Il paese vive una precarietà drammatica, la stabilità economica in queste ore al vaglio delle camere non può essere certo la soluzione, i tagli pur necessari stanno minando il sistema di tutele sociali, la politica rimane oggetto più di indagini penali che soggetto di programmi concreti.

Italia dei Valori storicamente ha rappresentato una forza precocemente oltre le ideologie di partito, diretta e spontanea, promotrice nelle Istituzioni di proposte con altissimo contenuto, di cui ha indicato puntuali e modalità di attuazione, rimanendo impermeabile a qualsiasi potere, ferma oppositrice di lobbies e amici di queste.

Ogni giorno invece questo partito perde credibilità non avendo più il coraggio della propria identità e rimanendo nel pantano di una linea politica di servizio con una classe dirigente deludente: nessun programma che convinca o solo coerente alla propria tradizione, a partire dalla gestione dei fondi con cui si mantiene i propri dirigenti in sfregio all’impegno dei tanti militanti per raccogliere firme per l’abolizione dei rimborsi elettorali.

Tralasciando per un attimo la politica, tralasciando cosi l’isolamento dalla famiglia Alde proprio alla vigilia delle europee, trascurando il narcisismo di un omaggio ad un Presidente che con grande fermezza avevamo denunciato per primi, etc… da mesi assistiamo ad una campagna mediatica imbarazzante (la comunicazione tramite vignette discutibili e manifesti autocelebrativi del neo segretario, al quale tutto si potrà attribuire, tranne che una qualche fama pubblica come nel caso del presidente Di Pietro; ma ancora più perplessità ha destato l’unica produzione del nuovo corso (un improbabile manovra da 100 miliardi, con soluzioni scopiazzate da vecchie nostre contromanovre ma con aggiunte tanto mal assemblate!) il cui contenuto è stato completamente ignorato dagli organi di informazione, così come i convegni che registrano più relatori che partecipanti, senza mai ospiti di rilievo.

Naturale pertanto interrogarsi sui costi di tutto questo, così come sui rimborsi del dirigenti specie quando sono pagati con quei rimborsi sui quali il Partito è arrivato fino alla Cassazione per chiederne l’abolizione! E poi di uno statuto che ha rigettato norme di moralità e trasparenza, e vige in virtù di quei pochi voti che non si sono astenuti per protesta; ma anche dei tanti licenziamenti (e nuove assunzioni…), delle nomine fatte in un clima generale di gran poca trasparenza che in Italia dei Valori tutti auspicavano come prima necessità.

I territori soffrono il pasticcio di congressi per lo più preconfezionati che hanno impalmato dirigenti indagati oppure conoscenze della vecchia politica a dir poco imbarazzanti. E’ mancato il confronto, sono mancate le mozioni, è mancata la trasparenza nell’organizzazione finita oggetto di tante polemiche e denunce, dalla Sardegna alla Lombardia.

“Sarà altresì nostra premura pubblicare trimestralmente, e a partire dall’1 ottobre, il bilancio del partito affinché i fatti possano essere la migliore risposta a chi ha invece immaginato un partito morto e in scioglimento.”

In tanti continuano a chiedermi una iniziativa per avere almeno chiarezza di quanto in corso perché questa nuova dirigenza non risponde né delle varie contestazioni organizzative né delle spese e dei costi di un’attività fine a sé stessa. Già alla chiusura del bilancio del partito io mi rifiutai di approvarlo, perché recante precise anomalie di cui ho subito chiesto conto: senza averne risposta.

Dopo il congresso ho atteso la dichiarata disponibilità del segretario, che rispondeva in maniera molto sommaria alle mie domande.

Dal primo di Ottobre poi tutti aspettano di conoscere poche cose, chiare e trasparenti: già alla fine del mese avevo scritto al tesoriere per avere un suo riscontro su temi precisi, ma non ha mai risposto, nemmeno agli ulteriori solleciti.

Non mi resta allora, in mancanza della trasparenza promessa, che rendere pubbliche, oltre alle domande precedenti, anche le mie irrisolte confidando che si prenda a rispondere anche a quanti rivendicheranno un diritto preciso: quella della dignità, della faccia messa davanti al popolo italiano.

Al tesoriere Ivan Rota:

1. (dal momento che si va intimando gli ex eletti delle quote) tu hai versato nelle casse del partito il contributo mensile di 1500 euro previsto per i parlamentari fino al mese di febbraio 2013?

2. Quanto ricevi di indennità mensile per la tua funzione di tesoriere e componente della Segreteria Nazionale?

3. Ti vengono rimborsate le spese di affitto che sostieni a Roma? Quanto?

4. Da quando? Solo dall'1 luglio o anche per i mesi precedenti?

5 Hai qualche forma di collaborazione, diretta o indiretta, con l'europarlamentare Giommaria Uggias e se si a che titolo e per quale importo mensile?

5. Quanto costano mensilmente in termini d rimborso spese i componenti della Segreteria Nazionale?

Commenti   

#5 TONINO 2013-11-30 06:07
http://piovegovernoladro.altervista.org/blog/2013/11/03/un-milione-di-parassiti-tanti-gli-italiani-che-vivono-di-politica-dai-portaborse-ai-consulenti-passando-per-cda-delle-municipalizzate/?utm_campaign=UpCloo&utm_medium=inline-grey&utm_source=it-uy53ZWovk-piovegovernoladro.altervista.org
:-) :-? :cry: :cry: :sad: :sad: :-) :D :P
#4 TONINO 2013-11-29 16:08
"I territori soffrono il pasticcio di congressi per lo più preconfezionati che hanno impalmato dirigenti indagati oppure conoscenze della vecchia politica a dir poco imbarazzanti. E’ mancato il confronto, sono mancate le mozioni, è mancata la trasparenza nell’organizzazione finita oggetto di tante polemiche" SIG. BORGHESI, i territori soffrivano anche quando lei minestrava a VERONA,e prendeva i rimborsi, ben prima di essere eletto, MA A QUEL TEMPO STAVA BENE ANCHE A LEI, le stava talmente bene che il suo "porta borse " era ... l'attuale moglie .
I Congressi - NAZIONALI,REGIONALI e PROVINCIALI , erano PRECONFEZIONATI anche ai tempi di quando lei era pappa e ciccia con DONADI, MURA, DI PIETRO ....
Non ho ancora avuto risposta in merito al suo Vitalizio, se lo è autoabolito!?
#3 arianna2014 2013-11-27 12:40
Il Prefetto Caruso, direttore dell'agenzia dei beni confiscati e sequestrati alle mafie, ha detto che il valore totale ammomta a 10 miliardi di euro. Ovviamente non si tratta di beni monetizzabili (in molti casi si tratta di sequestri provvisori) ma di un valore teorico. Come può l'IDV parlare di 80 miliardi? Troppa approssimazione! Eppure il segretario Messina insiste sul dato di 80 miliardi. Così si prendono in giro i cittadini. Mi spiace doverlo dire.
#2 arianna2014 2013-11-27 12:28
Mi sembra oltretutto fortemente errato il dato di 80 miliardi di euro confiscati alla mafia. Da quale fonte è stato preso questo abnorme numero? Forse saranno 8.
#1 mangiaracina 2013-11-27 10:12
Una fine indecorosa per chi come me ha creduto in una Italia "dei valori". Perché di fine si tratta, altro che rinascita. Ho collezionato anche io un bel po' di silenzi a domande. Perciò sostengo in primis solo politici che rispondono.

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