Ho rintracciato alcune frasi che Bettino Craxi disse su Giuliano Amato, durante la sua latitanza ad Hammamet. Sono riportate in una agenzia Adkronos del 7 febbraio 1997 ed in un articolo apparso il giorno dopo su Repubblica, a firma Sebastiano Messina.

Meglio di ogni altra parola sono utili a comprendere chi sia realmente Giuliano Amato.

Dice Craxi:

''Giuliano Amato, in realtà, ha fatto ben di peggio di quanto non stia facendo ora. Prima ha infatti figurato nella lista dei ''becchini'' che hanno contribuito, con la loro pavidità all'affossamento del Partito Socialista, poi si e' messo in bella mostra come extra-terrestre e cioè' come uomo nuovo che si affaccia alla vita politica dopo aver trascorso piu' di un ventennio sulla luna, e dopo ancora si è impancato a sputar sentenze morali. Un po' troppo. Altri, verso questa specifica categoria di politici della Prima Repubblica, hanno usato termini peggiori che sono andati dal tradizionale ''trasformista'' al più sferzante e offensivo ''voltagabbana'', per arrivare sino alla dura espressione usata dall'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, quando, riferendosi ''a tutti i craxiani che son diventati anti-craxiani'' li ha definiti ''una cosa vomitevole''.

''Giustappunto una cosa. Certo si è che Amato tutto poteva permettersi di fare salvo che levarsi a denunciare le cattive abitudini, finanziamento illegale in testa, contratte dal PSI. Lo dico perché con queste anch'egli è stato a contatto quotidiano, sia per alti incarichi politici ricoperti, che per i suoi contatti con l'Amministrazione del Partito, come potrebbe del resto risultare in modo inconfutabile''.

"Giuliano Amato - scrive Craxi - tutto può fare salvo che ergersi a giudice delle presunte malefatte del Psi, di cui egli, al pari di altri dirigenti, porta semmai per intero la sua parte di responsabilità... Il sottoscritto, per le sue responsabilità di segretario, è trattato alla stregua di un gangster e condannato all'ergastolo... Guarda caso, invece, a Giuliano Amato, vicesegretario vicario del Psi, forte delle sue amicizie e altolocate protezioni, non è toccato nulla di nulla. Buon per lui".

"…becchino del Psi", "trasformista", "voltagabbana", e - "una cosa vomitevole", come "tutti i craxiani che sono diventati anti-craxiani".

". Un uomo che "si è impancato a sputar sentenze morali". Lui che con "le cattive abitudini contratte dal Psi, finanziamento illegale in testa, è stato a contatto quotidiano", "potrebbe risultare in modo inconfutabile". "Innanzitutto va ricordato che, dopo aver per intero condiviso avventure e disavventure del craxismo di governo, Giuliano Amato si dedicò interamente al partito. Negli anni in cui io mi occupai delle Nazioni Unite, lavorando per lunghi periodi nel mio ufficio al Palazzo di vetro di New York, Amato era vicesegretario vicario ed era impegnato nella gestione del partito. I suoi rapporti personali con l'amministratore Vincenzo Balzamo erano diretti ed eccellenti...". "Egli era perfettamente al corrente della natura complessiva del finanziamento del partito. Era evidente che egli non poteva non sapere". "Di questi finanziamenti egli si è sempre avvalso naturalmente e personalmente per le sue spese di lavoro politico, per le sue campagne elettorali che furono sempre finanziate dal partito, tanto in sede nazionale che in sede locale. Anche in questo caso non credo che il tutto avvenisse tramite assegni e trasferimenti bancari documentati". "Resta inoltre da considerare se per far fronte alle spese delle sue campagne elettorali, furono organizzate, come pare, anche raccolte di fondi che non rientravano nel controllo dell'amministrazione centrale". "E' poi certamente toccato a Giuliano Amato di occuparsi di iniziative, strutture e progetti di interesse del partito e che tuttavia comportavano un interessamento diretto, ed incarichi specifici di collaborazione con l'amministrazione del Psi". "Non è mai capitato a mia memoria che Giuliano Amato in incontri personali e confidenziali con il segretario del partito avesse esternato le sue perplessità, le sue preoccupazioni e il suo disappunto per il sistema generale su cui si imperniava il finanziamento del partito, parte del quale, come tutti sapevano, era costituito da forme che si concretavano in aperta e risaputa violazione della legge sul finanziamento dei partiti".

Così parlò Amato (di Bettino Craxi)

Sebastiano Messina, sempre su Repubblica, così scrive il 7 dicembre 2007:

«Uno sprazzo di luce su una vicenda ancora oggi più ricca di ombre che di luci arriva invece da una lettera che Giuliano Amato scrive a Craxi il 9 febbraio 1993.
La data è importante.
Lo scandalo di Tangentopoli è al culmine della sua deflagrazione: da 24 ore Silvano Larini viene interrogato dal pool di Mani Pulite, e sta raccontando di un conto "Protezione" su cui Licio Gelli ha versato sette milioni di dollari al Psi.
Craxi è già stato raggiunto da un avviso di garanzia e tre giorni dopo si dimetterà da segretario.
Martelli darà le dimissioni entro poche ore.

In questo clima infuocato Amato, presidente del Consiglio, scrive a Craxi una lettera di suo pugno – su carta intestata di Palazzo Chigi, ma non protocollata e dunque non classificata – che sembra avere un solo obiettivo: rassicurarlo sui suoi guai giudiziari.

"Caro Segretario, prendo a calci i primi mattoni di un muro di silenzio che non vorrei calasse fra noi.
E vorrei chiederti invece di avere fiducia in quel che io sto cercando di fare.
Occorre certo che passi qualche giorno, che la situazione delle imprese, e non solo della politica, appaia (come del resto già è) insostenibile.
E' inoltre realisticamente utile che la macchia d'olio si allarghi.
Neppure a quel punto credo che sarà possibile estinguere reati di codice.
Ma credo che l'estensione per essi dei patteggiamenti e delle sospensioni condizionali sia una strada percorribile. Sto conquistando su questo preziosi consensi.
E ritengo che si ottengano così procedure non massacranti, che evitano la pubblicità devastante dei dibattimenti e forniscono possibilità di uscita (...).
Claudio mi pare ormai in pericolo.
Apprendo che, se ci fosse un riscontro a ciò che ha detto Larini, già sarebbe partito un avviso per concorso in bancarotta fraudolenta.
Io sono qua.

E continuo ad esserti grato e amico. Giuliano".

Ogni commento mi pare superfluo: non solo il neo Giudice Costituzionale Giuliano Amato ha condiviso (e quindi è in qualche modo correo) tutte le nefandezze di Craxi, ma ha anche cecato di coprirle.

Davvero un buon viatico per chi è chiamato ad un così alto incarico di difesa della Costituzione!

Commenti   

#2 franco antongiovanni 2013-09-18 15:42
La nomina di Amato a giudice costituzionale è indice di quanto poco rispetto ci sia nella politica per l'etica e menefreghismo, addirittura disprezzo dell'opinione pubblica. E' proprio vero che cane non morde cane. Inoltre, poiché non può esserci ignoranza,questo può voler dire che questa nomina o è conseguenza di un ricatto o volontà di stravolgere un corso.
#1 niluc999 2013-09-17 14:09
Il buon giorno si vede dal mattino!

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