Nulla meglio di storie come queste fanno capire l’abissale differenza tra i Paesi dove l’etica è principio di vita e di accettazione sociale e quelli dove invece i delinquenti possono permettersi di prendere in giro la magistratura e fregarsene di ogni regola sociale.

Il Presidente del Bayern, Honess, condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi per un’evasione fiscale di 27 milioni, si dimette da Presidente della più decorata squadra di calcio tedesca, rinuncia al ricorso in appello e va in carcere ad espiare la pena. Si pente e si presenta in Tv in dicendo, tra le lacrime: “ho sbagliato” Poi dichiara: «dopo averne discusso con la famiglia, ho deciso di accettare la decisione del tribunale di Monaco, cosa che corrisponde alla mia concezione di dignità e di responsabilità perché l’evasione fiscale è stato l’errore della mia vita». «Ho dato incarico ai miei legali di non andare in appello. Questo corrisponde al significato che do al decoro, al comportamento e alla responsabilità personale. Inoltre lascio con effetto immediato gli incarichi di presidente del FC Bayern Monaco e la presidenza del consiglio di sorveglianza. Vorrei evitare in questo modo danni alla mia associazione».

Il Presidente del Milan, Berlusconi, condannato dopo tre gradi di giudizio a 4 anni per un’evasione fiscale di 360 milioni ha dichiarato: “Motivazioni surreali” ed ha tentato ogni cavillo, anche quelli in piena evidenza del tutto inammissibili. E nonostante ne debba scontare solo 1 (grazie ad uno dei tanti condoni che si è approvato), ha chiesto di andare “ai servizi sociali”, ed anzi conta, nonostante la condanna, l’interdizione dai pubblici uffici, la legge Severino, di lanciare provocatoriamente la sua candidatura alle “elezioni europee”. In dispregio della legge, di ogni principio etico e morale. Dice il suo nuovo sodale Toti: "Riterrei una grave lesione al diritto di rappresentare i moderati italiani se Berlusconi non potrà candidarsi. Se qualcuno dovesse impedirlo si assumerebbe una grave responsabilità davanti a milioni di italiani". "Se non potesse sarebbe un altro vulnus alla democrazia".

Ed ora viene spontanea la domanda: in quale Paese preferireste vivere?

Quanto bisogno avrebbe l’Italia di essere un “Paese Normale” come quelli del Nord Europa?

Commenti   

#2 carlo 2014-03-17 15:51
Perfettamente d'accordo con il commento precedente e quanto scritto dal Prof. Borghesi, visto che Renzi concorda con un "interdetto dai pubblici uffici" una legge elettorale che porta al timone chi può anche disciplinare con legge i "pubblici uffici"!!! Sembra una forzatura, ma è proprio così. l'Italia è un paradosso
#1 mauriziodecolle 2014-03-16 11:56
Un bisogno talmente grande da non poter essere quantificato. Riguarda il grado etico culturale di un popolo. Forse ci vuole qualche generazione, a patto che si inizi da subito ad impostarne i presupposti.

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