2011. Sotto la scure di Monti le regioni italiane procedono con l'abolizione dei vitalizi regionali, ed anche a Roma si fanno le due di notte in Commissione Bilancio per approvare la Legge di stabilità.

Come già ebbi a denunciare lo scorso anno in parlamento, l’obbligo alle regioni di legiferare in materia di vitalizi per ridurre i costi della politica era di fatto l’ennesima presa in giro degli italiani. In Lazio, così come in altre regioni, infatti l’abrogazione dell’istituto dell’assegno vitalizio spettante ai consiglieri veniva rimandato alla successiva legislatura regionale e nel frattempo lo si estendeva agli assessori in carica o cessati dal mandato in quella che si chiudeva.

L'assegno pertanto risultava formalmente abrogato ... ma dopo cinque anni! Da subito invece si faceva salva la vecchia normativa per i consiglieri, e la si estendeva agli assessori in carica o cessati. Gli stipendi, prima parametrati all'80% di quelli dei deputati, erano fissati alla data del 30 novembre dell’anno precedente, mentre a partire dalle elezioni successive sarebbero stati indicizzati all'Istat.

E fin qui è una triste e memorabile cronaca per i cittadini del Lazio e di altre regioni. Così come tutti ricorderanno, in Lazio, le promesse dell’ opposizione : “contro l'emendamento notturno l'opposizione sarà durissima».

Il capogruppo PD, sponsor di Maruccio, Esterino Montino attaccava ''Questa Giunta ha come modello lo sceriffo di Nottingham. Toglie ai cittadini per dare rendite ai dignitari di corte” . Idv e SEL, a parole, ergevano le barricate: “l'opposizione si è opposta e si opporrà in modo compatto». Invece, che cosa è successo?

Il moderno Robin Hood ha scelto di fare il sindaco a Fiumicino aggiungendo così 5000 euro di vitalizio alla sua indennità; il “compagno” Luigi Nieri fa il vicesindaco a Roma Capitale anche lui con 4784 euro di vitalizio in tasca; e lo stakanovista degli incarichi Angelo Bonelli (Consigliere del Comunale di Taranto e della Regionale Lazio, al netto della presidenza del partito) si gode 5168 euro di vitalizio in qualche area protetta!

Sanità al tracollo con un disavanzo di disavanzo 840 milioni di euro, e Giulia Rodano (gruppo Maruccio “Rendicontazione? Io non l'ho vista, ma c'è ci sono le fatture, ma io non le ho pagate direttamente'') attaccava il raid alla Finanziaria parlando di “arroganza degna del berlusconismo peggiore”. La signora Falomi (poichè moglie del senatore Falomi, quello che denunciò “un’insidiosa campagna mediatica contro le condizioni di parlamentari cessati dal mandato”) oggi "subisce" dal raid 5000 euro con proletaria sobrietà.“Mi auguro che i cittadini sappiano chi ha la responsabilità dell’impoverimento generalizzato di tutta la cultura del Lazio….” Accontentiamola pure.

Ora tutti crediamo che davanti ad un consiglio regionale capace di bruciare in un anno 14 milioni di denari pubblici, usati per come tristemente noto, e che costa dopo tutto 9 milioni 631.004 euro di vitalizi in un anno, si profili più di un motivo di ragionevolezza perché venga sottoposto a revisione.

L’emendamento bipartisan che ha fatto saltare la norma del decreto Monti, è una scelta politica, e la stessa Corte dei conti ha già detto: non è un dogma. Così la Corte costituzionale, la quale nel 1999 riconobbe che al legislatore «non è inibito emanare norme con efficacia retroattiva» purché «la retroattività trovi adeguata giustificazione sul piano della ragionevolezza ».

Ma allora perché non avere il coraggio per la prima volta di intervenire a tagliare un ignobile costo secondo solo per indecenza al fallimento degli stessi destinatari?

Al netto delle spese più folkloristiche tra feste suine ed eventi politichesi , quali sono i meriti di questa giunta? Solo ultima, Malagrotta? L’ex assessore all’Ambiente della giunta di Renata Polverini Marco Mattei, neocinquantenne percepisce 2.467, dopo avere versato in tutto 60 mila euro. E se vivrà come un italiano medio (79,5 anni: auguri) riscuoterà, grazie a un aumento al 55° compleanno, 1.084.988 euro: 18 volte quanto versato.

I 9 milioni all’ anno non potrebbero essere destinati ai cittadini laziali che dopo anni di lavoro e contributi non trovano un posto negli ospedali? Dopo avere finanziato feste e vacanze di questi signori, i 600 euro dei pensionati che dopo 40 anni di lavoro costituiscono motivo di sufficiente di ragionevolezza per giustificare l’abolizione di questa vergogna?

20 milioni sono lì. restituirli ai pensionati veri crea pure lavoro. Perché non procedere oggi stesso?

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