Dal risultato delle urne emerge prepotente il bisogno del nostro paese al rinnovamento della sua classe politica: una generazione di politici di professione che aveva reso le Istituzioni delle banche personali di consensi e privilegi ad uso e consumo dei propri sostenitori.

Nelle democrazie moderne questo sistema viene bollato come becero clientelismo, e primo nemico da contrastare a favore di una reale parità di partecipazione alla vita dello Stato; in Italia è stato sempre accettato come caratteristica di un supposto costume italiano, che se ha consolato parte della mia generazione ha letteralmente fatto incazzare i più giovani.

Il vero costume italiano è invece quello di restare per lungo tempo immobile e poi improvvisamente schizzare ben oltre il lecito. La richiesta dei giovani di abbattere le distanze dalle autorità col posto in prima fila è finita con una spasmodica ricerca anagrafica: c’era da aspettarselo, in Italia non riusciamo mai ad agire pacatamente e finiamo sempre in un comportamento isterico. Così condicio sine qua non della classe dirigente italiana deve essere la leva, non il merito. E con essa i suoi linguaggi, i suoi costumi ed anche la sua ingenuità.

Il risultato più eclatante è la vittoria del Movimento 5 Stelle, un Movimento di grandi contenuti ma privo di identità. Il linguaggio è quello immediato, il look quello del ragazzo della porta accanto, e i propositi certamente buoni: peccato che non stiamo parlando di un’allegra scolaresca in gita al Palazzo per rappresentare i propri disagi ma di Istituzioni.

Che non possono essere qualificate dall’ecologismo del nome sul bicchierino di carta ne dalla laurea appena incorniciata: esse sarebbero ottime condizioni di partenza, ma certo pessime se ne sono l’arrivo.

Questo bravo ragazzo che si appresta a fare il Questore con quali strumenti intellettuali riuscirà a gestire la Camera dei Deputati specie nell’ambizione di epurarla dai mille espedienti che sono costati milioni di lacrime e sangue degli italiani ….? E quanto impiegheranno i navigati funzionari e grand commis della Camera, avezzi a ben altro, a metterlo nel sacco facendogliela sotto il naso!

In tutti i partiti è scattata di conseguenza la gara al ringiovanimento: iniziativa di per sé più che benvenuta,

ma se nostro figlio dice una parolaccia lo rimproveriamo, se minaccia qualcuno lo puniamo, mentre il Presidente del Senato mercanteggia forse la colpa di averci oltre 60 anni con i soliti epiteti di Grillo circa i suoi compensi. “ Devi guadagnare 5000 euro!” “ Allora mi tolgo il 50% della diaria e dimezzo la scorta “ …

E’ serietà questa? E’ politica questa?

A me sembra piuttosto il remake di una commedia italiana già vista, in cui alla spettacolarizzazione della gestione dello Stato con un carico di libertà e bellocce, si sostituisce la proiezione della politica fatta di trasparenza e i giovani. Cambia Caronte ma il passaggio quello resta.

Il Limbo.

In questa palude l’Italia non può starci un giorno in più: ed Italia dei Valori deve sfruttare al massimo questa nostra pausa per analizzare il momento, le sue criticità, le sue risorse, ed essere pronto alla sfida futura.

Il nostro prossimo Congresso straordinario dovrà ridare all’Italia quella forza politica capace di ascoltare le vere esigenze del Paese e non solo recepirle, offrendo soluzioni concrete perseguibili e condivisibili. A partire dai temi del lavoro a quelli dell’economia, dobbiamo presentare una classe dirigente di altissimo profilo e di indiscusse capacità. Mi auguro che i personalismi che hanno dilaniato le nostre battaglie più importanti abbiano trovato una fine adeguata nel fallimento delle varie rivoluzioni civili o meno, dove per assicurare la poltrone di pochi abbiamo sputtanato l’impegno dei molti: e che la furbizia dei giochi del “quartierino”, dove il ruolo del coordinatore è anticamera di quello del consigliere o del parlamentare sia definitivamente lasciata in eredità a chi voglia continuare quella vecchia politica che oggi è anticamera solo di tante indagini.

Etica imporrebbe che un dirigente politico risponda del proprio incarico ancor più di un qualsiasi funzionario: e laddove abbia compromesso la credibilità di un progetto, o portato la linea del proprio partito verso una deriva fallimentare, oppure gestito il proprio mandato senza consenso generale, risponda subito al Partito, il giorno dopo, senza rinvii ad altri eventi che non servono se non a confondere le acque.

Personalmente appena mi sono trovato (anche senza alcuna responsabilità avendo partecipato solo pochi mesi alla gestione del partito) oggetto di un solo invito a dimissioni, l’ho ritenuto già sufficiente a procederne ; ci faccia riflettere che nessuno, a partire dall’autore stesso dell’iniziativa, ne abbia dato seguito.

Per questo secondo me era necessario ed è quanto avevo suggerito, l’azzeramento di tutti gli incarichi, e nuovi organi pro tempore rappresentativi non eleggibili. Si è scelto invece un passaggio guidato, al quale ho accettato di fare da consulente più per garantire la terzietà delle scelte che per parteciparvi.

Basta chiacchiere, vediamo i fatti: una linea politica chiara e determinata, una piattaforma di comunicazione ed organizzazione nuova, sicura ed accessibile. E soprattutto l’orgoglio della nostra identità, che vanta una sua storia ben distinta dai vari Report e dalle varie Rivoluzioni.

Abbiamo giovani di grandissimo valore, da formare e crescere con progressive responsabilità.

Cicero pro domo sua… ma non credo che rinnovamento sia per forza sinonimo di ringiovanimento: ho conosciuto tanti ragazzi che spesso mi si sono appalesati come politici già vecchi. Ma da subito vanno resi interlocutori politici delle loro realtà: dare loro solo una trasmissione in streaming con cui spiare i vecchi sarebbe solo offendere le loro capacità. Chiedere loro un impegno concreto con cui cambiare il mondo è la vera sfida che possiamo incominciare già.

Commenti   

#3 poetalc 2013-03-25 16:06
Non saprei cosa dire sul tema finanziario del clientelismo bancario a confronto del clientelismo politico , industriale , commerciale ecc. , se non su questo costume lo sperticare ideologico che una volta eletti acquisiscono assoluta garanzia a questo tipo di speculazione che nessuna altra attività da simili soddisfazioni a questi risultati ! Addirittura dal 1938, decreto legge Mussolini che nessuna banca può fallire garantita dalla Banca d'Italia oggi con la BCE , per cui fu cancellata la legge Prodi che gli interessi dei clienti +/- non servivono a coprire i buchi a bilancio. Allora?
Sarebbe l'unica sovranità fianziaria ed economica che sul emissione di obbligazioni può permettersi qualsiasi rischio sul mercato, per cui il governo con le sue Istituzioni sono gli uinici che detengono il primato di programmare rischi e nel tempo qualsiasi investimento anche ad opere pubbliche in attesa che il mercato borsistico tiri per superare la crisi con le S.PA quotate in borsa .
Mentre ai privati viene l'esinato il credito perchè non da garanzie sufficenti ( vedi bassi salari o il lavoro a salario oppure le s.r.l e le S.PA NON QUOTATE in borsa,
Ma, se le azioni sono garantite DAL ACQUISTO E VENDITA dalle associate DELLA Banca d' Italia questo principo viene sottratto ai consumatori ossia ai clienti che dovrebbero beneficiarne, no ad essere allontanati da tale servizio se non hanno GARANZIE SUFFICIENTI POICHè LE BANCHE PRESTANO SOLDI E VOGLIONO RIAVERE SOLDI + GLI INTERESSI PER CONTINUARE LA GESTIONE.
Ma se questo è il principio che sostiene le banche perchè non estenderlo ai privati dove qualcun'ALTRO ci ha provato ( vedi la bolla immobiliare in America , derivati Parmalat e l'aquisto senza fondi del Ambroveneto ecc.) ma se questi non avevano preparazione di tennica finanziaria ma solo politica l'hanno poi trasforamata in truffa , frode o criminalità a politica mafiosa
Se invece avessero operato sui derivati collegandoli correttamente al volume delle azioni " non vendute" sulla medesima garanzia del bilancio della società o SPA quotata in Borsa, più la Banca che vendeva e comprava considerata prima intermediaria , mai avrebbe emesso volumi stratoferici senza garanzia come in America ..
Se invece le banche convezionate in America ma anche in Italia avessero colegiamente emesso obbligazioni a risparmio al interesse semplice o nominale dei mutui sulla rata del ammortamento francese (capitale + interesse composto) le banche avrebbero guadaganto sul tempo del ammortamento più del doppio ad acquisire sul mercato liquidità per concederlo ricapitalizzato al interesse semplice o nominale al investitore che poteva essere lo stesso mutuatario che invece d'investire il 100% sul acquisto della casa, poteva investire una parte in obbligazioni a risparmio per aumentare o diminuire soggettivamente anche a fine ammortamento il valore del suo immobile , che avendone prefissato l'emissione sulle obbligazioni sul capitale preso a prestito la differenza sul maggior 50% poteva essere emesso anche in derivati sulle obbligazioni a risparmio sulla garanzia del mutuo.
Così l' Ambroveneto che al rogito doveva essere presentata la garanzia sulla cifra pattuita ma se non era libera ed esegibile come in tutti gli altri atti a rogito non poteva essere valido il trasferimento proprietà .
E termino col mio progetto alla commissione europea 27. Gennaio 2O13 prima delle ultim elezioni affinchè al di sopra delle parti politiche clientelari di vecchi e giovani proffesionisti in Italia venga considerrata in Europa l'opportunità di finanziare diretamente al INPS minimo 4500 EURO ANNUI i salari in difficoltà a rischio di disoccupazione e indigenza per garantire oltre l'aumento automatico DEI SALARI l' occupazione e le pensioni tramite piccole , medie e grandi imprese in difficoltà anche sulla garanzia dei tesori a beni demaniali
#2 carlo 2013-03-25 11:16
Un articolo intelligente e realistico. Fotografa il trend di molte formazioni politiche che "piazzano" più del solito i loro giovani che non sono altro che marionette dei più "vecchi" che agiscono da dietro. Quindi, prima merito e poi rinnovamento anagrafico, ma soprattutto una nuova mentalità libera dagli "inciuci".
#1 mauriziodecolle 2013-03-24 19:41
L'età anagrafica non è sinonimo di impegno per il bene comune (spesso viene vista proprio dai più giovani come un'opportunità di lavoro ben retribuito, data la carenza di altre occupazioni) ne di capacità di assolvere ruoli istituzionali. Tuttavia il vincolo rimane la democrazia partecipata, da tutti insieme (giovani, donne, e maschi anziani), alla quale affidare il compito delle scelte e del controllo collegiale.

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