"Gent.ma Avvocato Bongiorno,

forse ricorderà che nel corso della scorsa legislatura, a seguito di un fatto di cronaca drammatico, ho inteso chiedere al Ministro della salute, con una interpellanza urgente, chiarimenti sull'esistenza di una supposta sindrome denominata PAS (parental alienation sindrome) rispetto alla quale la Sua fondazione ha in corso una campagna pubblicitaria importante.

Il Ministro Balduzzi mi ebbe a rispondere che : "La sindrome in esame non risulta inserita in alcuna delle classificazioni in uso (ICD-10, ovvero International classification of diseases; DSM-IV, ovvero Diagnostic and statistical manual of mental disorders), né si è a conoscenza di un suo possibile inserimento nell'edizione del DSM-V, attualmente nella fase di definizione."

Al ministro risultava “un'attenzione prevalentemente in ambito forense più che da parte della psichiatria e della psicologia clinica.

Continuava il Ministro : "L'Istituto superiore di sanità, interpellato perché è il più alto organo di consulenza scientifica del Ministero, ha sottolineato che i fenomeni di ritiro dell'affetto da parte del bambino nei confronti di uno dei genitori, emersi in alcuni casi di affidamenti a seguito di divorzio, possono essere gestiti dagli operatori legali e sanitari senza necessità di invocare una patologia mentale per spiegare i sentimenti negativi di un bambino verso un genitore. L'inutile e scientificamente non giustificato etichettamento come «caso psichiatrico» può rendere ancora più pesante la difficile situazione di un bambino conteso."

Alla luce di queste evidenze scientifiche trovo pertanto del tutto inappropriato il ricorso del vostro spot ad un termine che rimandi ad un disagio minorile della cui esistenza oggi non vi è risultanza.

La pregherei di adoperarsi per correggere un informazione che rischia di prestarsi ad interpretazioni politiche che credo Ella non possa condividere.

Distinti saluti”. {mospagebreak}

In un intervista a Che tempo che fa la Hunziker annunciava un prossimo impegno : “L’alienazione parentale è su una cosa molto importante di cui si parla poco e detta così sembra una cosa molto strana ma in realtà si tratta di quando le famiglie, quando i genitori si separano spesso diventa il figlio un’arma di ricatta e non solo il figlio soffre moltissimo questa cosa e non solo non riesce più a vedere il proprio papà ma viene addirittura talmente alienato che gli viene una sindrome che si chiama Pas che è una sindrome a tutti gli effetti (!!!), ma anche il genitore alienato non vede più suo figlio, per cui volevamo fare una legge per sanzionare questo fatto”.

L’Avvocato s'affrettò a correggere le gravi inesattezze della conduttrice, con un comunicato che diceva:

“Non si tratta di superare i dubbi scientifici con una proposta di legge, ma di tener conto di un allarmante fenomeno sociale che richiede attenzione da parte del legislatore. Il reato che chiediamo di introdurre sanzionerebbe cioè azioni ben modellate (ripetute attività denigratorie ai danni del genitore; indebita limitazione dei regolari contatti con il genitore mediante altri artifici), sempre che sia intenzionalmente impedita la piena espressione della responsabilità genitoriale. È lampante come oggi simili comportamenti rischierebbero di sfuggire alla repressione penale: non ricadono infatti all’interno dei maltrattamenti in famiglia, né all’interno della sottrazione di minori“.

A suo tempo mi trovai sostanzialmente d’accordo con l’avvocato nello stigmatizzare un comportamento sbagliato, limitandomi a chiedere come ravvisare “le azioni ben modellate”.

Oggi lo spot, molto suggestivo, con un attore emblematico, non fosse che per il suo noto fascino, per le vicende personali che lo vedono al centro di un feroce scontro con la ex moglie (figlia del noto avvocato Bernardini de Pace), ci illustra una madre che violenta le scelte del papà in visita al figlio; è la promozione di una campagna per combattere l’alienazione parentale, la stessa PAS oggetto di una mia interrogazione parlamentare.

Per questo ho sentito di dovere un contributo scrivendo alla collega di un tempo, nel timore che campagne come questa lascino una asserzione acquisita della esistenza di sindromi inesistenti, e funzionali solo a veicolare nelle aule giudiziarie strategie punitive verso le donne e a danno dei minori che finiscono allontanati dalla propria casa e dai propri punti di riferimento (i dati ci mostrano infatti quanto la PAS venga utilizzata dai padri quando i figli quando rifiutino di incontrarli).

Alla luce dell’autentico impegno di Doppia Difesa nella prevenzione e difesa da ogni violenza delle donne, sono certo che l’associazione non potrà che chiarire come la loro campagna abbia fatto ricorso al termine “alienazione parentale” in senso figurato, non potrà che ribadire che non esiste alcuna sindrome da ALIENAZIONE PARENTALE e che pertanto la valutazione delle “azioni ben modellate” che influenzino gli umori dei figli, va intrapresa comunque, ma altrove. Suggerisco non tanto nella reazione del bambino, quanto nelle azioni del genitore stesso.


Commenti   

#1 Saccoman 2015-11-16 12:23
Spesso quando si parla di problematiche relative ai figli durante un divorzio o una separazione si fa molta confusione.
La scienza non riconosce la Pas come malattia psichiatrica, ma non importa se sia scientifica o no; secondo il mio punto di vista andrebbe tutto ricondotto non a una sindrome ma a dei comportamenti che un genitore esercita sui figli condizionandoli; mi spiego meglio, se un adulto riesce a condizionare un bambino o un ragazzo a fare certe cose e mi riferisco in generale a chi abusa i bambini o i ragazzi perchè non si riconosce alla stessa stregua che un genitore possa condizionare il comportamento del proprio figlio nei confronti dell\'altro genitore. Se un bambino è una spugna che assorbe tutto e se vive con genitori francesi parla il francese, se vive con genitori italiani parla italiano, alla stessa stregua può essere condizionato, se si parla sempre male dell\'altro genitore il bambino parlerà sempre male dell\'altro genitore.
Qui non parliamo di malattia ma di condizionamento e il condizionamento spesso esiste ed è reale. I padri separati perdono la sensibilità del quotidiano dei figli e nelle poche occasioni che hanno spesso vengono rifiutati; difficilmente si trovano donne che favoriscono gli incontri con il padre, spesso le donne si schierano dicendo che è il figlio che non vuole vedere il padre, perchè in questo caso loro ne escono pulite e nessuno si sogna di forzare i minori per favorire gli incontri. Concludendo mi piacerebbe che tutti riconoscessero che i figli possono essere plagiati dall\'altro genitore, così come si riconosce che un adulto condizioni un bambino nel fare sesso. La violenza che si esercita nei minori abusandoli non solo fisicamente ma anche psicologicamente deve essere riconosciuta non come sindrome ma come condizionamento esercitato più volte nel minore. Quante accuse, poi rilevatesi infondate, addossate ai padri per violenza nei confronti dei minori architettate dalla madre che hanno coinvolto il minore stesso.
Allora non parliamo di pas ma di condizionamento del minore soggiocato da un adulto così come avviene per gli abusi sessuali, dove li si vedono i segni di violenza, negli altri casi non sono visibili ad occhio nudo ma purtroppo portano danni e conseguenze anche peggiori degli abusi sessuali.

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