Come ho scritto nel mio ultimo post,  non ero personalmente coinvolto in questa campagna elettorale. Né in questo momento sono iscritto a qualche formazione politica. Ciò nonostante ho ritenuto di far sapere che avrei votato per Scelta Europea con Guy Verhofstadt, patrocinata dall’Alde, che ritenevo la sigla più vicina alla mia visione di società.

Bisogna riconoscere che questo contenitore ha fallito qualunque suo obiettivo ottenendo il consenso solo dello 0,7% dell’elettorato.

Il voto degli elettori è sacro e va sempre rispettato.

In merito ai risultati elettorali mi pare di dover osservare quanto segue:

 

1.     Ha votato solo la metà degli Italiani. La disistima verso i politici e la politica è tale da essersi sempre più trasformata anche in disaffezione al voto.

2.     La canalizzazione della rabbia contro la politica attraverso movimenti che dichiaratamente si propongono di rappresentare solo la protesta sembra in qualche modo essersi arrestata ed anzi sembra regredire

3.     Renzi ha avuto capacità e fortuna e benché debba ancora dimostrare di riuscire a dar seguito alle sue promesse ha ottenuto un grande successo. Con lui la sinistra italiana si è conformata alla sinistra europea

4.     Dall’altra parte sembra ormai esservi il vuoto pneumatico. A parta la destra reazionaria e razzista (quella di Fratelli d’Italia e Lega Nord) che ha un suo perimetro preciso, non sembra esistere alcun progetto complessivo per l’Italia, poiché da un lato assistiamo allo sgretolamento ormai inarrestabile di Berlusconi e dall’altro il Nuovo Centro Destra di Alfano appare né più né meno che una formazione nata e funzionale solo al sottogoverno e quindi priva di qualunque carica ideale.

 

Per questi motivi mi sento di esprimere, nonostante tutto, un alito di speranza. L’elettorato di quest’area, non trovando un movimento che lo potesse davvero rappresentare, si è in parte rifugiato nel non voto, in parte ha continuato a protestare votando M5S, in parte infine, turandosi il naso o per pura convenienza, ha votato ancora una volta Forza Italia o NCD.

C’è dunque un grande spazio da conquistare per chi abbia un serio progetto che intenda “far ripartire l’Italia” privilegiando la libertà individuale al diritto ad ogni costo. Da mesi sto dando il mio contributo di idee  ed elaborazione ad un tale progetto e continuerò a farlo anche nelle prossime settimane.

Anzi ora è il momento di renderlo palese e proporlo agli Italiani. Il “partito che non c’è” deve ora diventare realtà per dare al Paese una possibilità di scelta rispetto alla sinistra di Renzi, che proprio perché antepone i diritti ad ogni costo alla libertà individuale, è destinata a fallire!

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