Italia dei Valori non chiude e non si scioglie. La proposta che l’Ufficio di Presidenza presenterà all’Esecutivo Nazionale del 6 aprile va, invece, nel senso di una continuazione su basi completamente nuove per dar vita ad una Nuova Proposta Politica che deve avere la capacità di andare oltre l’attuale Italia dei Valori. Proprio per conseguire il risultato, non di una mera sopravvivenza (che questa si porterebbe alla sua fine), ma per promuovere una formazione politica che trovi nuovi stimoli e nuovo slancio e divenga nuovamente attraente per gli elettori.
Tutto ciò va fatto in tempi molto brevi perché la dinamica politica attuale non permette pause di riflessione poiché, nel giro di qualche mese, potrebbero anche essere indette nuove elezioni politiche.
E’ ovvio che l’attuale Italia dei Valori non può pensare di rilanciarsi continuando la politica fatta nell’ultimo anno e culminata con l’adesione a Rivoluzione Civile. La discontinuità e il cambiamento sono necessari.
Come ottenere tutto questo rapidamente e coinvolgendo nel processo di rinnovamento il numero più alto di iscritti, simpatizzanti ed elettori? In questo senso va letta la proposta dell’Ufficio di Presidenza. Il congresso alla fine di giugno è troppo lontano.
E poi, meglio un congresso, dove al massimo partecipano mille o duemila persone, o una formula che permetta di far partecipare alla decisione venti o trentamila tra iscritti, simpatizzanti ed elettori?
Meglio un congresso dove si corre il rischio che qualche pacchetto di tessere possa condizionare il risultato o una formula di allargamento che, di per sé, garantisce l’annacquamento di qualunque tentativo del genere?
Nel tempo abbiamo creato una community che, tra iscritti e simpatizzanti, conta circa 150mila persone delle quali abbiamo nome, cognome e indirizzo di posta elettronica. Non posso sapere quali saranno le regole delle primarie aperte (perché dovranno essere scritte da un Comitato di garanti formato da soggetti al di sopra delle parti e che non potranno candidarsi) ma credo che dovremo cercare di far partecipare al voto una larga parte di questi 150 mila. Nella mia testa le primarie dovrebbero essere sia online (con garanzia –tecnicamente possibile- di un solo voto per persona) sia con un seggio in ogni provincia.
Se riusciremo così a far iscrivere, entro una settimana, prima nel Registro degli elettori delle primarie 20 o 30 mila persone raggiungeremmo un grande risultato e faremmo decidere alla gente, con un atto di democrazia veramente partecipata. Il futuro dell’Italia dei Valori, le cui radici non potranno che essere quelle che danno vita al nuovo soggetto che gli eletti alle primarie poi andranno a meglio definire nella forma (partito/movimento), nello Statuto e nei contenuti politici (comunque ancorati al centro sinistra e all’ALDE- Alleanza dei Liberali e Democratici Europei).

Commenti   

#2 Antonio Borghesi 2013-03-28 20:19
E' solo una mia idea personale, non una decisione di Idv
#1 Pinella 2013-03-28 20:09
Questa integrazione al simbolo mi piace! :-)

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