Sono stato tra i primi a percepire che quanto stava accadendo nel Liechtenstein, piccolo staterello racchiuso tra Svizzera ed Austria, non era un fatto di scarsa rilevanza nella lotta all’evasione fiscale. Lo ho capito dal fatto che il cancelliere tedesco Angela Merkel ha convocato dieci giorni fa il primo ministro di quel Paese per manifestargli l’irritazione tedesca di fronte alla mancanza di trasparenza nei riguardi di uno scandalo di violazione delle leggi tributarie tedesche in cui erano implicate società aventi sede nel Liechtenstein.

Vi riporto il mio comunicato stampa di oggi 29 febbraio

FISCO – BORGHESI (IDV): FARE PRESSIONE PER FAR SPARIRE PARADISI FISCALI
“Che la Germania abbia stabilito di far rientrare il Liechtenstein nell’area Schengen solo a patto di una maggiore trasparenza fiscale da parte del piccolo stato, è più che legittimo, alla luce degli ultimi accadimenti”. A dichiararlo è Antonio Borghesi, responsabile dell’Economia per l’Italia dei Valori, che aggiunge: “Analoghi tipi di pressioni, finalizzati alla trasparenza, dovrebbero essere adottati anche dall’Italia per raggiungere un obiettivo fondamentale, quello di far sparire i paradisi fiscali all’interno dell’Unione Europea, quali, oltre al Liechtenstein, il Principato di Monaco e lo stesso, a noi più vicino, San Marino”.

In precedenza ero intervenuto sulla questione fin dal
20.02.2008
UE – BORGHESI (IDV): NO A PARADISI FISCALI NELL’UNIONE
“Condividiamo la presa di posizione della Germania, che ha accusato il Liechtenstein di mancanza di trasparenza in questioni fiscali, per una sorta di non collaborazione nella lotta all’evasione. Riteniamo che la trasparenza debba costituire uno dei pilastri fondamentali dell’unione Europea”. Lo afferma Antonio Borghesi, deputato dell’Italia dei Valori, che aggiunge “Si dovrebbe dire no ai paradisi fiscali all’interno dell’UE”.
21.02.2008
UE – BORGHESI (IDV): TRASPARENZA FISCALE SIA PILASTRO DI UNIONE
“Il primo passo compiuto dal Liechtenstein verso una maggiore trasparenza finanziaria, con il cambiamento della legge sulle fondazioni, dimostra che l’azione intrapresa dalla Germania per un maggiore impegno contro l’evasione è stata mirata ed efficace”. Ad affermarlo è Antonio Borghesi, responsabile dell’Economia per l’Italia dei Valori, che aggiunge “Riteniamo fermamente che la trasparenza debba costituire uno dei pilastri fondamentali dell’Unione Europea. No a paradisi fiscali all’interno dell’Europa”.
25.02.2008
UE – BORGHESI (IDV): NO A PARADISI FISCALI NELL’UNIONE
“Quanto sta venendo fuori grazie ad una talpa interna al Liechtenstein, riguardo ai conti milionari di centinaia di evasori fiscali inglesi, è indecoroso. Soprattutto alla luce del fatto che sembra che la stessa cosa stia avvenendo con gli Stati Uniti”. Lo afferma Antonio Borghesi, responsabile dell’Economia per l’Italia dei Valori.
Ci domandiamo, a questo punto – aggiunge – quante imprese italiane e quanti nostri connazionali abbiano fatto ricorso alle banche di questo paradiso fiscale per depositare i propri conti. Sarebbe ora che anche da parte italiana, come già è stato da parte tedesca, si facesse pressione per una maggiore trasparenza. E’ necessario dire no – conclude Borghesi – a paradisi fiscali nei confini dell’Unione Europea”.
27.02.2008
FISCO – BORGHESI (IDV): CONTI ITALIANI IN LIECHTENSTEIN, GIA’ DENUNCIATI DA IDV
“Nei giorni scorsi eravamo stati facili profeti, denunciando ciò che poi è avvenuto. Molti evasori italiani hanno conti segreti in questo piccolo paese dell’Unione Europea”. Lo afferma Antonio Borghesi, responsabile dell’Economia per l’Italia dei Valori.
Ciò che temiamo adesso – aggiunge – e che speriamo vivamente non si verifichi, è che dal mondo politico venga fuori qualche voce appartenente a soggetti particolarmente interessati alla vicenda, a sollevare questioni di illegittimità sui tabulati acquisiti dal fisco”.
“Al di là di tutto, ribadiamo – conclude Borghesi – che è fondamentale dire no a paradisi fiscali all’interno dell’Unione Europea, che si tratti del Liechtenstein, del Principato di Monaco o anche di San Marino”.
Solo da due giorni la vicenda ha conquistato le prime pagine dei giornali.
Antonio Di Pietro ha chiesto l’immediata pubblicazione dei nomi di coloro che hanno depositi segreti nel Liechtenstein.
Se ritornerò in Parlamento state certi che la parola d’ordine
“NO AI PARADISI FISCALI IN EUROPA”
diventerà una delle linee-guida della mia azione politica.

Commenti   

#3 claudiacolt 2008-03-09 12:48
Io votero' per voi proprio perche' siete i piu' trasparenti e quelli che chiedono legalita' , ma se vincono gli altri, siamo fregati, perche' tutto rimarra' come adesso, anzi sicuramente peggiorera'. Spero ce la facciate anche se vedo che in Italia purtroppo il cervello e' un optional che non tutti sanno far funzionare perche' non vedono quello che e' davanti ai loro occhi. Purtroppo potrebbero penalizzare anche noi , come e' successo in quei cinque anni.In bocca al lupo a voi e ,di conseguenza ,a noi
#2 albert.z 2008-03-01 11:28
Basterebbe un minimo di buona volontà da parte dell'Europa e i paradisi fiscali europei sparirebbero: con le buone o con le cattive.
Il guaio è che i politici, finanziati dalle lobbies, non fanno niente. Anzi, anche loro li sfruttano a proprio vanyaggio e a danno dei lavoratori e pensionati.
Finché i cittadini non prenderanno i forconi tutto continuerà così: ricchi industriali, commercianti, liberi professionisti evadono e i lavoratori e pensionati pagano! Basta!!!
albert.z
Rovigo
#1 scout 2008-03-01 10:46
Sono perfettamente d'accordo. Infatti in Italia si richiama all'Europa solamente quando si tratta di aumentare le tariffe ma mai quando si parla del resto. Per es. Non si tolgono i caselli autostradali applicando il bollino "Vignette", sugli stipendi, sulle merci nei treni,sul trattamento e sulla quantità dei politici,sul comportamento delle banche e sulla tassazione dei titoli finanziari, ecc.

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il login o registrati.