Dopo la vicenda Mastella e Cuffaro e dopo una loro difesa a spada tratta da parte dei vari Berlusconi e Casini una nuova ondata di protesta si è abbattuta contro i giornalisti che fanno informazione. La Casta ancora una volta si lancia alla difesa dei suoi privilegi e del suo “diritto” ad essere intoccabile e al di fuori delle regole che valgono per tutti.
E così Corrado Calabrò, zelante Presidente dell’Agicom, autorità di controllo sulla comunicazione, di nomina politica, con la scusa dei casi Cogne, Erba, Garlasco e Perugia introduce una vera e propria censura perché – a suo dire – la Tv non può assumere il carattere di gogna mediatica. Tutti i cittadini ben vedono come le due situazioni siano molto diverse tra di loro. La spettacolarizzazione di processi così efferati deve essere evitata, perché altrimenti crea eroi negativi, che possono solo danneggiare la formazione soprattutto degli adolescenti. Vi è inoltre il dovere di proteggere la privacy delle persone per le quali quegli eventi sono stati momenti di sofferenza inenarrabile. Ben diversa è la situazione quando abbiamo a che fare con i politici, che per definizione sono persone pubbliche. Per loro anche la Corte Europea ha riconosciuto che il diritto all’informazione prevale su quello alla tutela della privacy. E poi che cosa c’è di più educativo che mettere di fronte alle loro responsabilità uomini che esercitano poteri grandissimi. Fermo restando il loro diritto di intervenire. E chi se ne importa se poi, sul piano giuridico-penale, saranno magari assolti. Forse che c’è qualcuno che pensa che incontrare mafiosi nel retrobottega di un negozio (come ha fatto Cuffaro) sia eticamente lecito? Forse c’è qualcuno che pensa che imporre con ricatti nomine politiche (come ha fatto Mastella) sia eticamente lecito? Forse che qualcuno pensa che Berlusconi non sapesse nulla quando le sue aziende versarono 400 milioni a Previti perché li versasse al giudice per corromperlo? Forse che qualcuno pensa che Berlusconi non sapesse nulla quando Galliani ha falsificato il bilancio del Milan per l’operazione di compra-vendita del calciatore Lentini? Ed allora diciamo basta! Cosa aspetta Beppe Grillo, con il suo potere mediatico, a lanciare una grande raccolta di firme per la libertà dell’informazione?

Commenti   

#4 MARIA FAZIO 2008-02-05 12:02
Si all'art. 24 e 25 della nostra Costituzione, si alla solidarietà umana, no alla disparità di trattamento.
Qualunque cittadino potrebbe trovarsi in una brutta posizione, specie penale, ma NESSUNO deve avere dei privilegi, tanto meno le persone che ci rappresentano in Parlamento. Chissà quanti, come me, la pensano alla stessa maniera ma...cosa possiamo fare noi poveri disgraziati che non abbiamo il potere politico? Finora abbiamo solo subito. Qualcuno dovrà pur pensare all'immagine e al benessere del Paese.
La Certezza del Diritto è un principio europeo ma neanche l'UE finora è stata in grado di adottare una procedura di infrazione per i nostri politici.
Sarebbe il caso che qualcuno si desse finalmente da fare.
#3 claudiacolt 2008-02-05 10:47
Sono assolutamente d'accordo sulla liberta' dell'informazione senza censure e approfitto per ringraziare tutti quei giornalisti , compreso logicamente Santoro, Travaglio Stella ecc..... che ci fanno conoscere la realta' del nostro mondo, triste che sia , ma si tratta della nostra vita della vita che viviamo e che e' giusto che conosciamo.Spero che alla fine tutte queste denunce facciano si' che qualcosa possa cambiare , anche se so che queste orribii caste sono disastrose e sono dure a morire esattawmente come le processionarie
#2 fambad 2008-02-04 15:06
La Casta non deve godere di privilegi.
Ed io sono convinto che debba essere tutta seppellita nel milione di tonnellate di "monnezza" raccolta e messa da parte sotto il governo illuminato Bassolino-Jervolino.Altrimenti cosa ne facciamo? Della "monnezza" intendo dire.
Luciano
#1 marcosisi 2008-02-04 13:38
Un'informazione libera, corretta e puntuale, ecco cosa ci vuole per far sapere agli elettori quel che combinano i loro rappresentanti. Non me ne frega nulla della spettacolarizzazione. Se i politici vengono "processati" in TV, in mezzo agli aguzzini di Cogne o di Erba, sinceramente, non riesco a capirne né la necessità, né la serietà. Berlusconi, Mastella, Cuffaro, Lonardo o Dell'Utri in mezzo agli ospiti di Bruno Vespa, o di Enrico Mentana, e fra uno spot pubblicitario e l'altro? Francamente, quei programmi mi fanno schifo e non sarà certo la presenza di questo o quel deputato, senatore, governatore a farmi venire voglia di guardare. Voglio sapere cos'è successo, voglio che i giornalisti siano liberi di informare senza paura di essere licenziati. No ai processi in TV, sì all'informazione. Ecco come la vedo io.

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