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Cari amici, è del tutto evidente che negli ultimi anni in Idv sono coesistiti due partiti: uno di eccellenza per qualità e quantità produttiva, l’altro crollato nel consenso, fallito nella linea politica, ammorbato dal malaffare. Il primo: quello presente fino a poco tempo fa nel Parlamento italiano ed Europeo. Il secondo: quello presente sul territorio italiano.

La mia candidatura, non vi nascondo sofferta, viene da una profonda riflessione sulla passione che mi lega a questo partito, e sulla sincera amicizia con Antonio Di Pietro. Per me Idv non ha mai rappresentato un’occasione di carriera visto che avevo già avuto modo di realizzarmi nella società civile: sono stato il più giovane dirigente d’azienda italiano a 25 anni, professore ordinario all’Università a 39. E quando, dopo Mani Pulite, ho deciso che bisognava provarci, a 45 mi sono trovato eletto come Presidente di una delle più importanti province d’Italia: quella di Verona. E dopo sei anni di duro ed assolutamente volontario lavoro in Idv sono arrivato in Parlamento. Ho sempre vissuto questa esperienza come un'autentica ispirazione a un valore che ho sempre ricercato nella vita: la giustizia. Antonio Di Pietro ha imposto alla politica di fare i conti con la giustizia: per me contribuire a questo progetto è stato un privilegio. Il suo nome ha finito, però, per seguire la tendenza dei partiti personalistici, e con essa tutto un sistema organizzativo spesso atto solo a gestire il consenso.

Programma per la candidatura alla segreteria nazionale Il mio progetto ora è quello di contagiare il partito con quell'eccellenza che abbiamo rappresentato nelle istituzioni italiane ed europee. Il mio piano di rilancio parte da una sistematica rivoluzione organizzativa che coinvolga prima di tutto quella dirigenza nazionale e locale che, evidentemente, è andata in corto circuito. E' necessario isolare alcuni fili e tagliarne altri. I territori, al contrario, vanno valorizzati perché sono espressione di merito, capacità e passione. Grazie alla Rete va garantito loro un sistema comunicativo accessibile che favorisca la partecipazione politica. I nostri giovani devono essere coinvolti, inclusi nel sistema. E' necessario affidare loro responsabilità esecutive. La linea politica andrà semplicemente condivisa. Torniamo dunque ad essere il primo partito post ideologico, mettiamo da parte gli slogan che hanno finito solo per ridicolizzarci. Il partito va riportato in rotta con l'unica identità che ha, quella riformista, poco funzionale al potere e molto utile alla gente. I dipartimenti potranno tornare a essere gestiti da responsabili di altissimo profilo con i quali sono in contatto e con i quali, in passato, avevamo tracciato la linea che ci ha permesso di avere un riconoscimento universale, al netto delle ultime derive. Basta rincorrere altri partiti. Mai più estremismi ideologici. Un solo ideale: l’etica.

Ritengo sia l’emergenza della politica italiana, il valore che sono pronto a sottoscrivere con voi e che questo partito testimonierà entro 12 mesi. Parlare oggi di tutto il resto, con i nostri numeri, serve solo a distrarre l’attenzione dall'obiettivo primario: un autentico rinnovo.

Programma per la candidatura alla segreteria nazionale

Commenti   

#1 Luca Corbellari 2013-05-15 16:31
Caro Antonio, sono Luca Corbellari (consigliere IDV qui a Milano).
Ho letto la tua mozione che mi sento di appoggiare, pubblicamente.
Certo, ripartire dalle ceneri è impresa ardua ma molto dipenderà dal Segretario Politico che verrà, da lui dipenderanno le sorti del Partito, le scelte politico-programmatiche che intenderà avviare, un vero rinnovamento e ringiovanimento del Partito, l’azzeramento di tutti gli incarichi, la non ricandidabilità della vecchia dirigenza per tutte le posizioni organizzative. Le persone con voglia di ricominciare e fare bene, ci sono, eccome!
Chi ha una carica all’interno del Partito come il sottoscritto (seppur minima, consigliere Circoscrizionale) ,non può averne altre.
BASTA con i politici di professione: nel Partito non possono e non devono ricoprire cariche, persone che non hanno nulla da dimostrare professionalmente.
Facce nuove, fresche e giovani.
Forse così si può ripartire, con coraggio.

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