Ero in sala ieri a Roma alla presentazione del nuovo progetto per l’Italia di Corrado Passera!

Mi è piaciuto l’inizio sulla location: “Ho voluto questo posto, a Roma perché vuol dire tutta l’Italia e perché è come essere in una serra a vetri. Che vuol dire TRASPARENZA!”

Mi sono piaciuti gli slogan: SI PUO’ E SE SI PUO’ SI DEVE o anche IO SIAMO, da un lato a significare fiducia nel Paese ed invito a tutti al senso di responsabilità e dall’altro creatività individuale e lavoro di squadra. Così come la citazione di Papa Francesco (CUSTODE DI TUTTO E DI TUTTI), cioè a dire non pensare solo a sé ed alla propria famiglia. E l’altro pensiero “I RIGORI LI SBAGLIA SOLO CHI HA IL CORAGGIO DI TIRARLI”, come dire che bisogna avere il CORAGGIO DI FARE

Mi è piaciuta di più la continuazione e cioè la presentazione di un programma globale capace di movimentare 300-400 miliardi, ma dicendo dove prenderli. Sono anch’io stufo di sentire discussioni come quella sul cuneo fiscale in cui la politica ed i governi si accapigliano per 2 o 3 miliardi di euro senza capire che le condizioni del nostro Paese sono tali per cui solo un progetto di grandi risorse può salvarlo (BASTA CON I PICCOLI PASSI O I PIZZICOTTI!).

Mi è piaciuta l’idea di partire dai problemi concreti della gente (anche se lo dicono sempre tutti), ma la sottolineatura sui 10 milioni di italiani in difficoltà mi è parsa un giusto punto di partenza.

Ho sempre criticato i programmi di partito e di governo, a partire da quelli di Idv, perché bastava fare due conti per rendersi conto che richiedevano 400 o 500 miliardi di risorse, ma non c’era mai il capitolo finale che spiegasse dove e come reperirle. Quando contestavo a Di Pietro questo fatto mi sentivo rispondere che un po’ di demagogia ci vuole.

Non così Passera che quasi sempre ha elencato minuziosamente il modo con cui procurare le risorse necessarie agli interventi proposti.

Certo in molti casi si tratta di cose note ma mai attuate. Ne elenco alcune aggiungendo un mio personale commento.

1. Rimborsare subito 100 miliardi di debiti commerciali delle Pubbliche Amministrazioni. Come farlo? Mettendo 20-30 miliardi di patrimonio pubblico in una società che anticipi le somme ai creditori. Vorrebbe dire 100 miliardi di entrate per le imprese e fine di tanti interessi passivi che stanno pagando!

Mio commento: si può fare. Unico dubbio sono i tempi di attuazione. Le passate esperienze di cartolarizzazione dimostrano che ci vuole almeno un anno per rendere operativa un’azione di questo tipo.

2. Mettere 100 miliardi in tre anni nelle tasche delle famiglie. Come farlo? 1. Mettendo direttamente il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) in busta paga senza oneri fiscali o contributivi. 2. Permettendo di contrattare due mensilità aggiuntive senza oneri fiscali o contributivi basate su aumenti di produttività (ad esempio 80 ore all’anno pagate il doppio)

Mio commento: Si può fare. Attenzione che oggi gran parte del TFR viene per legge versato all’Inps e per questa strada viene utilizzato dallo Stato, che ne diviene debitore. Può lo Stato rinunciarvi d’improvviso?

3. Dare 200 miliardi di credito in più a famiglie e imprese. Come farlo? Come in Germania, trasformando la Cassa Depositi e Prestiti in Banca per gli investimenti pubblici, capitalizzandola con 20-30 miliardi di patrimonio pubblico.

Mio commento: Si può fare. Attenzione che l’eventuale inclusione della Cassa Depositi e Prestiti tra i soggetti pubblici la farebbe ricadere sotto il patto di stabilità europeo, con tutto quello che da ciò può conseguire sul Debito Pubblico e sulle regole della UE.

4. Investire 50 miliardi in opere pubbliche, già finanziati dal CIPE. Come farlo? Accelerandoli.

Mio commento: Esprimo dubbi sulla reale possibilità di farlo. Le procedure e l’espletamento delle gare non si accorciano con la bacchetta magica.

5. Realizzare 40 miliardi di lavori finanziati con I Fondi Strutturali Europei oggi spesso restituiti perché non utilizzati dalle regioni. Come farlo? Con una gestione diretta dello Stato invece che attraverso le Regioni.

Mio commento: I FSE sono gestiti dalle Regioni che sono spesso incapaci di farlo. Anche il tentativo di un coordinamento centrale voluto da Tremonti sembra fallito. Difficile pensare che si possano tagliar fuori le Regioni. Ma poi le leggi e le regole comunitarie lo consentono?

6. Ottenere 30 miliardi di investimenti privati in Ricerca e Innovazione. Come farlo? Attraverso un credito di imposta pluriennale, finanziato anch’esso con i Fondi Strutturali.

Mio comento: Si può fare. Vale però quanto sopra. Si possono escludere le Regioni da questi fondi?

7. Attuare 30 miliardi di lavori da investimenti autofinanziati. Come farlo? Ad esempio illuminazione pubblica ed efficienza energetica negli immobili pubblici che si pagano con i risparmi creati, infrastrutture che si pagano con la defiscalizzazione delle concessioni, recupero del dissesto idrogeologico che si paga con i mancati costi dei disastri.

Mio commento: Si può fare, ma bisognerebbe che la Ragioneria Generale dello Stato accettasse l’idea che gli investimenti si possano finanziare con risparmi o entrate future. Che è giusto, ma fino ad oggi è stato sempre rifiutato e la Ragioneria accetta solo coperture certe e calcolabili. Come ottenere questo cambio di regola?

8. Ridurre le tasse di 50 miliardi. A favore delle imprese che investono, che assumono, che patrimonializzano e a favore delle famiglie sotto un certo reddito con figli a carico e familiari non autosufficienti. Come farlo? Ad esempio: 1. Ricorrendo a costi standard per la spesa delle Pubbliche Amministrazioni, tagliando i 10 miliardi di affitti pubblici e i 10 miliardi di contributi regionali a pioggia 2. Obbligando le Pubbliche Amministrazioni ad incassare i crediti per servizi e aggiornando il catasto 3. Bonus e tassazione forfetaria alle imprese che rinunciano all’uso del contante

Mio commento: Si può fare e le intenzioni sono buone ma con quale tempistica? Difficile da prevedere ed i tempi potrebbero essere lunghi. Trasferire il settore pubblico che paga affitti in edifici pubblici è ottima idea ma ancora una volta i tempi potrebbero essere molto lunghi e richiedere investimenti per attrezzare le nuove sedi non indifferenti.

9. Modificare la legislazione sul lavoro in modo da incentivare la creazione di posti di lavoro. Come farlo? Trasformando il contratto di apprendistato in contratto di inserimento; semplificando la legge 223, eliminando la possibilità di reintegro per licenziamenti dovuti a cause economiche oggettive, aumentando le risorse per l'Aspi (almeno con le risorse della CIG in deroga, ma non solo) riducendo gli abusi legati alla Cassa Integrazione, rafforzando le politiche attive del lavoro e facilitando il reimpiego attraverso il contratto di ricollocazione e un eventuale bonus mobilità per i nuovi impieghi che comportano trasferimenti geografici.

Mio commento: si può fare anche se ci vuole tempo e tanta pazienza per il dialogo con le parti sociali

10. Migliorare la condizione delle famiglie. Come farlo? 1. Favorendo l’occupazione femminile garantendo asilo nido, scuola materna e scuola elementare a tempo pieno per tutti. 2. Rinnovando gli impianti sportivi con una grande alleanza tra le scuole d'Italia e le associazioni sportive di tutto il Paese. 3. Istituendo una assicurazione universale obbligatoria per la non autosufficienza, garantendo un assegno di accompagnamento/bonus per badante che permetta una effettiva assistenza e organizzando una strutturale di assistenza sanitaria domiciliare 4. Riducendo i ticket per chi veramente non può sostenerli compensando l'onere e riducendo l'area dell'abuso 5. Accelerando i programmi di housing sociale 6. Incentivando per le donne la flessibilità dell’orario di lavoro e introducendo agevolazioni fiscali per le imprese che rispettano la parità di genere e che introducono servizi di welfare aziendale adeguati alla conciliazione tra famiglia e lavoro.

Mio commento: Si tratta di buone intenzioni, ma non si fanno previsioni sulle risorse necessarie e soprattutto sul dove reperirle. Stiamo parlando di entità assai rilevanti

11. Favorendo il terzo settore. Come farlo? 1. Dando dignità giuridica al settore 2. Introducendo il servizio civile volontario universale 3. Distribuendo realmente il cinque per mille

Mio commento: Si può fare e si deve fare

12. Crescendo con un nuovo “New Deal” un modello di sviluppo fatto di istruzione, innovazione, cultura e ambiente. Come farlo? Seguono una serie di principi a cui ispirare questo “nuovo modello”.

Mio commento: Sono principi condivisibili ma che vanno trasformati in azioni che possono anche richiedere risorse che vanno precisate e reperite.

13. Riformando le istituzioni per una vera democrazia. Come farlo? 1. Governo: concentrando i Ministeri ed eliminando l’abuso dei “concerti decisionali” 2. Parlamento: una sola Camera e tanta delegificazione 3. Federalismo: un solo livello amministrativo tra Comuni e Stato facendovi confluire tutto 4.Ogni livello con le sue entrate fiscali 5. Agenda Digitale e Agenzia per l'Italia Digitale 6. Passare dal regime di autorizzazione a quello di autocertificazione 7. Trasparenza e mobilità degli impiegati pubblici 8. Fuori i partiti dalla Rai e dalla Sanità

Mio commento: Si può fare. Siamo proprio certi che sia preferibile il monocameralismo al bicameralismo con funzioni diverse per i due rami e numero di parlamentari dimezzato?

14. Migliorando giustizia e sicurezza. Come farlo? 1. Dando trasparenza assoluta di tutte le forme di società di comodo e un isolamento molto più rigoroso dei paradisi fiscali 2. Con la tracciabilità dei pagamenti e delle fatturazioni 3. Recuperando l'enorme frammentazione di polizie di ogni genere

Mio commento: Si può e si deve fare

15. Riducendo il debito pubblico. Come farlo? 1) 30-50 miliardi come apporto al capitale dei veicoli finanziari cruciali per il Piano di Stimolo: Società per il Rimborso del debito commerciale scaduto della PA, Cassa Depositi e Prestiti, Fondo Centrale di Garanzia, ecc. 2) 30-50 miliardi dalla cessione di partecipazioni oggi possedute dalle Amministrazioni Locali (es. Utilities locali) o direttamente dallo Stato Centrale 3) 30-50 miliardi vanno tramutati in risorse liquide attraverso opportuni Fondi di Valorizzazione (ad esempio caserme)

Mio commento: Si può fare ma non basta. Molti beni immobili potrebbero interessare gli investitori esteri anche senza la possibilità di “valorizzazione”.

Queste in sintesi le proposte che ho sentito ieri dalla viva voce di Corrado Passera. Come avete visto in larga parte condivisibili, solo in parte azionabili a breve termine e dio solo sa quanto invece abbiamo bisogno di misure capaci di entrare in vigore immediatamente. Per questi motivi e per le esperienze fatte nella mia vita civile così come in quella politica, sia come amministratore (Presidente della provincia di Verona) e parlamentare (anche Capogruppo) mi sento di aggiungere due suggerimenti.

1. Un vero modo per creare rapidamente crescita economica e degli investimenti potrebbe essere quello di un obbligo di messa a norma di tutti gli edifici ai fini del risparmio energetico. E’ un progetto da me elaborato con l’Ufficio legislativo del Gruppo parlamentare di Italia dei Valori nel 2011 e convalidato da incontri con il servizio studi dell’ANCE (Associazione nazionale dei costruttori edili). Si tratterebbe dell’obbligo di intervenire su tetto, mantello esterno e infissi. Grazie all’obbligo al sistema bancario di concedere credito senza ipoteca e con detraibilità fiscale della spesa in capo ai singoli proprietari, abbiamo calcolato che per un appartamento di 100 mq l’investimento dovrebbe aggirarsi sui 25.000 euro, mentre per effetto di quanto sopra, nei primi dieci anni il costo effettivamente a carico del proprietario risulterebbe di circa 700 euro, cioè circa 60 euro al mese! In relazione agli edifici privati che sarebbero interessati dal provvedimento si determinerebbe nell’arco di cinque anni un fatturato aggiuntivo di circa 750 miliardi di euro! Per chi fosse interessato a maggiori dati e notizie, rinvio al seguente link della Camera dei deputati: http://leg16.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0056500.pdf

2. Per quanto riguarda la riduzione del carico fiscale una modalità per ottenere anche qui un effetto immediato può essere la destinazione automatica del ricavato dalla lotta all’evasione fiscale alla riduzione delle aliquote dell’imposta sul reddito. Anche qui, nella scorsa legislatura, ho più volte proposto la sua attuazione attraverso emendamenti, sempre respinti.

3. Passera giustamente invita le Pubbliche Amministrazione ad incassare i loro crediti, ma il discorso è ben più grave per lo Stato. I residui attivi, cioè somme accertate e non incassate, sono cresciuti di 100 miliardi di euro negli ultimi anni. In larga parte si tratta di tasse. Non c'è solo il mancato incasso dall'evasione fiscale, ma anche quello dell'incapacità di incassare tasse accertate!

Per concludere un progetto assolutamente interessante ed importante sul quale nelle prossime settimane è mia intenzione confrontarmi con lo stesso Corrado Passera e con tutti i soggetti di “In cammino per cambiare” con i quali da tempo sto sviluppando riflessioni e proposte per “salvare l’Italia”.

Da ultimo,  bello il nome “ITALIA UNICA” che come ha spiegato Passera vuol dire:

-Amore (Sei il mio “unico” amore)

-Speciale (Sei qualcosa di “unico”)

-Unita (Sei un “unicum”)

Commenti   

#1 Fagone 2014-02-25 15:11
Egr. Onorevole,
ho seguito in questi giorni l'iniziativa di Passera e desidero commentare, per ora, l'idea sul Tfr, che, secondo Passera, dovrebbe essere versato in busta paga.Per me, NON è fattibile!!!
Ora, chiunque abbia un pò di conoscenza di " AZIENDA" sà, che gli importi del Tfr dei dipendenti vengono accantonati. Vengono considerati SOLO gli importi, ma NON i soldi liquidi. Quindi per l'AZIENDA sono importi di costo e di debito; MA i soldi liquidi, reali, in banca, NON ci sono! Versarli in busta paga significherebbe pagare e quindi farli uscire dalle tasche dell'AZIENDA tutti assieme: un bell'attentato alla vita dell'AZIENDA, secondo me, specialmente in tempi come quelli che stiamo follemente attraversando da oltre 6 anni! Inoltre, come potrebbe poi chiamarsi un TFR che invece di essere versato a fine rapporto diventerebbe versato ogni mese al dipendente????? Dica a Passera di rinunciare all'idea: metterebbe in crisi altre realtà. Con stima.

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