In questo momento non sono coinvolto personalmente nelle elezioni europee, né sono iscritto ad alcuna formazione politica.

Sto lavorando da mesi alla costruzione del “Partito che non c’è” con “In cammino per cambiare” e spero che questa prospettiva si traduca in atti concreti dopo le elezioni.

Non posso però rinunciare:


1. a votare. Da quando ne ho titolo ho sempre esercitato quello che considero “un diritto” prima ancora che un dovere. Rinunciare significa lasciare agli altri decidere per me. Non lo farò!

2. a dire per chi voterò. Chi, come me, ha avuto un ruolo pubblico come quello di essere stato membro del parlamento ha a mio avviso l’obbligo di far conoscere la sua opinione. Ai tanti che nel passato si sono rivolti a lui con riflessioni, proposte, proteste e, qualche volta, anche insulti. Ai tanti che in passato lo hanno considerato come un punto di riferimento.

C’è una sola sigla che in queste elezioni europee si avvicina alla mia idea di Europa ed è “Scelta Europea” Alde.

Ciò che sto vedendo dal dibattito che seguo è davvero sconfortante!. Troppi politicanti continuano a prendere per il naso gli italiani. Voglio smascherarli. Quando in Parlamento si è votata la legge che introduce il pareggio di bilancio in Costituzione il voto finale è stato il seguente:

Presenti 511
Votanti 492
Astenuti 19
Maggioranza assoluta dei
componenti 316
Hanno votato 489
Hanno votato no 3.

Come si vede una maggioranza bulgara. Ora improvvisamente sono diventati tutti contro l’euro e se non arrivano a chiedere l’uscita da quella moneta sono diventati tutti “contro la Germania”.

Per non parlare della sterile posizione di Grillo e del Movimento 5Stelle, privo di qualunque serio progetto per l’Europa.

E’ una linea inaccettabile. L’euro non c’entra nulla e la colpa della situazione che stiamo vivendo è solo della classe politica che ha governato il Paese negli ultimi vent’anni: non importa se di centro destra o di centro sinistra!.

Quando la Germania ha fatto le riforme strutturali che le hanno permesso di risalire la china, noi continuavamo a “spendere e spandere” senza avere i soldi per farlo e dunque creando nuovo debito.

Una delle poche sigle che invece vuole più Europa politica, più Europa federale, più controllo europeo sui sistemi bancari è proprio Scelta Europea, che in Europa appoggia Guy Verhofstadt alla Presidenza della Commissione Europea. Verhofstadt è Presidente dell’Alde (Alleanza dei liberali e democratici europei), ed è stato Primo Ministro del Belgio dal 1999 al 2008: sotto il suo governo il rapporto Debito pubblico/Pil è passato dal 124% all’84%, senza intaccare lo stato sociale!.

Via invece dall’Europa la burocrazia che la soffoca, via le spese inutili, via la regolamentazione su qualunque cosa (persino sulla misura dei preservativi): si torni a costruire gli “Stati Uniti d’Europa”.

In conclusione invito tutti coloro che credono all’Europa a non farsi abbindolare da falsi profeti. Votare Scelta Europea può aiutare l’Europa.

Commenti   

#3 carlo 2014-05-21 14:59
Quindi ha agito sul lato della spesa. Immaginavo avesse dato anche qualche stimolo alle imprese, quindi agendo sul Pil. La cosa mi incuriosisce molto motivo per cui, farò delle ricerche sul web.
Grazie
Grazie per la risposta
#2 Antonio Borghesi 2014-05-21 11:22
Verhofstadt ha creato un unico Fondo per l'assistenza, revisionando tutte le norme esistenti prima, in modo da dare l'assistenza solo a chi ne aveva realmente diritto
#1 carlo 2014-05-20 21:01
Professore, se l'aggrada, vorrei avere una sua argomentazione sull'operato di Verhofstadt, chiedendole quali sono state le leve che ha utilizzato tra il 1999 e il 2008 per ottenere il risultato che lei menziona, visto che il Belgio dagli ultimi dati resi pubblici è al di sotto degli standard passati, avvalorando quindi la bontà del suo operato.
Grazie

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