la loro stessa esattezza. Tale modalità ha, inoltre, dilatato, senza limiti il periodo di conoscibilità dei dati che la legge stabilisce in un anno. Ancora: non è stato chiesto al Garante il parere preventivo prescritto per legge. Ora con tutta la buona volontà di questo mondo il diritto all'informazione di conoscere i redditi delle persone, non può avvenire in contrasto con le norme di legge che tutelano la privacy. Est modus in rebus !
#11 Sanbernardo 2008-05-02 14:31
Lo "scalpore" per l'iniziativa di Visco mi coglie impreparato. La stragrande maggioranza dei ricchi che conosco si vantano di esserlo e cercano di esibire il loro status in ogni modo. Quindi non se ne vergognano certamente. Ora avrebbero anche la possibilità di dimostrare agli altri che lo sono veramente, cioè che oltre al fumo c'è anche l'arrosto. Ma invece adesso vorrebbero essere poveri o convincerci esserlo. Certo che gli italiani non si accontentano mai... Se fosse per me renderei pubbliche tante altre cose. (Per esempio anche le concessioni edilizie...)
#10 Paola2000 2008-05-02 00:42
I dati delle dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani on line: non ci trovo proprio nulla di blasfemo anzi!
Non capisco cosa c’entri la privacy: è una cosa che la legge ha previsto già dagli anni settanta, inoltre non mi sembra siano contenuti dati sensibili quali:
“i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”,
perdonate il lungo elenco, ma i dati sensibili sono questi.
Piuttosto, dato che ogni cittadino è tenuto a contribuire in ragione delle proprie entrate, voglio vedere chi “furbescamente” intraprende un’attività molto redditizia e di contro dichiara un reddito annuo da fame e grazie a questo chiede e riesce ad ottenere benefici e servizi che sono riservati ai meno abbienti danneggiando così chi è socialmente più debole. Me lo voglio proprio guardare in faccia.
#9 mik 2008-05-02 00:21
Bravo Borghesi... se una persona non ha nulla da nascondere, non teme che altri possano conoscere i suoi redditi. Serve trasparenza, a tutti i livelli.
michele
#8 rosana 2008-05-01 23:12
non concordo con la pubblicazione on line dei redditi degli italiani.
anche perche' da' forza a paesi inadempienti nei nostri confronti...tipo argentina...a rimanere inadempienti in eterno. in fondo, si sa, gli italiani sono un popolo di risparmiatori e bravi investitori.
qualsiasi sia il credo politico.
e poi, penso che non sia compito mio verificare quanto dichiari il mio vicino. se dichiara quanto deve.
io esigo che quel compito rimanga a chi deve fare quei controlli continuamente...e cioe' alla guardia di finanza ed alle agenzie delle entrate. altrimenti, mi chiedo, cosa stanno a fare?
a presto. rosana
#7 MARIA FAZIO 2008-05-01 23:08
Sono d'accordo con te sull'essere orgogliosi rispetto a quelli che evadono ma credo che "quelli" continueranno comunque a prendersi beffa sia di noi che del nostro orgoglio continuando ad evadere!!!
#6 antonio 2008-05-01 17:57
Finalmente trovo che questa sia veramente giusto, viva la trasparenza anche se solo per poche ore, qui non si tratta di essere curiosi ma trovo per quelli che pagano le tasse non possono sentirsi offesi, anzi trovo che sia motivo di orgoglio, rispetto a quelli che evadono Antonio
#5 patatones 2008-05-01 16:54
sono x l'informazione libera in tutti i sensi compreso la pubblicazione della dikiarazione dei redditi on line.non ci trovo niente di scandaloso anzi è scandaloso sospendere il servizio con delle motivazioni di facciata x tutelare i soliti evasori
#4 MARIA FAZIO 2008-05-01 15:20
Sono d'accordo sul fatto che ognuno debba conoscere quanto dichiarato per se stesso ma riguardo al diritto alla privacy rispetto ai redditi lo considero un diritto sacrosanto.
Ai problemi di evasione dovrebbe pensare lo Stato non il cittadino guardando la dichiarazione dei redditi del proprio vicino di casa. Sinceramente io, dipendente pubblico, che pago TUTTE le "tasse" centesimo per centesimo non mi va che la mia dichiarazione dei redditi venga sbandierata ai quattro venti anche perchè potrei risultare "più ricca" rispetto a qualcuno che non paga con annessi problemi per chi mi vuole male. Inoltre l’art. 53 della Costituzione, dice che sì è vero che ognuno debba partecipare alla spesa pubblica secondo la propria capacità contributiva ma non dice che chiunque debba conoscere il reddito degli altri soggetti.
#3 mangiaracina 2008-05-01 14:23
E' possibile fare opposizione a tale provvedimento del garante della privacy? Chi la deve fare o la pu~{(0~} fare? Protestare sui media ha senso?
Saluti.
Gm

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