In questo ultimo periodo della nostra storia pare che l’unico interesse verso il nostro partito, sia della opinione pubblica sia all’interno della nostra realtà, riguadi i soldi che abbiamo in cassa e l’uso che intendiamo farne.
Posto che la mia posizione sul doveroso rigetto del finanziamento pubblico alla politica è ormai chiara a tutti, non stupisce che al riguardo io abbia sottolineato nella mia mozione i seguenti punti:
- Rifiuto di qualsiasi rimborso per la mia campagna per la candidatura a Segretario nazionale di Idv perché denaro pubblico
- Previsione di NESSUNA indennità per i dirigenti nazionali (Responsabili Organizzazione, Enti locali, Dipartimenti Tematici, ecc. con l’unica eccezione del ruolo del Tesoriere, in quanto tecnico) ma solo rimborsi spese viaggio dietro presentazione del titolo adeguato alla sobrietà che i tempi impongono ( non certo la prima classe o il primo volo che capita!) , ed una modesta diaria per vitto e alloggio.

Ma poichè ricevo dal territorio segnalazioni circa una larga disponibilità futura del nostro partito verso i coordinamenti, più o meno privilegiati, ritengo doveroso proprio verso tutti voi fare chiarezza sulla situazione finanziaria del partito, con i dati ufficiali che il Tesoriere ha presentato nel bilancio per il 2012. E chiederò al Tesoriere stesso, come gesto di massima trasparenza verso il congresso ormai prossimo, la rendicontazione degli ultimi mesi, inclusivi dei rimborsi che sono stati fatti a qualsiasi titolo.

Incominciamo dalle cifre: al 31.12.2012 tra somme in cassa e investite in titoli vi erano circa 12 milioni di euro, con un credito di altri 4 milioni, che io intenderei rifiutare: ma che comunque la nuova legge che sarà approvata non darà più.
Secondo le proiezioni sulla base della attuale struttura della sede nazionale e garantendo alle sedi regionali l’attuale contribuzione fino alla fine dell’anno, saranno spesi 5 milioni di euro: quindi al 31.1.2013 in cassa vi saranno circa 7 milioni di euro.
L’attuale struttura nazionale, anche se di molto ridotta rispetto al passato, costa circa 175 mila euro al mese, cioè circa 2 milioni all’anno. Anche a voler ridurre all’osso il personale, trasferirsi in una sede più piccola e periferica ecc., è difficile pensare che costi meno di 1 milione all’anno. Una seria campagna elettorale nazionale (elezioni europee, politiche o regionali) richiede un investimento di almeno 2 milioni di euro. Il conto della serva lo lascio a voi; mi riservo una valutazione politica.
Con quale credibilità è possibile proporre, meglio promettere finanziamenti a qualsiasi coordinamento, o immaginare il coinvolgimento di qualsiasi risorsa umana a libro paga del partito? E soprattutto con quale serietà chi ne fosse stato oggetto ha ritenuto un motivo valido a sostenere un futuro senza averne contezza? E mi si permetta un’ultima riflessione morale: con quale decenza, dopo quanto abbiamo pagato in termini di onorabilità e rispetto, un iscritto segue un’indicazione di voto, già di per sé umiliante perché non personale, validando la gestione di chi porta la corresponsabilità del disastro?
In questi anni l’organizzazione è stata molto centralistica e ha mancato della giusta attenzione per le sedi locali, che sono convinto debbano diventare le vere protagoniste del rinnovamento di Italia dei Valori. Per questo secondo me è necessaria un’organizzazione più decentrata, capace tuttavia di offrire centralmente ad eletti ed iscritti i servizi idonei a poter svolgere in modo appropriato la loro funzione (penso in particolare ai consiglieri comunali lasciati troppo soli ad affrontare colleghi ben più preparati). La struttura liquid feedback sarà un valido aiuto a mobilitare il territorio in autonomia e farlo partecipare attivamente a forme di democrazia partecipata;
I modelli di democrazia partecipativa basati su piattaforme “social networking engine”, che funzionano in rete, stanno avendo recentemente grande popolarità. Il Movimento5Stelle, pur non avendo ancora realizzato un simile modello, si è dotato di una ossatura territoriale basata sulla rete dei “Meetup”, che sostituiscono quelle che un tempo erano le sezioni “fisiche” del movimento/partito.
Una modalità decisamente contemporanea di fare e gestire comunità, legata ai linguaggi e agli strumenti di una società che cambia.
Ho già fatto sviluppare un progetto per creare una piattaforma di contenuti e iniziative politiche basata su un software “social networking engine” in grado di rilanciare l’attività di Italia dei Valori sul territorio, attraverso:
• un social network riservato a iscritti e simpatizzanti, che consenta loro un ruolo propositivo e auto-organizzato;
• una piattaforma di comunicazione, discussione e condivisione di contenuti;
• un sistema di archiviazione e accesso al patrimonio di documentazione prodotta negli anni da Italia dei Valori;
• una rete di mini-siti potenzialmente capillare, a livello territoriale e tematico, predisposti per la condivisione di contenuti sui social network;
• un sistema che consenta a iscritti e simpatizzanti di creare delle interfaccia in autonomia, a livello di provincia, di comune, o anche di quartiere o di progetto.
In pratica si tratterà di sviluppare tre livelli, di cui uno totalmente autogestito: un livello nazionale, dove confluiscano tutte le notizie di interesse generale, un livello regionale, sul quale discutere di questioni di rilevanza allargata ed un livello locale, che chiunque possa attivare (dal piccolo comune, al quartiere, ma anche ad un tema specifico, come ad esempio un’opera pubblica, una fabbrica inquinante, un sito turistico).
Il risultato finale sarà che:
Chiunque potrà avviare iniziative o presentare proposte da sottoporre a tutti gli iscritti del partito;
Chiunque potrà alimentare la discussione e il dibattito sulle varie iniziative/proposte;
Chiunque potrà promuovere la modifica delle proposte allo scopo di renderle largamente condivisibili ;
Chiunque potrà presentare proposte alternative;
Chiunque potrà votare le iniziative/proposte;
Chiunque potrà delegare il voto (ad esempio ai propri rappresentanti nazionali o locali);
Un’ ulteriore caratteristica di un partito che vanti anche questa organizzazione di supporto avrebbe una garanzia ulteriore di trasparenza interna, poiché tutti gli iscritti al partito possono conoscere le attività degli altri iscritti. Infatti le votazioni sono palesi ed al termine del voto si può sapere come ognuno avrà votato ed allo stesso tempo si potrà sapere chi ha delegato altri al voto. Quest’ultima evidenza permetterà di conoscere se vi sono leadership interne con concentrazione del potere di voto.
Infine si potrà decidere di separare gli iscritti dai simpatizzanti in funzione delle decisioni da prendere, ottenendo con ciò il giudizio del potenziale elettore che potrebbe essere diverso da quello dell’iscritto.
Credo che un partito strutturato in questo modo possa incontrare il favore non solo di chi sia interessato a svolgere direttamente attività politica, ma anche di ipotetici elettori che vi potrebbero trovare soluzioni appetibili alle proprie convinzioni e la curiosità di conoscerci, per poi aderire alle nostre proposte circa questo Paese che tanto amiamo.
Tutto questo non può certo rispondere però alle esigenze dei nostri iscritti meno giovani, o semplicemente meno “informatizzati”; e soprattutto non può risolvere la comunicazione del nostro Partito.
Allora servono risorse per offrire l’opportunità a tutti di essere coinvolti ed informati sulla vita del proprio partito. Quindi assemblee regolari, ma soprattutto eventi, convegni, e perché no corsi di formazione… attività che oltre a richiamare quanti ci hanno lasciato perché frustrati nel loro entusiasmo o trascurati nelle loro iniziative possano riportare la presenza di Italia dei Valori come il Partito della proposta politica, in risposta concreta alla gente. Un investimento di questo tipo ci riporterà poi nelle piazze con quella fierezza con cui abbiamo sempre affrontato il confronto col territorio, che oggi è chiusa nelle varie sedi ormai vuote, con conti da pagare e linee del telefono tagliate … Chi ritenga di riempire quelle sedi solo riaprendole o pagando il conto dei telefonini o del ristorante dei loro dirigenti, o è un pazzo o è in mala fede.
Finanziare il territorio non significa dare a pioggia finanziamenti ai coordinamenti: è dare disponibilità concreta, sostegno e risorse al territorio stesso; impegno prioritario a qualsiasi emolumento della classe dirigente futura, che piaccia o meno deve per forza essere disponibile a lavorare a puro titolo volontario.
Per tornare alla questione inziale, il partito dovrà utilizzare le risorse attuali solo in funzione del suo rilancio. Sono risorse che appartengono a tutti coloro che in questi anni hanno contribuito all’attività del partito sul territorio. Una parte di esse, grazie al risparmio di costi fissi, deve essere fatta affluire alle sedi locali per essere destinata ad iniziative sul territorio capaci di coinvolgere i cittadini. Tale coinvolgimento deve diventare il criterio per l’assegnazione delle risorse.

Commenti   

#3 Darione56 2013-06-06 20:29
Sig. Borghesi nessun tentativo di metterla in difficoltà, in quanto mi sembra già in grave difficoltà da solo.
Le mie sono solo domande a cui lei cortesemente risponde e per questo la ringrazio.
Sono convinto che lei abbia delle ottime caratteristiche per prendere in mano il partito oggi, le sue buone doti tecnico - amministrative abbinate al suo scarso appeal politico (vedi le primarie a Verona come ultimo esempio), lo rendono il segretario ideale per chiudere l'esperienza di idv definitivamente.
Grazie ancora per la sua cortese e pronta disponibilità.
Dario
#2 Antonio Borghesi 2013-06-05 19:51
Ma davvero Lei pensa di mettermi in difficoltà con simili mezzucci?
1. La campagna elettorale per la Segreteria Nazionale è un atto interno al partito e non serve per conquistare voti per Italia dei Valori
2. Solo per una campagna per Idv potrebbe perciò giustificarsi il ricorso all'uso dei rimborsi elettorali
3. Nelle ultime elezioni politiche mi è stato chiesto di metterci la faccia senza alcuna possibilità di essere eletto ed anzi pur avendo votato contro la proposta di Di Pietro di confluire in Rivoluzione Civile
4. Data la situazione era giusto chiedere il supporto del partito. Mi sono stati messi a disposizione 30000 euro e, a conclusione dei conteggi, ne ho restituiti più di 23000: dunque ne ho spesi meno di 7000
5. Tutti hanno potuto vedere il mio impegno totale nella campagna elettorale in un territorio vasto come quello di Emilia-Romagna e Veneto con manifesti e pieghevoli
6. Quando sono stato candidato in posizione di probabile elezione (esempio nel 2008) non solo no ho ricevuto denaro ma ho io personalmente finanziato il partito, oltre a spendere di tasca mia per la mia campagna
#1 Darione56 2013-06-05 18:10
Sig. Borghesi, ma lei i 30.000 euro che ha ricevuto dal partito per la sua ultima campagna elettorale non erano soldi?
In passato, ha ricevuto indennità e/o rimborsi in virtù degli incarichi di partito che ha assunto?
Attendo sua risposta.
Dario

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