renziEcco in sintesi le principali dichiarazioni dei leader politici nazionali.

Grillo e la teoria del volo a 5 stelle: “Prendiamo quota, governeremo l’Italia”“Ora voliamo alto verso il governo nazionale. L’aereo della missione impossibile è decollato e prenderemo quota. Dall’inizio ci hanno sempre detto: “E’ impossibile che ce la facciate”. Ora l’obiettivo è cambiare quota e puntare alla guida dell’Italia”.

Il Pd si lecca le feriteSchiva la catastrofe solo grazie alla vittoria di Beppe Sala a Milano. Ma nel partito la resa dei conti si avvicina con la minoranza che chiede a Renzi abbandonare il doppio ruolo di premier e segretario. Il leader, alla prima vera sconfitta, ammette la batosta e studia come ripartire in vista del referendum costituzionale.

Renzi: «Vittoria dell’M5S netta e indiscutibile, ma…»

 

«Una vittoria netta del M5S, indiscutibile, che va chiamata con il suo nome. Ma c’è comunque una forte valenza territoriale». È l’analisi che ha fatto Matteo Renzi, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il giorno dopo i ballottaggi delle amministrative. «Un dato da non drammatizzare, ma neanche minimizzare» ha avvertito il premier. «Non credo si sia trattato di un voto di protesta ma di cambiamento. E non solo nei comuni in cui hanno vinto i Cinque Stelle», ha aggiunto.

Roma – «È solo l’inizio, ora tocca a noi», dice Beppe Grillo.   Beppe Grillo usa la metafora del volo. All’usctia dall’Hotel Forum di Roma, dopo la notte dei ballottaggi in cui Virginia Raggi nella Capitale e Chiara Appendino a Torino hanno vinto contro i candidati del centrosinistra Giachetti e Fassino, il cofondatore del M5s esprime tutta la sua soddisfazione. Parole chiave? “Bellezza e semplicità“

Renzi: «Vittoria dell’M5S netta e indiscutibile, ma…»
«Una vittoria netta del M5S, indiscutibile, che va chiamata con il suo nome. Ma c’è comunque una forte valenza territoriale». È l’analisi che ha fatto Matteo Renzi, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il giorno dopo i ballottaggi delle amministrative. «Un dato da non drammatizzare, ma neanche minimizzare» ha avvertito il premier. «Non credo si sia trattato di un voto di protesta ma di cambiamento. E non solo nei comuni in cui hanno vinto i Cinque Stelle», ha aggiunto.

Ancora: «Ora dobbiamo prendere atto che il popolo di alcune città ha mandato un messaggio che deve far riflettere il Pd, lo faremo nella direzione del 24 giugno. Serve una discussione vera, franca e sincera», ha annunciato il premier.

Poi la conclusione: «Se c’è una cosa che il governo deve dire è un caloroso buon lavoro a tutti gli eletti. Il governo aiuterà tutti a cercare di fare bene. E noi andiamo avanti a occuparci delle priorità istituzionali. Dal giorno dopo le elezioni si smette con i dibattiti e si inizi a lavorare».

«Il doppio incarico di segretario e premier non fa bene al Pd», attacca Roberto Speranza, leader della minoranza Pd. «Non voglio usare questo argomento contro la leadership: Renzi deve ancora fare la sua valutazione, lo ascolterò. Ma dico che bisogna cambiare rotta o facciamo un errore non recuperabile».

Matteo Salvini, dovrebbe aver capito che con i toni sempre alti si ottengono fiammate nei sondaggi ma difficilmente si raggiungono le maggioranze necessarie a governare. «Gli italiani non credono più a Renzi», commenta il leader leghista Matteo Salvini. o «scambio» di voti sull’asse Lega-Movimento 5 Stelle immaginato dal leader del Carroccio ha però funzionato in una direzione sola: a vantaggio dei grillini

La sconfitta a Milano, seppur di pochi voti, apre ufficialmente la battaglia nel centrodestra su chi debba essere il partito guida della coalizione. Un timone che, a sentire Silvio Berlusconi, non può che stare nelle mani di Forza Italia, il partito dei moderati, l’unico in grado di aggregare le altre forze più estreme

Per Alfano «il vecchio centrodestra come lo abbiamo conosciuto non esiste più. C’è il tentativo di Salvini di far nascere una destra estrema. Noi dobbiamo far nascere un’area liberale e popolare che sia competitiva».

Il day after non contiene solo gli strascichi della festa, contiene anche i timori in casa M5S all’alba di questa nuova era. Timori che portano il leader pentastellato a mettere quasi le mani avanti: “Loro molleranno la spazzatura in mezzo alla strada per dire ‘avete visto come avete ridotto Roma’”.

“Diciamocelo chiaramente, questi stanno mettendo in campo dei nomi perché non voglio vincere Roma, si sono già fatti i loro conti”. Cioè perdere per mettere alla prova i 5Stelle: “A livello economico – diceva ancora Taverna – Roma dipende da stanziamenti regionali e stanziamenti statali, ora vogliono metterci il Cinque Stelle, per togliergli i fondi e fargli fare brutta figura. Questo i romani lo devono capire”. Parole che fanno il paio con quelle odierne di Grillo.

Anche Grillo ricorda: “Avevano detto che il Movimento non avrebbe mai sfondato, invece ora ci troviamo a dover cambiare il futuro, a dover cambiare la quota e puntare quindi al governo nazionale”. E poi ancora: “Le amministrative segnano una svolta epocale. E’ il cambio di passo del Movimento 5 Stelle, riconosciuto dai cittadini come una forza di governo affidabile e capace di esprimere candidati validi e competenti”. E conclude: “Noi adesso abbiamo bellezza, semplicità e un’avventura straordinaria”. Ma il leader negli incontri più riservati mette in guardia Virginia Raggi e Chiara Appendino da quelli che definisce i “tranelli” che gli avversari le possono tirare proprio – secondo Grillo – per intralciare la corsa dei 5Stelle verso Palazzo Chigi.

La buona notizia è che esiste un’Italia che non si arrende. E che non è composta da alternativi irresponsabili, ma è moderata, raccoglie consensi al centro, nella piccola e nella media borghesia, dove, ancora una volta e come sempre, si vincono le elezioni.

CONCLUSIONI

Non sarà che alla fine il vero vincitore di queste elezioni resta Renzi, anche se per motivi tattici si guarda bene dal dirlo.

  1. Con la scusa che il Pd ha perso quasi dappertutto si apre la strada ad interventi chirurgici dentro alla struttura del partito e ne vedremo gli effetti nei prossimi giorni. Se apparentemente è lui il battuto i suoi avversari interni ne escono asfaltati
  2. Salvini esce ridimensionato dal voto e si allontana la prospettiva che possa assumere la leadership del centro destra o anche solo della destra. La quale esce totalmente distrutta ed irriconoscibile dal turno elettorale. Se prima si faticava a capire chi potesse comandare oggi lo sarà ancora meno: di Salvini abbiamo detto. La Meloni? Neppure la sua Roma le ha dato il riconoscimento. Berlusconi? Sempre più ininfluente. Alfano? Ma per carità.
  3. Gli unici che sono costretti ad ammettere di aver vinto sono i 5Stelle. Ma da come parlano e dai timori che ostentanoammettendo già le mani avanti, dimostrano che faranno proprio il gioco di Renzi. Quando si andrà ad elezioni politiche saranno cotti al punto giusto, avendo dimostrato di non essere in grado di governare. E così ancora una vola toccherà a Renzi fare IL SALVATORE DELLA PATRIA.

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