Image Se fossi diventato Segretario nazionale di Italia dei Valori una delle azioni di discontinuità con il passato, annunciate nel mio programma, sarebbe stata che non avremmo più incassato rimborsi elettorali o altre forme di finanziamento pubblico ai partiti.

La nuova segreteria Messina invece, senza colpo ferire, e con atto che dimostra la continuità politica con la vecchia gestione che aveva portato il partito allo sfascio, ha intascato l’ultima rata di contributi per le elezioni del 2008, pari appunto a oltre 3.000.000 di euro (inizialmente dovevano essere 4, ma poi sono intervenute riduzioni di legge).

Ma quale coerenza per un partito che in campagna elettorale aveva sbandierato ai quattro venti di essere il partito che aveva raccolto le firme per un referendum che aboliva qualunque finanziamento pubblico alla politica?

Quale coerenza per un partito che solo un anno fa (25 aprile 2012) si faceva bello con l’opinione pubblica quando Di Pietro dichiarava al Sole 24Ore : “L’Italia dei Valori devolve 4 milioni di rimborsi elettorali alle fasce deboli”?.

«Noi abbiamo deliberato che a giugno, quando ci sarà l'ultima rata del finanziamento pubblico per le elezioni politiche del 2008, che per noi dell'Idv ammonta a circa 4 milioni di euro, consegneremo quell'assegno al Ministro Fornero affinché lo possa dare alle fasce più deboli che ne hanno bisogno». Lo ha detto Antonio Di Pietro stamane a Catanzaro a margine di una manifestazione per la raccolta di firme contro il finanziamento pubblico ai partiti.

E ancora: “…..Ben sapendo che in Parlamento c'è ritrosia sulla riduzione del finanziamento abbiamo iniziato una raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare e poi per un referendum affinché il Parlamento si renda conto che non può tradire la volontà popolare».

Quanta ipocrisia in quelle parole: come troppo spesso è accaduto una Idv che “predica bene e razzola male”!

Tutto perfettamente in linea, per altro, con il comportamento di una sigla elettorale di cui Idv era partecipe, cioè Rivoluzione Civile, che pure prenderà parte alla spartizione del finanziamento pubblico: anche se si tratta di poca cosa (circa 160000 euro all'anno per i prossimi 5 anni), per altro del tutto conseguente al fallimentare risultato elettorale. Secondo gli accordi prematrimoniali saranno così suddivisi tra i sei costituenti: Azione civile (Ingroia ) 17613 all’anno, Italia dei Valori (Di Pietro) 27220 all’anno, Arancioni (De Magistris) 16011 all’anno, Rete 2018 (Orlando) 16011 all’anno, Rifondazione Comunista (Ferrero) 28221 all’anno, Comunisti Italiani (Diliberto) 27220 all’anno e Verdi (Bonelli) 27220 all’anno.

Rivoluzione Civile ha chiuso i conti della sua partecipazione elettorale con un buco di circa 300000 euro. Ha impegnato spese per circa 1600000 euro ma ne ha incassati solo 1300000 (1000000 da Idv e 300000 da Rifondazione Comunista) poiché alcuni dei partiti costituenti non hanno onorato il loro obbligo finanziario. Il grave è che il tesoriere ha pagato le spese della sede nazionale, ma non quelle autorizzate ai comitati locali (ad esempio circa 20000 euro per regioni come Emilia-Romagna e Veneto).

Il risultato è il seguente: in sede locale qualcuno ha ordinato beni (manifesti, ecc.) e servizi (sale, impianti per comizi ecc.) ed i fornitori non pagati e inviperiti minacciano di portare in tribunale chi ha firmato gli ordini. Intanto Ingroia, Di Pietro, De Magistris, Orlando, Ferrero, Diliberto e Bonelli intascano i circa 160000 euro all'anno per i prossimi cinque anni lasciando con un palmo di naso fornitori e militanti.

Lasciando stare Italia dei Valori (che ci ha perso 1 milione di euro) e che è stata l’unica a versare per intero quanto pattuito, faccio appello a Ingroia, De Magistris, Ferrero, Orlando, Diliberto e Bonelli: con i rimborsi elettorali pagate prima i fornitori di Rivoluzione Civile!

Altrimenti sarete proprio un bell'esempio di rigore morale!

Commenti   

#1 Spigai 2013-08-07 10:55
Onorevole buon giorno. Ho leggo con interesse le info che lei ha messo nell'interessante articolo. La selezione della nuova classe politica, deve inizare con un diverso rapporto con il potere e con il denaro, per scoraggiare, fin dagli inizi, tutto quel sottobosco di soggeetti, che usano delle cose collettive, anche degli stessi partiti, solo per sistemare i propri interessi. Sono del resto testimone da anni, ed in talvolta partecipe, di decine di realtà di base, che nascono ed operano sui beni comuni e per servizio alla collettività, senza bussare a Pantalone.
Buon lavoro.

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