Come riporta Il Sole 24 Ore on line di ieri, 23 febbraio 2014, “Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan e il capo del Dipartimento federale delle finanze della Confederazione Svizzera, Eveline Widmer-Schlumpf, hanno firmato in Prefettura a Milano il Protocollo tra Italia e Svizzera in materia fiscale.

L’accordo di fatto pone le condizioni per la fine del segreto bancario fra i due paesi e consente alla Svizzera di uscire dalla black-list fiscale-finanziaria permettendo ai contribuenti italiani che intendono avvalersi della voluntary disclosure di beneficiare di condizioni migliori in termini di anni da sanare e di oneri da sostenere. Oltre al protocollo i due ministri hanno siglato una “road map” per la prosecuzione del dialogo fra i due paesi in materia fiscale e finanziaria.”

Augurandomi che non vi siano poi intoppi burocratici e che la effettiva entrata in vigore dell’accordo sia ora rapida, non posso non rilevare che personalmente nei miei interventi in Parlamento avevo più volte chiesto, in particolare al governo Berlusconi di attivarsi in tal senso.

Nella scorsa legislatura anche su questo sito ho più volte richiamato l’argomento ritenendolo strumento davvero decisivo per la lotta all’evasione fiscale ed all’esportazione illecita di capitali.

Mi piace qui ricordare:

1. Dopo Report su Ponzellini e BPM. Tremonti: “nessun Paese serio fa accordi con i paradisi fiscali". (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=543&Itemid=1 ) dove metteva in luce Report tutta l’opacità e la pista svizzera della gestione degli immobili di proprietà della famiglia Tremonti.

2. No a paradisi fiscali all’interno dell’Unione Europea (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=77&Itemid=1 ) dove plaudivo all’iniziativa di Angela Merkel dicendo “Sono stato tra i primi a percepire che quanto stava accadendo nel Liechtenstein, piccolo staterello racchiuso tra Svizzera ed Austria, non era un fatto di scarsa rilevanza nella lotta all’evasione fiscale. Lo ho capito dal fatto che il cancelliere tedesco Angela Merkel ha convocato dieci giorni fa il primo ministro di quel Paese per manifestargli l’irritazione tedesca di fronte alla mancanza di trasparenza nei riguardi di uno scandalo di violazione delle leggi tributarie tedesche in cui erano implicate società aventi sede nel Liechtenstein.”

3. Paradisi fiscali: la politica del “fare” di GB e F e quella del “fare finta” di Berlusconi-Tremonti (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=181&Itemid=1 ) scritto quando “La stampa ha dato notizia di questo accordo tra Stati Uniti e Svizzera contro gli evasori fiscali americani che hanno nascosto soldi nel paese elvetico. L'altro giorno, invece, è stato firmato un accordo bilaterale tra Gran Bretagna e il Liechtenstein per lo stesso motivo. E' evidente che i paradisi fiscali sono lo strumento per coprire evasione fiscale, ed altri gravi reati come la corruzione attraverso il falso in bilancio.”

4. Tremonti non fa nulla per la crescita economica! (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=322&Itemid=1 ) dove nel dibattito sul Documento di Economia e Finanza menzionavo il fatto che “negli ultimi due anni [molti tra i Paesi più industrializzati] hanno stipulato accordi bilaterali. Uno non c'è ed è l'Italia: l'Italia non ha stipulato alcun accordo bilaterale, neppure con San Marino, ma tra i Paesi cosiddetti poco seri ho trovato l'Australia, il Canada, la Finlandia, la Francia, la Germania, la Norvegia, la Svezia, il Regno Unito e gli Stati Uniti.

Trovo ora interessante riportare su questa questione il testo delle domande che porsi a Tremonti nel corso di una sua audizione davanti alla Commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite in seduta comune ed avvenuta il 5 ottobre 2010.

ANTONIO BORGHESI. Signor Ministro,………. Occorre progredire nell’idea di una lotta all’evasione fiscale, per esempio ai paradisi fiscali. In merito, osservo che l’Italia è l’unico Paese che non ha stipulato accordi bilaterali con i Paesi considerati paradisi fiscali in uscita dalla black list, con conseguenze che, a mio giudizio, possono essere discutibili per la lotta all’evasione del nostro Paese.

GIULIO TREMONTI, Ministro dell’economia e delle finanze........Un punto tecnico interessante è quello dei paradisi fiscali. Non stipuliamo trattati con i Paesi che rappresentano dei paradisi fiscali perché nessun Paese serio lo fa. Dalla Corea, dove si sta preparando il prossimo G 20, giunge la condanna nei confronti di moltissimi di questi Paesi e l’invito a definire un meccanismo assimi- labile a una sorta di « cordone sanitario ». Se lei legittima questi Paesi, legittima anche le loro prassi.......... Se, però, lei ha un elenco dei paradisi fiscali con cui stipulare trattati sul modello indicato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), lo inviamo all’OCSE...

ANTONIO BORGHESI. Francia, Gran Bretagna e Germania ne hanno stipulati.

GIULIO TREMONTI, Ministro dell’economia e delle finanze. A noi non risulta. La logica OCSE è diversa, anche perché è stata commessa un’ingenuità, sostenendo che si è un Paese white list se si sottoscrivono almeno 12 trattati. Paesi che hanno siglato un trattato con l’Uzbekistan, il Kazakistan e la Repubblica di San Marino non coincidono con uno standard accettabile, che verrà modificato.

Se lei ha alcune idee, però, ce le riferisca, in modo che le studiamo e le sottoponiamo all’OCSE. Sarebbe di grande interesse svolgere una riflessione in merito.

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Effettua il login o registrati.