Come riporta Il Fatto quotidiano di oggi Papa Francesco di fronte ai governanti europei ha detto: “Sogno un’Europa in cui essere migrante non sia delitto bensì un invito a un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano. Sogno un’Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stata la sua ultima utopia”. È l’appello che Papa Francesco ha rivolto ricevendo il Premio Internazionale Carlo Magno 2016 per “il suo straordinario impegno – come si legge nella motivazione – in favore della pace, della comprensione e della misericordia in una società europea di valori”. Ecco altri passi del suo discorso.

Come riporta Il Fatto quotidiano di oggi Papa Francesco di fronte ai governanti europei ha detto: “Sogno un’Europa in cui essere migrante non sia delitto bensì un invito a un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano. Sogno un’Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stata la sua ultima utopia”. È l’appello che Papa Francesco ha rivolto ricevendo il Premio Internazionale Carlo Magno 2016 per “il suo straordinario impegno – come si legge nella motivazione – in favore della pace, della comprensione e della misericordia in una società europea di valori”. Ecco altri passi del suo discorso. “Terra, tetto e lavoro per tutti – L’invito di Francesco è chiaro: “Dobbiamo passare da un’economia liquida, che tende a favorire la corruzione come mezzo per ottenere profitti, a un’economia sociale che garantisce l’accesso alla terra, al tetto per mezzo del lavoro”. “Passare da un’economia che punta al reddito e al profitto in base alla speculazione e al prestito a interesse ad un’economia sociale che investa sulle persone creando posti di lavoro e qualificazione”.” “…..se vogliamo pensare le nostre società in un modo diverso, abbiamo bisogno di creare posti di lavoro dignitoso e ben remunerato, specialmente per i nostri giovani” “Un’Europa capace di dare alla luce un nuovo umanesimo basato su tre capacità: la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare”. “Che cosa ti è successo, – si è domandato Bergoglio – Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo, Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti, letterati? Che cosa ti è successo, Europa madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?”.” Parole belle e di grande effetto, ma frutto della facile ricorso all’utopia da parte di chi sa di non doverne portare la responsabilità. E’ facilmente dimostrabile la non realizzabilità dei processi economici indicati dal Papa. Come ha scritto Michele Boldrin: “la contrapposizione teorica fra Economia Sociale di mercato e liberalismo “classico” o laissez-faire è spuria e retorica, nel senso che voler contrapporre una “teoria” all’altra sulla base dell’idea, falsa, che una vuole un mercato regolato mentre l’altra lo vorrebbe sregolato, è esercizio pernicioso che nasconde altre intenzioni. Il principio di fondo è che i "mercati perfettamente liberi" non esistono e che, le rare volte che i mercati si auto-organizzano danno luogo a strutture fragili ed esposte a molti rischi, primo fra tutti la manipolazione da parte d'alcuni dei partecipanti, la concentrazione del potere nelle mani di pochi (ossia, il passaggio da concorrenza a monopolio o oligopolio), la creazione di cartelli e sindacati d'un tipo o dell'altro, l'acquisizione di posizioni di "rendita", e così via. Insomma: lasciati completamente a se stessi i "mercati" tendono a degenerare ed a perdere la capacità di essere quello strumento di benessere sociale e di progresso economico che altrimenti sono. Questa posizione teorica - apparentemente, ma…………. non realmente - contrasta con una visione che molti classificano come liberalismo laissez-faire o liberalismo classico, secondo cui i mercati si auto-organizzano e gli individui lasciati completamente a se stessi, con al più l'ausilio d'uno stato minimo, riescono a fare benissimo i propri interessi. Il problema non è, quindi, statisti versus mercatisti, ma concorrenza versus monopolio, nell’ambito economico come in quello politico. Se la questione si pone in questa luce, allora si scopre che l’insistenza sulla lettera ‘S’ in contrapposizione alla ‘M’ è, molto spesso, puro trucco retorico per raggirare il pubblico facendo esso credere che quanto si compie per favorire interessi particolari e ben definiti sia, invece, nell’interesse di tutti. Se in più si considera che il fenomeno migratorio sarà inarrestabile e che nel giro di un secolo, un secolo e mezzo ci si attende che la popolazione immigrata di origine islamica pareggi la popolazione europea e che solo difendendosi, anche se necessario con le armi, l’Europa potrà salvaguardare il benessere di cui ha sin qui goduto, è ben evidente che il Rinascimento o l’Umanesimo propugnato da Papa Francesco sarebbe il primo passo per la morte dell’Europa. Rifuggiamo perciò dal populismo e dalla demagogia papalina. Solo così l’Europa si salverà, almeno per altri due secoli!

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