Mi fanno sorridere i tanti slogan che ultimamente leggo sul nostro futuro, nemmeno fossimo un partito di maggioranza di Governo che si riunisce per riassettare i propri equilibri… E ancora più simpatico è che vengono da parte della vecchia dirigenza, la stessa che ha portato il partito per manina fin qui.
Oggi di Italia dei Valori resta una cultura politica prossima ad un Congresso che, come sottolinea il suo fondatore Antonio Di Pietro, si appresta a darsi l’effettiva capacità di Partito, ed impostare così un ulteriore passaggio dove le tante opinioni possano condividersi in pochi e saldi ideali: un po’ le nostre origini.
Le scissioni, più o meno recenti, sono sempre stato frutto di posizioni trascurate, oppure osteggiate per interessi non certo generali. L’ organizzazione del Partito è stata tristemente condotta, comunque la si voglia vedere, secondo canoni che hanno diviso e lacerato il territorio: se per tutelare certe gestioni se per imbavagliare dissensi inopportuni se per mera incapacità, un dato emerge chiaro: è stato fallimentare.
Da un punto di vista associativo abbiamo perso migliaia di autentiche risorse umane, da un punto di vista unitario abbiamo diviso le regioni in campanilismi medioevali, da un punto di vista politico abbiamo devastato il patrimonio della nostra cultura post ideologica. Posto che ognuno di noi risponderà del proprio mandato e della propria funzione, e guardando solo avanti nell’ottica di un confronto finalmente su tesi ( che andavo da anni auspicando) la mia prima riflessione è quanto siamo chiamati a eleggere : una nuova classe dirigente, in primis il nuovo primo segretario.

Immagino che tutti siamo consapevoli che data la situazione in cui ci consegnano il partito, condizione prioritaria per chi riterrà di potere rilanciare la nostra sorte, è la disponibilità a dedicarvisi 24ore su 24; perché il tempo scorre e purtroppo noi non siamo più nelle amministrazioni, stiamo scomparendo dall’opinione pubblica, ma soprattutto siamo pochi, stanchi, e demoralizzati. Il rilancio pertanto, se proprio non vogliamo parlare di ricostruzione, lo sforzo deve essere continuo senza mai può tardare di un giorno; e non può mancare dell’ascolto di un solo pensiero.
I racconti che quotidianamente ricevo vengono da ogni angolo del nostro paese, e tutti rappresentano realtà desolanti, in balia di piccoli poteri che promettono ancora grandi ruoli: i circoli che scompariranno non permetteranno più nemmeno la visibilità di un tempo, i coordinamenti che mancano non potranno essere commissariati oltre. Ma soprattutto la nostra gente, quella che si aspetta un futuro non può essere oltre delusa.
Il nostro segretario dovrà essere personalmente in ogni luogo dove qualcuno ha qualcosa da dire; dovrà fisicamente essere davanti ad ogni microfono ci rendano accessibile; e dovrà rispondere di ogni singola responsabilità che questa gestione lascia come pesante eredità.
Un lavoro secondo me indefinibile per impegno e capacità, di cui possiamo solo immaginare i parametri primari. Alla completa disponibilità e profonda conoscenza del partito, sarà necessario una carriera specchiata ed esemplare su cui gli organi di stampa non possano speculare. Se possiamo poi aggiungere la competenza sui temi dell’ emergenza italiana , quali economia e lavoro, ritengo che saremmo tutti in grado di affidarci a lui.
Le persone che lavoreranno con lui poi non potranno che essere incontaminate da questa recente gestione: “azzeramento della classe dirigente” sento da quasi tutti. Ma vorrei invitare tutti a non cadere nei qualunquismi. I processi sommari hanno portato solo al caos, mentre un analitico, rigoroso e severo esame del lavoro di ciascuno di noi potrebbe far emergere bravissimi dirigenti che rappresentano una vera e propria risorsa per questo nuovo capitolo. Io ne conosco tanti, e posso dire che nonostante alcune diverse prospettive puramente politiche, mi auguro di vedere non solo riconfermati, bensì valorizzati.
Bisogna che la comunicazione stampa, radio e tv veda non più un solo volto bensì molti, nuovi e con le mani pulite; le nostre opinioni inoltre dovrebbero trovare più voci, altamente qualificate e su cui investire, visto il livello del dibattito in corso. Meglio se giovani.
La linea politica del partito poi, su cui leggo già tante proposte e altrettante opposizioni, deve diventare dibattito condiviso e argomentato non sulle aspettative di ciascuno di noi, ma da una sintesi ponderata che a volte rispecchierà più la sensibilità di uno a volte soddisferà più le convinzioni di un altro: ma sarà coerente alla nostra storia.E questo può essere certamente facilitato dai social network, ma deve avere protagonisti l’entusiasmo e la partecipazione di ciascuno di noi, parole che non devono trovare sfogo in qualche gruppo di protesta ma devono essere ascoltate in primis dalla sua classe dirigente. Dal segretario in primis. A lui il compito di vigilare che questo accada di persona.
Abbiamo comunque un congresso dove si dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) dibattere per tesi: quella è la sede per delinearci; ora è il momento di guardarci tutti dentro e fare imporre un onestà intellettuale che ci permetta di arrivare ad un Congresso vero, non la solita passerella dagli esiti scontati come c’è già chi va prevedendo purtroppo. E queste previsioni vengono da uomini e donne, che per quanto discutibili nella scelta del dissenso, conoscono la realtà del nostro Partito: per quanto dura sia da ammettere.

Commenti   

#3 carlo 2013-05-11 18:23
Come fanno a sapere certe cose le persone!?
Al di là se sia vero o falso, e dell'obbligo di trasparenza di un candidato segretario,mi sembra che ci sia chi, per motivi interni all'IDV, voglia mettere più ostacoli possibili a Borghesi Segretario.
#2 Antonio Borghesi 2013-05-11 02:56
In questi 5 anni non ho fatto parte della dirigenza che ha gestito il partito: per questo posso rivendicare di essere nuova classe dirigente.
Li ho usati per la campagna elettorale con una candidatura dove non c'era possibilità di essere eletti:20.000 li ho resi al partito.
Perché aver ricoperto un posto i grande importanza non è un peccato ed é giusto ricordarlo
#1 Darione56 2013-05-10 21:16
Sig. Borghesi, ogni tanto torno sul suo sito per visionare gli ultimi suoi interventi.
Un paio di domande:
1- lei ritiene di poter rappresentare "una nuova classe dirigente"? Ed in caso di risposta affermativa, per quali motivi?
2- cosa ne ha fatto dei 30.000 euro che il partito le ha concesso durante la scorsa campagna per le politiche?
3- Perchè continua a lanciare comunicati stampa e commenti in qualità di ex capogruppo di Italia dei Valori alla Camera, quando uno diventa un ex è un ex e basta, perchè questa continua ostentazione di un qualcosa che non si è più e non tornerà più.

Attendo sue cortesi risposte.
Dario

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