In questi giorni da molte parti si è proposta la revoca a Berlusconi della Laurea honoris causa in Ingegneria Gestionale conferitagli dall’Università della Calabria.

Ebbene si! Ho un peccato di gioventù: ho dato la laurea honoris causa a Berlusconi!

In politica sono "sceso in campo" agli inizi del 1995 candidandomi alla Presidenza della provincia di Verona, vincendo. Prima di allora non avevo mai avuto tessere di partito e da tempo davo il mio voto alle persone più che ai simboli.

Nel 1990 vinsi il concorso a cattedre e divenni professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese. Vi erano 13 posti ed a me fecero scegliere tra Palermo e Cosenza. Optai per Cosenza in quanto, in caso di necessità, raggiungibile anche in treno. Presi servizio al Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale dove ricoprii inizialmente la cattedra di Finanza Aziendale.

L'anno successivo [1991] il consiglio di facoltà di Ingegneria (Preside lo svizzero prof. Guenod) deliberò di conferire la Laurea honoris causa in Ingegneria Gestionale a Silvio Berlusconi ed io, in quanto unico professore ordinario di materie aziendali, fui incaricato di stendere la motivazione del conferimento. [Vi era anche il prof. Francesco Del Monte, vicepresidente di Banca Nazionale del Lavoro, ma era solo professore associato].

A quel tempo, come ho detto, io non ero impegnato in politica e neppure Berlusconi. Mani Pulite era solo all'inizio e solo nel corso del 1994 Berlusconi verrà indagato da Di Pietro.

Per me, al tempo, era solo un imprenditore di successo che, partito come tanti altri dall'attività immobiliare, aveva creato un impero espandendosi nell'editoria e nella nascente industria televisiva, dove aveva osato mettersi in concorrenza con la Rai.

Chiesi che fosse fornito del materiale di documentazione su Berlusconi imprenditore e con quello scrissi la motivazione. Dopo tanti anni non sono più in grado di rintracciarne il testo, ma ricordo che trasformai la sua attività di successo in un caso aziendale.

Venne il giorno della cerimonia del conferimento[27 novembre 1991] e noi cattedratici, rigorosamente in toga, attendemmo il suo arrivo in un'aula retrostante all'Aula Magna dove si sarebbe tenuto l'evento. Non lo avevo mai conosciuto: me lo trovai improvvisamente vicino, piccolo, minuto e quasi calvo.

Durante la cerimonia lessi la mia motivazione e dopo il conferimento egli tenne la sua lectio magistralis. Ricordo solo che iniziò dicendo: "sapevo del mio successo imprenditoriale, apprendo ora di essere anche un caso....." Dopo la cerimonia si mostrò quell'imbonitore che era: bagno di folla (studenti, anzi soprattutto studentesse), per tutti una parola o, per qualcuna, una citazione da una poesia d'amore di Tagore.

Prima di ripartire ci fu un incontro molto ristretto (in una saletta dell'hotel S.Francesco a Cosenza) con una delegazione accademica che comprendeva oltre al rettore, il preside Guenot, il prof. Del Monte e me. Insieme a lui vi era l'immancabile Gianni Letta e Guido Possa, che poi diventerà viceministro. In quell'incontro gli chiedemmo di sostenere la ricerca in Calabria: fece tante promesse. Quando gli raccontai che, dopo un'ora e mezza di esame, non ricevetti la lode in diritto pubblico [esame sostenuto con il prof. Valerio Onida] poiché avevo sostenuto che la nostra Costituzione non prevedesse il monopolio radiotelevisivo, blandendomi mi definì "protomartire del monopolio radiotelevisivo".

Ci salutò e corse a prendere il suo aereo a Lametia Terme.

Inutile aggiungere che delle sue promesse non ne mantenne manco una.

Nel 1994 fu indagato da Di Pietro. Nel 1995 io divenni Presidente della Provincia di Verona (con una maggioranza Lega Nord- Partito Popolare -Patto Segni) e La Padania (il quotidiano della Lega) pubblicò svariati e ben documentati articoli sull’origine delle fortune di Berlusconi.

Così anch'io potei finalmente aprire gli occhi su di lui e da allora, con la Lega fino al 1998 e con Di Pietro dal 2000 in avanti, divenni uno strenuo combattente contro il berlusconismo e contro Berlusconi.

Mi piace ricordare un piccolo passaggio del mio intervento sulla fiducia al governo Berlusconi nel 2008: "Poiché in relazione a tali indagini lei invoca continuamente l'idea di una fantomatica persecuzione politica, voglio risalire più indietro nel tempo, a momenti antecedenti alla sua discesa in campo, a tempi non sospetti, quando cioè il richiamo alla persecuzione politica sarebbe apparso del tutto ridicolo. Eppure, già allora era evidente una delle principali caratteristiche del suo agire: il ricorso alle false promesse, delle quali io stesso fui diretto testimone, ad esempio al tempo in cui l'Università della Calabria le conferì la laurea honoris causa in ingegneria gestionale (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Quel metodo un giorno la portò, Presidente, in un tribunale ad alzare la mano destra e dire «giuro davanti a Dio e agli uomini di dire la verità», salvo poi rendere una falsa testimonianza, reato accertato anche se estinto per amnistia."

A quelle mie parole Berlusconi e Letta alzarono insieme lo sguardo ma forse non capirono o non ricordavano chi io potessi essere!

Durante gli anni in cui sono stato parlamentare [2006-2013]sono stati innumerevoli i miei interventi, anche feroci, contro Berlusconi.

Basteranno a cancellare quel peccato di gioventù?

Commenti   

#1 carlo 2014-04-28 11:21
Lei fu solo un mero esecutore di qualcosa decisa da altri, che a differenza sua sapevano bene che cosa e in base a cosa come lo stavano facendo. Che Berlusconi abbia avuto un conferimento del genere senza che abbia una minima idea di cosa sia una qualsiasi configurazione di costo (concetto basilare di ingegneria gestionale) è oltraggioso per chi, come il sottoscritto, ha studiato da sempre. Resto sempre dell'idea che Berlusconi non è il male assoluto, è l'espressione più marcata di un malcostume pandemico che si è radicato da da anni (a mio avviso dopo la fine del boom economico)in Italia. Fin quando non sarà estirpato mi vergognerò sempre di essere italiano.

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