Ho partecipato sabato scorso alla trasferta dei tifosi del Chievo a Brescia, per l’incontro di Serie B Brescia-Chievo. Eravamo meno di cento persone su due corriere. I tifosi del Chievo, in 14 anni consecutivi di partecipazione ai campionati professionistici, non hanno mai creato alcun problema di ordine pubblico, non hanno mai provocato alcun incidente, sono sempre stati additati come esempio da seguire. Basti ricordare che alla fine dello scorso campionato dopo aver perso l’incontro spareggio con il Catania ed essere così retrocessi in Serie B, hanno applaudito a lungo i giocatori avversari. Appena usciti dall’autostrada le forze dell’ordine ci hanno guidati fino al piazzale del mercato ortofrutticolo: lì abbiamo trovato tre vecchi autobus scalcinati, senza vetri e con reti metalliche alle finestre, cioè una sorta di cellulari per il trasporto dei detenuti.

Mi sono qualificato ed ho detto che, date le premesse, trovavo umiliante ciò che stava avvenendo. Mi veniva addotta la giustificazione che la misura era intesa a nostra protezione. Ne ho dedotto che dovevamo essere protetti dai tifosi locali. Ma se i responsabili dell’ordine pubblico di Brescia hanno un’opinione tanto negativa dei tifosi della squadra locale, da costringerci ad un atto del genere, perché la partita non è stata fatta giocare a porte chiuse? Siamo stati perquisiti e poi fatti salire sugli autobus e mentre andavamo così verso lo stadio, ad alta velocità, e l’aria che entrava con violenza da finestre senza vetri mi sferzava il viso mi è venuta spontanea un’associazione, che non vuole essere irriguardosa, con le deportazioni sui carri bestiame ad opera del nazifascismo, subite da tante persone per bene, colpevoli solo di essere ebree. Ed ho pensato anche ai tanti ragazzi e giovani che erano con noi. Ma che messaggio potevano ricevere da una simile esperienza? Ma pensiamo davvero che con simili modalità si possano educare i nostri figli allo sport ed al suo valore culturale? Arrivati allo stadio siamo stati nuovamente perquisiti e fatti entrare in un settore destinato agli ospiti, che altro non era che una vera e propria gabbia, chiusa da tutti i lati e con una rete che copriva il settore per tutta la sua estensione. E’ stato un po’ come vedere una partita di pallone da una cella. Ed il tutto nel dichiarato intento della nostra protezione! Io dico al Signor Prefetto ed al Signor Questore di Brescia che dovrebbero vergognarsi per avere trattato come delinquenti comuni tante persone che hanno sempre dimostrato di comportarsi in modo corretto! Nei prossimi giorni presenterò ai Ministri Amato e Melandri una interrogazione parlamentare su quanto avvenuto. Se veramente ci sono tifosi, come quelli del Brescia, tanto pericolosi da costringere il Prefetto ed il Questore a simili scelte, abbiano il coraggio di chiudere a tempo indeterminato quegli stadi senza cedere alle lobbies ed agli interessi economici dei Presidenti e delle reti televisive. Se invece i tifosi bresciani, come io penso, non sono delinquenti abbiano il coraggio di invitare i Responsabili dell’ordine pubblico di Brescia a comportamenti più consoni ad un Paese civile. Io mi sono sentito umiliato come uomo, come cittadino e come sportivo.

Commenti   

#4 cfurnari 2007-12-05 15:47
Episodio certamente sconcertante ma che credo si possa più correttamente inquadrare in un contesto più ampio che è quello più generale del rispetto della persona e della dignità umana.
La cosa probabilmente "anomala" è che si tratta di vicenda vissuta da un appartenente, suo malgrado, a quella casta che siamo soliti veder partecipare agli eventi calcistici da una tribuna d'onore, magari raggiunta con un volo di Stato.
Apprezzabile quindi la volontà del Prof. Borghesi di continuare a vivere da "comune mortale".
Il calcio non mi appassiona affatto, trovo molto più interessanti altri sports, altrettanto spettacolari ed entusiasmanti come la pallanuoto, il volley o il basket ai quali i mezzi di comunicazione riservano troppo poco spazio ingenerando in coloro che li praticano la consapevolezza di essere degli atleti di serie B.
Occorrerebbe avere il coraggio di ridimensionarne i contenuti (dai contratti miliardari dei calciatori agli interessi televisivi e indirizzare ad altri scopi le enormi risorse umane e finanziarie impiegate per garantire l’ordine pubblico.
Mi spiace ma non riesco a condividere il disagio di un trasferimento in un mezzo inadeguato per assistere a una partita di calcio: ho troppo vivi altri ricordi e mi farebbe molto piacere che qualche parlamentare, in occasione delle feste natalizie, decidesse di fare un viaggio in direzione Sud Italia utilizzando un treno, magari di 2° classe, senza avere avuto la possibilità di prenotare per tempo il posto (cosa che gli avrebbe richiesto di bivaccare in stazione la notte dei due mesi precedenti la partenza).
Con molta cordialità
#3 Andrew 2007-12-03 11:02
Sono stufo di veder invaso mezzo palinsesto della tv di stato dalle notizie sul calcio, calciatori (se hanno male qui o la), compagne dei calciatori, su allenatori, presidenti, sugli arbitri e sul calcio-scommesse e relativo scandalo (tutto si è sistemato con fortunosa vincita dei mondiali ‘06), ecc.
Chi paga le ore svolte dalle forze dell’ordine quando ci sono le partite?Chi paga le auto, le vetrine e gli arredi urbani rotti dai tifosi fuori dagli stadi?
Chi ha pagato e quanto è costato la corsa dei 3 pullman “da reclusi” che sono stati previsti a Brescia come in molte altre città?
Quando le società di calcio risponderanno per quello che fanno le loro tifoserie?
Forse bisognerebbe chiedere questo ai ministri competenti prima di tutto e chiudere una volta per sempre con questo spreco, visto che la stragrande maggioranza delle persone non segue solo il calcio per fortuna.
Grazie Andrea
#2 a.lora 2007-12-02 18:26
Egregio Borghesi, invece presentare una interrogazione alla Melandri, domandati tu (la guardi la TV?) perchè la Polizia è arrivata a costruire ed a gestire questa tipologia di autobus. Ti sei mai chiesto perchè non hanno questi comportamenti con altri sport?
Se sei capace di rispondere da solo a queste due domande, capirea che il 'calcio', cioè tutto il mondo di questo pseudo sport che è malato. Allora datti da fare perchè sia cambiato, altro che chiedere al rappresentate del Governo attuale (che non c'entra un caz2o e del quale anche tu fai parte) spiegazioni che sono lapalissiane, ma che purtroppo per voi, nostri dipendenti sanguisughe e con occhi ed orecchie foderati di euro,non riuscite a capire. Ascolta il popolo, egregio Borghesi, datti una mossa, ma che sia verso la DEMOCRZIA. Allora ti dirò bravo. Antonio LORA
p.s
Se continuiamo a pisciarci addosso arriverà qualcuno a metterci i pannolini
#1 script language= 2007-12-02 18:03
Sono saltati tutti gli schemi, tutte le misure per poter contenere la rabbia e la carica negativa dei nostri tifosi, insoddisfazioni che assillano tutti gli sportivi ed iniziata ai tempi di "Calciopoli" e mai conclusa e risolta, per colpa dei dirigenti,incapaci e corrotti che dirigono i fili della serie A e B , un BRAVO sincero da parte mia per la futura interpellanza che Lei porterà in Parlamento.........

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