A grande fatica stiamo cercando di riprendere credibilità con l’Unione Europea. I cittadini italiani stanno sopportando enormi sacrifici a questo scopo in termini di riduzione del loro potere d’acquisto, dei loro consumi, del loro benessere e del loro tenore di vita. Vi sono territori virtuosi (prevalentemente al Nord ma anche al Sud) che pur risparmiando non possono spendere i loro risparmi per i cittadini che amministrano!

Eppure da ieri siamo di nuovo lo zimbello d’Europa!

L’83,5% dei vigili chiamati in servizio a Roma la notte di S.Silvestro non si è presentato al lavoro, inviando certificati medici o effettuando donazioni di sangue.

Siamo in presenza di comportamenti censurabili nei confronti di svariati soggetti e che dimostrano non solo mancanza di senso di responsabilità ma totale certezza di impunità.

E’ l’ora di finirla: queste persone, che non esito a definire gentaglia, devono pagare duramente simili comportamenti!

In primo luogo i lavoratori. Il ricorso a simili imbrogli (farsi passare per ammalati senza esserlo) è né più né meno che una truffa ai danni della Pubblica Amministrazione e come tale dovrebbe essere considerata e punita, con mezzi rapidi ed immediati (ad esempio tutte le volte che non esista una circostanziata e documentata dimostrazione della malattia medesima che non può essere generica o non individuabile con accertamenti mirati). Tutti i lavoratori poi che nell’arco di un anno avessero un certo numero di assenze brevi dovrebbero venire penalizzati con la riduzione dell’importo delle mensilità aggiuntive (tredicesima) delle ferie e dell’indennità di fine rapporto di lavoro. E non può essere certo una vertenza sindacale in atto a nobilitare simili comportamenti: quando lo sciopero è escluso per motivi di servizio pubblico, a maggior ragione nessun altro comportamento può essere lecito.

In secondo luogo i medici che hanno firmato quei certificati e che sono, se possibile, ancora più colpevoli dei lavoratori. Medici che in mala fede firmano certificati di malattia finti non solo commettono il reato di truffa ai danni dello Stato ma meritano l’immediata revoca del rapporto di pubblico impiego che è comunque un rapporto fiduciario. Anche per questo la mancanza di documentazione probante dovrebbe essere motivo di giusta causa, sufficiente al licenziamento in tronco del medico.

In terzo luogo il sindacato. Nel caso specifico è sufficiente leggersi i comunicati ufficiali della Uil e le proposte che in facsimile il sindacato invitava i lavoratori a sottoscrivere inviandoli al Comune di Roma per comprendere che qui non c’entra più la difesa di lavoratori vessati ma solo la sete di potere del sindacato e l’esercizio di questo potere in sé. E’ ora che il potere dei sindacati venga circoscritto per legge alla mera difesa del lavoratore senza più alcun trasferimento diretto o indiretto di funzioni o denaro da parte dello Stato. Il sindacato sia regolato per legge (come i partiti del resto) ed abbia regole di comportamento ed un bilancio annuale chiaro e trasparente. Non è più accettabile che il sindacato pretenda di co-decidere le politiche pubbliche (che siano del Comune di Roma e di qualche altra Regione). Si dia attuazione all’art. 39 della Costituzione.

Infine persino le norme sulla donazione di sangue, per quanto abbaino finalità assolutamente nobili e da incentivarne la diffusione, non possono diventare strumento per comportamenti inaccettabili da parte di dipendenti pubblici. Si stabilisca che coloro che in quel certo giorno siano chiamati in servizio per motivi contingenti non possano sottrarvisi con la scusante della donazione!

Commenti   

#1 Grisù 2015-01-04 23:14
Penso sia il caso di approfondire la questione cercando di sentire entrambe le campane perché se vero quello che è stato pubblicato qui ( http://roma.fanpage.it/la-lettera-del-vigile-david-per-chi-avesse-voglia-di-conoscere-la-verita-sui-vigili-brutti-e-cattivi/ ) allora penso che la cosa debba essere presa nella giusta considerazione.
Troppo spesso la politica utilizza i media con notizie falsate e dati incongruenti per poi propinare ciò che vuole e che aveva già deciso, denigrando un'intera categoria di lavoratori.
Se in questo momento una qualsiasi persona mi mollasse uno schiaffo, forse prima di reagire io mi chiederei per quale motivo l'abbia fatto ed avrei reagito solo se non avessi trovato giustificazione all'atto subito.
Questo è quello che secondo me avrebbero dovuto fare un po' tutti, ad iniziare dal premier, invece di inveire a spada tratta CONTRO TUTTO IL PUBBLICO IMPIEGO cogliendo l'occasione per far meglio digerire i provvedimenti che avevano già deciso di propinare.
Cordiali saluti

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