Come ho già scritto, nei prossimi mesi voglio dedicare il mio tempo libero a contribuire al rilancio di Italia dei Valori.

In tal senso vorrei proporre che per il futuro Italia dei Valori si strutturi per diventare un partito a democrazia partecipativa.

I modelli di democrazia partecipativa basati su piattaforme “social networking engine”, che funzionano in rete, stanno avendo recentemente una grande popolarità. Il Movimento5Stelle, pur non avendo ancora realizzato un simile modello, si è dotato di una ossatura territoriale basata sulla rete dei “Meetup”, che sostituiscono quelle che un tempo erano le sezioni “fisiche” del movimento/partito.
Una modalità decisamente contemporanea di fare e gestire comunità, legata ai linguaggi e agli strumenti di una società che cambia.
Propongo perciò che il prossimo Congresso straordinario di fine giugno decida di creare una piattaforma di contenuti e iniziative politiche basata su un software “social networking engine” in grado di rilanciare l’attività di Italia dei Valori sul territorio, attraverso:
• un social network riservato a iscritti e simpatizzanti, che consenta loro un ruolo propositivo e auto-organizzato;
• una piattaforma di comunicazione, discussione e condivisione di contenuti;
• un sistema di archiviazione e accesso al patrimonio di documentazione prodotta negli anni da Italia dei Valori;
• una rete di mini-siti potenzialmente capillare, a livello territoriale e tematico, predisposti per la condivisione di contenuti sui social network;
• un sistema che consenta a iscritti e simpatizzanti di creare delle interfaccia in autonomia, a livello di provincia, di comune, o anche di quartiere o di progetto.
In pratica si tratterà di sviluppare tre livelli, di cui uno totalmente autogestito: un livello nazionale, dove confluiscano tutte le notizie di interesse generale, un livello regionale, sul quale discutere di questioni di rilevanza allargata ed un livello locale, che chiunque possa attivare (dal piccolo comune, al quartiere, ma anche ad un tema specifico, come ad esempio un’opera pubblica, una fabbrica inquinante, un sito turistico).
Il progetto è quello del cosiddetto LiquidFeedback”, piattaforma software che è stata sviluppata allo scopo di rendere possibile la gestione delle opinioni all'interno di una comunità.

Il risultato finale sarà che:
  • Chiunque potrà avviare iniziative o presentare proposte da sottoporre a tutti gli iscritti del partito;
  • Chiunque potrà alimentare la discussione e il dibattito sulle varie iniziative/proposte;
  • Chiunque potrà promuovere la modifica delle proposte allo scopo di renderle largamente condivisibili ;
  • Chiunque potrà presentare proposte alternative;
  • Chiunque potrà votare le iniziative/proposte;
  • Chiunque potrà delegare il voto (ad esempio ai propri rappresentanti nazionali o locali);
Il sofware per la gestione di tutte queste attività ha subito nel tempo rilevanti evoluzioni (ed in particolare il ricorso al metodo Schultze) che oggi consentono anche di esprimere preferenze e di trattare con unico voto diverse proposte, concorrenziali e complementari, e perfino di approvare contemporaneamente più proposte.
Un’altra caratteristica di un partito strutturato in questo modo sarebbe la trasparenza interna, poiché tutti gli iscritti al partito possono conoscere le attività degli altri iscritti. Infatti le votazioni sono palesi ed al termine del voto si può sapere come ognuno avrà votato ed allo stesso tempo si potrà sapere chi ha delegato altri al voto. Quest’ultima evidenza permetterà di conoscere se vi sono leadership interne con concentrazione del potere di voto.

Infine si potrà decidere di separare gli iscritti dai simpatizzanti in funzione delle decisioni da prendere, ottenendo con ciò il giudizio del potenziale elettore che potrebbe essere diverso da quello dell’iscritto.

Credo che un partito strutturato in questo modo possa incontrare il favore non solo di coloro che fossero interessati a svolgere direttamente attività politica, ma anche degli elettori che vi troverebbero forme importanti di partecipazione diretta alla vita del Paese.

Commenti   

#2 margaret 2013-03-25 21:24
Gent. Sig. Borghesi
in merito ai regolamenti regionali si potranno modificare agendo dalla base?
attendo sua delucidazione
distinti saluti
m bux
#1 poetalc 2013-03-23 15:41
Egregio Onorevole Antonio Borghesi
mi scuso del ritardo dovuto a complicazioni sul sistema operativo del mio computer per cui ho dovuto farlo ripare dal mio informatico di fiducia, così ho potuto porgli delle domande che speravo di esporre le risposte su questo messaggio invece rispose che è specializato solo sull'istallazione dei programmi e sui problemi eletronici del computer.
Ma sul suo tema proposto condivido appieno la proposta di un nuovo partito IDV a notificare per attendere discussioni anche modificarle a nuove ideee sulle varie proposte locali: comunali, provinciali e regionali ,ma anche su quelle da presentare in parlamento sui maggiori voti raccolti on line.
Ma le domande sono:
- a livello comunale, REGIONALE E PROVINCIALE e PArlamentare quanti voti occorrono per farle prenderle in considerazione ?
- e il voto on line è valido o no, in Italia?
Sul auspicio di una legge sollecitata dal Presidente della Repubblica Napolitano dove tutti i partiti hanno l'obbligo di rispondere sui temi e i quesiti che interessano singolarmente i cittadini dove ovviamente occorre tempo, denaro, mezzi e persone poichè il concetto ideale e politico sarebbe che discusso lo specifico e approvato on line , accontentare il maggior numero di voti sul programma proposto ovviamente senza DIMENTICARE la possibilità d'incontarsi sul territorio in qualche assemblea prima del lancio .
P.S avevo scritto qualche cosa sul Imu dove apporovavo la rettifica della tassa sulla prima casa in base al reddito . Ma l'altro ieri ascoltando La Fornero In TV ho appreso la notizia che, malgrando i tagli , il rigore e le tasse più alte del mondo dalla storia del bilancio sul lavoro pure DEL ULTIMO GOVERNO Prof Monti IL denaro ancora RACCOLTO PER LA POLITICA ECONOMICA IN ITALIA ANCORA non basta!
E TERMINO il 50% dei cittadini lavora per mantenere con le tasse l'altro 5o% in politica

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