Nei giorni scorsi vi è stato il decennale della morte di Bettino Craxi. Qualche settimana fa, su questo sito, ho postato ciò che realmente Craxi pensava di Giuliano Amato (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=660&Itemid=1 ).

Vorrei oggi dar conto del giudizio che invece Amato ebbe ad esprimere nel passato su Craxi, nell’intento di accreditarsi nei riguardi Silvio Berlusconi, che da Craxi fu largamente protetto in cambio di ben adeguate remunerazioni.

Nel 2008, dopo la larga vittoria elettorale di Berlusconi, Giuliano Amato affermò che “Craxi sarà ricordato come un grande statista ed un grande politico” e che, all’epoca, “il pronunciamento della Procura di Milano contro la depenalizzazione del finanziamento illecito ai partiti fu atto deplorevole”.

Peccato che Amato omettesse di ricordare che Craxi morì da pregiudicato latitante, che si era sottratto alla giustizia e alle leggi del suo Paese, avendo maturato due condanne definitive (5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese) e varie altre che stavano per diventarlo (3 anni in appello per la maxitangente Enimont, 5 anni e 5 mesi in primo grado per le bustarelle dell’Enel, 5 anni e 9 mesi in appello per il Conto Protezione).

Posso anche accettare l’idea che Craxi sia stato uno statista che, ad esempio, ha difeso l’autonomia del nostro Paese contro gli Stati Uniti (vedi caso Sigonella), ma certo egli era uomo corrotto e ladro. Nessuna grandezza di statista potrà mai permettere di cancellare i suoi atti di corruzione ed i suoi furti ai cittadini italiani.

La Magistratura individuò infatti 50 miliardi sui conti personali svizzeri Northern Holding e Constellation Financière, più quelli (mai visti né calcolati) bloccati a Hong Kong perché quello Stato non ha mai risposto alle rogatorie. Di questi, guarda caso, una parte fu versata da Berlusconi: ben 21 miliardi versati fra il 1990 e il '92, estero su estero, trasferiti dai suoi conti svizzeri (“All Iberian”) ai conti svizzeri di Craxi (“Constellation Financiere" e "Northern Holding"). Ciò dopo che Craxi ebbe ad emanare un decreto (detto “Decreto Berlusconi”) che permetteva di trasmettere su tutto il territorio nazionale, pur in assenza di assegnazione delle frequenze. Sui rapporti tra Craxi e Berlusconi sul punto vi invito anche a video-ascoltare il mio intervento alla Camera all’epoca.

Non dimentichiamo che Amato è uno dei più accreditati candidati alla Presidenza della Repubblica!

Ma vi è un altro personaggio che in occasione del decennale della morte di Craxi darà un giudizio su di lui in modo a dir poco sorprendente. Mi riferisco al da poco ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale all’epoca (gennaio 2010) mi rivolsi con una lettera aperta con la quale esprimevo il mio dissenso sulla missiva che egli ha fatto pervenire alla vedova di Bettino Craxi.

Signor Presidente della Repubblica,

mi permetto sommessamente di dissentire sui contenuti e sui toni della lettera che Ella, rappresentante di tutti gli italiani, ha ritenuto di inviare alla vedova dell’ex Presidente del Consiglio Bettino Craxi, nel decennale della sua morte in latitanza. In particolare là dove Ella sostiene che “Non può dunque venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell’on. Craxi sanzionate per via giudiziaria la considerazione complessiva della sua figura di leader politico, e di uomo di governo impegnato nella guida dell’Esecutivo e nella rappresentanza dell’Italia sul terreno delle relazioni internazionali. Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere.”

Dunque, signor Presidente, a Suo giudizio, le condanne definitive per corruzione e quelle mancate a causa del suo decesso, cosi come il dimostrato uso delle tangenti a fini personali, devono ritenersi “distorsioni “ non consentite al nostro Stato.

Mi consenta di dirLe che la Sua proposizione andrebbe totalmente ribaltata e che proprio tali macchie indelebili e gli sfregi irrimediabili compiuti nei riguardi del popolo italiano dovrebbero essere di assoluta preclusione ad ogni tentativo di riabilitazione o di bilanciamento di qualunque azione positiva egli possa aver compiuto per il nostro Paese.

Sarebbe veramente drammatico, sotto il profilo morale, se dovessimo accettare l’idea che un’azione politica in sé positiva possa consentire ad alcuno di violare impunemente la legge, alla quale deve sottostare ogni cittadino e che sta alla base del vivere comune. Penso anche, signor Presidente, che in un tale frangente il silenzio da parte Sua sarebbe stato la scelta più opportuna.

Mi dispiace dirLe che, nell’occasione, non mi sono sentito da Lei rappresentato e con me migliaia di altri cittadini, che pensano che Ella, in quanto supremo custode della nostra Costituzione, avrebbe dovuto far prevalere il rispetto del principio di uguaglianza di fronte alla legge, sancito all’articolo tre, e che non dovrebbe ammettere eccezioni.

Commenti   

#2 mauriziodecolle 2015-01-20 09:35
Concordo pienamente.
Credo che gli elettori abbiano una ulteriore opportunità per valutare l'idoneità di politici/partiti a rappresentarci dal nome che questi appoggeranno per la carica alla presidenza della repubblica
#1 Fagone 2015-01-19 17:46
E poi ci chiediamo il perchè l'Italia è finita così com'è ???!!!!! Se venisse eletto il "signore" di cui si parla come candidato alla Presidenza della Repubblica, sarebbe l'occasione giusta per ESPATRIARE !!! Saluti carissimi, Onorevole.

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