Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi, ora è accontentato.
Negli anni passati Italia dei Valori, e non solo, segnalava come un grave danno alla democrazia ed alla libertà l’esistenza di un monopolio di fatto del sistema televisivo italiano, a causa della concentrazione in capo a Berlusconi delle reti Mediaset e Rai. Persino il Consiglio d’Europa fin dal 2004 aveva approvato una risoluzione (la n. 1387) su Monopolio dei media e possibile abuso di potere in Italia. In essa è scritto, tra l’altro: “Attraverso Mediaset, il principale gruppo commerciale, di comunicazioni e di radiodiffusione d’Italia, ed uno dei più gran nel mondo, il sig. Berlusconi possiede circa la metà del broadcasting nazionale nel paese. Il suo ruolo come capo di governo lo posiziona inoltre ad influenzare indirettamente l'organizzazione di radiodiffusione pubblica RAI, che è competitore principale del Mediaset. Poichè Mediaset e RAI controllano insieme circa il 90% del pubblico televisivo ed oltre tre quarti delle risorse nel settore, il sig. Berlusconi quindi ha un controllo senza precedenti sul “media” più potente in Italia.”
Per questo l’Assemblea del Consiglio d’Europa aveva invitato il Parlamento Italiano:
- ad approvare urgentemente una legge che risolva il conflitto di interesse;
- ad accertarsi che la legislazione ed altre misure regolamentari mettano termine alla pratica di vecchia data di interferenza politica nei media;
- emendare la legge di Gasparri in modo da:
a. evitare l'emersione delle posizioni dominanti nei mercati;
b. prendere le misure specifiche per porre fine al corrente duopolio RAI-Mediaset;
c. prendere specifiche misure per accertarsi che la digitalizzazione garantisca il pluralismo nei contenuti.
Chi volesse leggerla integralmente potrà farlo cliccando qui
Ora le intercettazioni telefoniche confermano che alti dirigenti di Mediasest e Rai concordavano persino il modo di dare le notizie!!
Ed il Presidente della Repubblica, Napolitano, pensa che queste intercettazioni non dovrebbero essere pubblicate! Non voglio mancare di rispetto al Presidente ma io dico forte: “NON CI STO”. Insieme ad Antonio Di Pietro ed Italia dei Valori giudico "antidemocratico continuare a permettere che il cittadino non conosca l'altra faccia della medaglia rispetto a un'informazione a voce unica".
E’ altresì inaccettabile che Berlusconi gridi al complotto, per tentare di sminuire pesantissime accuse: è un’offesa all’intelligenza degli italiani. Sostenere che dietro questa vicenda ci siano precise strategie, finalizzate a colpirlo, è solo un modo, per altro ingenuo, per tentare di scrollarsi di dosso una grave responsabilità. I cittadini sono stanchi di assistere ad una continua strumentalizzazione politica degli eventi, anche quando l’evidenza parla chiaro di atti vergognosamente contrastanti con ogni etica”.
Nel mio intervento, nell’ultimo dibattito sulla fiducia al governo, ho, tra l’altro, detto “Crediamo, pertanto, che questa maggioranza debba intervenire ancora una volta sul punto al fine di approvare una misura di natura transitoria che dia immediata attuazione a quella sentenza della Corte costituzionale.” (Riferendomi a quella che, per creare più concorrenza nel settore televisivo impone a Mediaset ed alla Rai di rinunciare ad una delle loro reti)

Commenti   

#6 masces 2007-12-25 17:24
La Banca Rasini era una piccola banca milanese, nata negli anni '50 ed inglobata nella Banca Popolare di Lodi nel 1992. Il motivo principale della sua fama odierna è che tra i suoi clienti principali si annoveravano i criminali Pippo Calò, Totò Riina, Bernardo Provenzano (al tempo, uomini guida della Mafia) e l'imprenditore e uomo politico Silvio Berlusconi, il cui padre Luigi Berlusconi ivi lavorava come funzionario. Le dichiarazioni di Michele Sindona sulla Banca Rasini, la fanno citare più volte da Nick Tosches, un giornalista del New York Times, nel suo libro I misteri di Sindona, e l'hanno resa nota tra gli studiosi internazionali che si occupano della storia della Mafia italiana.

La Banca Rasini Sas di Rasini, Ressi & C. viene fondata all'inizio degli anni '50 dai milanesi Carlo Rasini, Gian Angelo Rasini, Enrico Ressi, Giovanni Locatelli, Angela Maria Rivolta e Giuseppe Azzaletto. Il capitale iniziale è di 100 milioni di lire. Sin dalle sue origini la banca è un punto di incontro di capitali lombardi (principalmente quelli della nobile famiglia milanese dei Rasini) e palermitani (quelli provenienti da Giuseppe Azzaletto, uomo di fiducia di Giulio Andreotti in Sicilia).

Nel 1970 Dario Azzaletto, figlio di Giuseppe, diviene socio della banca. Sempre nel 1970, il procuratore della banca Luigi Berlusconi ratifica un'operazione destinata ad avere un peso nella storia della Rasini: la banca acquisisce una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d'amministrazione figurano nomi destinati a divenire tristemente famosi, come Roberto Calvi, Licio Gelli e Michele Sindona.

Nel 1973 la Banca Rasini diviene una S.p.a., ed il controllo passa dai Rasini agli Azzaletto. Il Consiglio di Amministrazione della Banca Rasini S.p.a. è costituito da Dario e Giuseppe Azzaletto, Mario Ungaro (avvocato romano e noto amico di Michele Sindona e Giulio Andreotti), Rosolino Baldani e Carlo Rasini. Ma nel 1974, nonostante l'ottima situazione finanziaria della Banca Rasini (che nell'ultimo anno aveva guadagnato oltre un quarto del suo capitale), Carlo Rasini lascia la banca fondata dalla sua famiglia, dimettendosi anche dal ruolo di consigliere. Secondo gli analisti, le ragioni delle dimissioni di Carlo Rasini sono da cercarsi nella sua mancanza di fiducia verso il resto del Consiglio di Amministrazione, e degli Azzaletto in particolare.

Sempre nel 1974, Antonio Vecchione diviene Direttore Generale, ed in soli dieci anni il valore della banca esplode, passando dal miliardo di lire nel 1974 al valore stimato di circa 40 miliardi di lire nel 1984.

Il 15 febbraio 1983 la Banca Rasini sale agli onori della cronaca, per via dell' Operazione San Valentino. La polizia milanese effettua una retata contro gli esponenti di Cosa Nostra a Milano, e tra gli arrestati figurano numerosi clienti della Banca Rasini, tra cui Luigi Monti, Antonio Virgilio, e Robertino Enea. Si scopre che tra i correntisti miliardari della Rasini vi sono Totò Riina e Bernardo Provenzano. Anche il direttore Vecchione e parte dei vertici della banca vengono processati e condannati, in quanto emerge il ruolo della Banca Rasini come strumento per il riciclaggio dei soldi della criminalità organizzata.

Dopo il 1983, Giuseppe Azzaletto cede la banca a Nino Rovelli. Nino Rovelli è un imprenditore (noto soprattutto per la vicenda Imi-Sir) e non ha esperienza nel settore bancario. Nelle inchieste tuttora in corso sulla Banca Rasini, Nino Rovelli è spesso considerato un uomo che ha coperto la vera dirigenza della banca fino al 1992. Tuttavia, non esistono evidenze al riguardo, né ipotesi sui nomi dei veri amministratori della Banca.

Nel 1992 la Banca Rasini viene inglobata nella Banca Popolare di Lodi, ma è solo nel 1998 che la Procura di Palermo mette sotto sequestro tutti gli archivi della banca. I giudici di Palermo, anche a seguito delle rivelazioni di Michele Sindona (intervista del 1985 ad un giornalista americano, Nick Tosches) e di altri "pentiti", indicano la stessa banca Rasini come coinvolta nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa. Tra i correntisti della banca figurava anche Vittorio Mangano, il mafioso che lavorò come fattore nella villa di Silvio Berlusconi dal 1973 al 1975.

Tra i personaggi famosi con cui la Banca Rasini ebbe dei legami va citato l'imprenditore e uomo politico Silvio Berlusconi. Il padre di Silvio Berlusconi, Luigi Berlusconi fu prima un impiegato alla Rasini, quindi procuratore con diritto di firma, ed infine assunse un ruolo direttivo all'interno della stessa. La Banca Rasini, e Carlo Rasini in particolare, furono i primi finanziatori di Silvio Berlusconi all'inizio della sua carriera imprenditoriale. Silvio e suo fratello Paolo Berlusconi avevano un conto corrente alla Rasini, così come numerose società svizzere che possedevano parte della Edilnord, la prima compagnia edile con cui Silvio Berlusconi iniziò a costruire la sua fortuna.

La Banca Rasini risulta anche nella lista di banche ed istituti di credito che gestirono il passaggio dei finanziamenti di 113 miliardi di lire (equivalenti ad oltre 300 milioni di euro nel 2006) che ricevette la Fininvest, il gruppo finanziario e televisivo di Berlusconi, tra il 1978 ed il 1983. L'origine dei finanziamenti è tuttora ignota, poiché il complesso sistema di società holding attraverso cui essi passarono rende impossibile rintracciarne la fonte.

Il giornale inglese The Economist cita ripetutamente la Banca Rasini nel suo noto reportage su Silvio Berlusconi, sottolineando come, ad avviso dei recensori del reportage, Berlusconi abbia effettuato transazioni illecite per mezzo della banca. È stato invece accertato che Silvio Berlusconi ha registrato presso la banca ventitré holding come negozi di parrucchiere ed estetista. Anche per fare chiarezza su questi fatti nel 1998 l'archivio della banca è stato messo sotto sequestro.
#5 marcosisi 2007-11-27 13:48
Sinceramente, il contenuto delle intercettazioni era già noto. Nel senso che solo individui con gli occhi foderati di prosciutto potevano pensare che, negli anni del Governo Berlusconi, il Cavaliere (che fa il paladino del libero mercato ma vuole sempre avere il monopolio su tutto) non fosse interessato a controllare la RAI, sia per quanto riguarda l'informazione, sia per quanto riguardava audience e mercato pubblicitario. Detto questo, è bene che le notizie vengano diffuse al massimo, in modo che tutti sappiano e si rendano conto di come sia stato messo in piedi un regime che, tra l'altro, è ben lungi dall'essere abbattuto. Conflitto d'interessi dell'Uomo di Arcore, personaggi in quota centrodestra (tipo Fabrizio Del Noce, secondo me già mediocre giornalista e ora pessimo dirigente RAI) che dovrebbero essere stati rimossi già da un pezzo, e non solo per questioni di spoil system, ma soprattutto per manifesta incapacità... Questi problemi dovrebbero essere al centro dell'azione politica del governo. Altro che le sterili impuntature su dettagli della Finanziaria (che, del resto, ha solo il ruolo di manovra correttiva del bilancio economico dello Stato). Mi piacerebbe che Prodi e Gentiloni, assieme agli altri componenti dell'Esecutivo, si dessero da fare per rimettere veramente a posto le cose e far tornare l'Italia tra i paesi "normali".
#4 luke14477 2007-11-26 09:26
Cari signori, ci indignamo, ci arrabbiamo, urliamo...ma vorrei porvi una domanda...ritenendovi persone altamente intelligenti e accademicamente preparate:
TUTTO CIO\' CHE E\' VENUTO ALLA RIBALTA, E\' UNA NOVITA\'??
Perchè deve essere chiaro che se almeno non sospettassimo leggendo i nomi di direttori ed affini di quello che era in atto, ci potremmo definire, io per primo, degli emeriti stolti.
Ma non capiamo che sono 10 anni che viviamo in una sorta di limbo creato ad arte e ad uso e consumo dell\'ignaro ed a volte sprovveduto cittadito dai media tradizionali??
The matrix, il film, che tanto futuristico appariva alla sua uscita, in realtà rispetto all\'Italia era già indietro.
Chiediamoci perchè chi può cerca sempre più informazioni libere da padronati nella rete.
Perchè siamo considerati un paese semi-libero dalle associazioni come freedom-house,
Chiediamoci perchè l\'attuale governo sulla questione Rete 4 (che occupa illegalmente da più di 10 anni le frequenze di Europa 7) ha tenuto nelle sedi giuridiche opportune la stessa linea del passato governo...chiediamoci perchè la legge Gentiloni proroga ulteriormente la possibilità di tale usurpazione...signori, poniamoci queste domande, e proviamo a risponderci.
Vedrete che le cose appariranno per come sono in maniera alquanto spontanea.

Un saluto.
Assirelli Luca
Consigliere Nazionale Giovani IDV
#3 rotaiakiller 2007-11-25 21:30
Egr. ON. Borghesi, sono Gino De Pauli il Presidente del Comitato Vittime Metrobus di Padova,la ringrazio ancora a nome mio personale e a nome dei 235 feriti iscritti al Comitato per l 'interrogazione Parlamentare a Risposta scritta del lontano 21 febbraio 2007. a cui ancora oggi il ministro dei Trasporti Bianchi NON HA RISPOSTO intanto la informo che Il P.M. di Padova Dott. Mario Stuccilli sta' chiedendo l 'archiviazione di tutti gli incidenti che sono stati causati sia dalla rotaia sia come nel mio caso dalla sconnessione della pavimentazione con concorso della rotaia stessa, in particolare un nostro infortunato ha avuto dal Giudice di Pace a cui ha sprto denuncia il dispositivo che chiede al P.M. di indagare un funzionario della mobilita' del Comune di Padova, il Dott. Stuccilli ha chiesto alla CASSAZIONE l' archiviazione di questa richiesta !!!!. ON Borghesi perche'la LOHR ha vinto le gare per l' appalto del tram a Padova, Mestre,Latina,l'Aquila? perche' se anche a l' Aquila i feriti dalla rotaia sono arrivati a 50 non si fa' una perizia per stabilire se la monorotaia e' pericolosa ? perche' i P.M. di Padova hanno cosi' FRETTA di ARCHIVIARE ? perche' sindaci di destra e sinistra vogliono a tutti i costi questo tram ? cosa c'e' realmente sotto ? PERCHE' LE TV NAZIONALI NON DICONO UNA SOLA PAROLA SU QUESTO STILICIDIO DI FERITI, CHE SIANO TUTTI D' ACCORDO DESTRA E SINISTRA, RAI E MEDIASET, BERLUSCONI E PRODI, NEL NON FAR SAPERE QUELLO CHE ACCADE TUTTI I GIORNI A PADOVA ? ASPETTIAMO UNA SUA GENTILE RISPOSTA, GRAZIE

Il Presidente del C.C.V.M DI Padova Gino De Pauli www.rotaiakiller.splinder.com
you tube digitare rotaia killer 17 filmati che NON SI VEDONO IN RAI E NEANCHE SU MEDIASET E FANNO CAPIRE QUELLO CHE SUCCEDE A PADOVA
#2 script language= 2007-11-25 19:14
Sono inacettabili certi condizionamenti in una democrazia e per di più facente parte di un unione di stati,recentemente in Germania ho potuto vedere l'intera sceneggiata di Berlusconi al parlamento Europeo con l'Eurodeputato Sig.Schulz, una vergogna che tutto il mondo ha potuto giudicare, tranne gli Italiani in Italia, questa è una delle tante anomalie che condizionano tutti noi, ebbene DOBBIAMO URLARE BASTA!!!!!!!!!!!!e se è il caso scendere in piazza veramente.Un solare saluto a TUTTI.
#1 ditella 2007-11-25 13:39
Cosa è successo della soluzione del conflitto d'interessi previsto nel programma dell'Unione?
Se non si risolve quel problema si continuerà a parlare senza arrivare a concludere nulla.
A proposito delle intercettazioni, sono convinto, al di là di alcune informazioni personali sensibili, quando si viene a conoscenza di comportamenti scorretti o peggio colposi, specialmente se si tratta di personaggi pubblici, mi sembra sacrosanto che debbano essere pubblicati.

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