In linea con la trasparenza che ho sempre perseguito nella mia attività politica e istituzionale, rendo pubblica la lettera con cui recepisco una richiesta di dimissioni dall'Ufficio di Presidenza. Nonostante sia di tutta evidenza che non fossero dovute, ho preferito, comunque assecondarle in virtù di una sentita esigenza di vita: la serietà.
Cari amici,
Accolgo l'appello di Carlo Costantini " di dimettersi tutti insieme a me dalla carica, in occasione della prossima riunione" dell'Ufficio di Presidenza e, sull'esempio mancato del Presidente Di Pietro, rassegno irrevocabili dimissioni già nel corso della prossima Riunione dell'Ufficio di Presidenza, convocata al termine dell' Esecutivo Nazionale del 10.03 p.v.
A seguito del conseguente azzeramento dell'intera organizzazione amministrativa e tematica - fatto salvo l'incarico della tesoriera essendo statuariamente "amministratore delegato" del Partito- l'esecutivo già Domenica potrà nominare un Collegio nazionale di garanti, che provveda alla gestione quotidiana e all'organizzazione del Congresso (come viene richiesto entro Aprile); potrà poi demandare a questo Collegio la nomina di ulteriori garanti sui territori , che mi permetto di suggerire non dovrebbero essere candidabili a cariche di partito, a tutela della loro terzietà rispetto all'organizzazione del Congresso stesso.
Mi riservo infine un'analisi ultima (anche per chi si occupi del futuro) di quanto sono venuto a conoscenza, sedendo in questi pochi mesi nell'Ufficio di Presidenza: comportamenti inopportuni, e forse anche immorali, che rischiano di ammorbare la gestione politica e amministrativa di Italia dei Valori , affinchè non debba più soffrirne e possa veramente incominciare il nuovo corso auspicato.
Ringrazio quanti mi hanno sostenuto in questo percorso fatto insieme e, come sempre, mi rimetto all' insindacabile interesse del Partito, ma soprattutto alla volontà sovrana di ogni simpatizzante ed iscritto.
Antonio

Commenti   

#13 poetalc 2013-03-08 13:43
Egregio Onorevole Antonio borghesi
è dal 2008 subito dopo la caduta del governo Prodi che nessuno risponde sul mio quesito di semplice cittadino ITALIANO scaraventato in Europa dalla FIRMA A ROMA 1999 sullo STATUTO O COSTITUZIONE europea da parte di tutti GLI ONOREVOLI di quel governo oggi ancora presenti anche se alcuni sembrano buttati fuori dalle ultime elezioni 2013 mah quando mai !! Avendo maturato un doppio quinquennio ad altissime pensioni a più liquidazioni dovranno per forza tornare con altri programmi e disparate alleanze per altri simboli e partiti più cangianti. Quando NEL 2001 Il presidente CIAMPI A CHIEDERE di PRESENTARE PROGETTI non si riferiva per i partiti e la loro politica ma per i cittadini sulla LOTTA contro la Povertà per cui il primo e unico progetto fu il mio NEL 2005 a finanziare al INPS gli svalutati salari sui prezzi al consumo tramite piccole, medie e grandi imprese in difficoltà.
Comunque in Italia sulla solidarietà ai partiti sembra ancor oggi un argomento che non interessa a nessuno
PER CUI ai punti del quesito migliore sul futuro DI PIETRO e del IDV. ho risposto POCHI MINUTI FA agli Onorevoli Rota e Messina . Salvando la carica del tesoriere On. Borghesi
#12 Darione56 2013-03-08 11:27
Sono d’accordo con voi, è inutile dibattere e perdere tempo con valutazioni sulla fine politica del Sig. Borghesi. E’ meglio guardare avanti.
A questo punto, cercherò di porre delle domande in modo preciso sperando di poter aprire con il Sig. Borghesi e gli altri partecipanti al forum un dibattito, che mi auguro possa consentire a tutti noi di poter avere un orizzonte politico un po’ piu ampio di quello che abbiamo avuto sino ad adesso:
1. Queste dimissioni di massa da parte degli organi dirigenti di IDV a cosa sono finalizzate? Rinnovare veramente gli organi dirigenti oppure far finta di rinnovarsi con gli stessi soggetti che ci hanno portato a questo disastro come mi sembra di intuire? Come si vuole selezionare la nuova classe dirigente che dovrà far rinascere il “morto che cammina” di nome IDV?
2. A chi sono imputabili le responsabilità politiche delle scelte che hanno portato questo risultato? Ricordo che in questa tornata bastava stare fermi, portare avanti il patto di Vasto con PD e SEL e portarci a casa la nostra rappresentanza in Parlamento. Qualcuno, si è messo a rincorrere Grillo, ha cominciato a polemizzare con Napolitano, ha creato il nuovo fenomeno della politica Ingroia e questi sono i risultati. Lasciamo stare la gestione Report e Maruccio perché è come sparare sull’ambulanza.
Stavolta, era veramente difficile farsi del male, ci siete riusciti. A proposito, se è lecito chiedere, dov’era il Sig. Borghesi e gli altri dirigenti del partito quando Di Pietro stava partendo in direzione del pianeta Marte passando prima dalla Luna?
3. Il partito ha veramente intenzione di liberarsi del fardello “manettaro” e giustizialista di questi ultimi anni oppure continuiamo su questa strada? Forse, dopo tanti anni in cui lo si dichiara, è arrivato il momento di togliere dal logo il nome DI PIETRO?
4. A proposito di serietà che viene tanto menzionata su questo sito, come la mettiamo con il PM Ingroia che dopo questo brillante risultato ha dichiarato bellamente che continuerà a fare politica senza dimettersi dalla Magistratura? Non esiste un conflitto di interessi? O esiste solo per Berlusconi? Pensiamo veramente che la gente non ci arrivi nel capire che non possiamo usare due pesi e due misure? Il progetto di Rivoluzione Civile verrà abbandonato definitivamente da IDV? Oppure ci trasferiamo anche tutti noi in Guatemala con Ingroia dopo che andremo (probabilmente ci siamo già adesso) a percentuali da prefisso telefonico?
5. E’ lecito prendere anche in considerazione l’ipotesi di sciogliere il partito se dovesse emergere dal dibattito congressuale che l’attuale apparato dirigente, come risulterà molto probabile, non vuole farsi da parte?
Questi sono solo degli spunti iniziali, attendo risposte da parte del Sig. Borghesi (che probabilmente non arriveranno) e da tutti i partecipanti del forum.
Spero che qualcuno non si offenda se vengono poste delle domande, non vorrei essere tacciato di buttare acredine.
Dario
#11 poetalc 2013-03-07 22:25
Egregio Onorevole Antonio Borghesi, arrivo in ritardo dove altri hanno già spezzato lance sul pensiero del Darione , che vuole giustificare il crollo del IDV PER Lei Onorevole a Verona docente al Università che ha provocato il Sindaco Tosi di candidarsi oppure per Ingroia o per l' alleanza con Bersani o per di Pietro accusato da Berlusconi di utilizzare i soldi del partito nel arricchirsi anche tramite immobili personali, 59 milioni di euro in 5 anni?
Comunque lei , Onorevole come Tesoriere delegato se l'on Di Pietro volesse querelare per diffamazione l' imbonitore politico più ricco della terra, dovrebbe essere il testimone chiave sul risarcimento danni a Di Pietro e del partito IDV .
Anche perchè come unico relatore in parlamento su alcune cose importanti altre no , è stato segnalato come il parlamentare tra i più produttivi sui lavori alle camere dove non può essere tacciato di assenteismo né seguire il gregge a voti contrari suoi disegni legge.
Semmai oggi chi sulla caduta la denigra , ieri ci cospirava o sperava per invidia , gelosia sulla maggior intelligenza ecct

Ma a differenza di Platone, fiero della propria grecità, come l'illustre allievo semimacedone Aristotele, Diogene si era proclamato cittadino del mondo e parlava di uguaglianza delle genti. Disprezzò la scienza, considerandola vanità ed in questo tradì Socrate più di ogni altro, giacchè per il razionalismo socratico, che pure aveva snobbato Anassagora, lo studio etico era pur sempre scienza.
Ma oggi se consuderiamo in particolare l'art 67 della Costituzione dove ogni onorevole giura di rispettare pure il diritto di dissociarsi dal partito e dal programma se non è consono al interesse superiore della Nazione , oggi sembra prometterci l'ingovernabilità al Senato 124 di Bersani, 20 di Monti, 117 di Berlusconi e 54 di Grillo + 9 senatori da estero= 324 per la maggioranza 2/3 = 216 SOLO CON L'ACCORDO dx 117 + sx 124 = 241 ALTRIMENTI Grillo 54 + 20 MONTI + 9 SENATORI DAL ESTERO = 83 CHE SOMMATI A BERLUSCONI 117 =200 NON ARRRIVANO ALLA MAGGIORANZA NEPPURE CON BERSANI 124 + 83=207 PER PASSARE una legge!

In italiano il termine maggioranza è utilizzato per designare sia un sottoinsieme di un gruppo che contiene più della metà degli elementi del gruppo stesso, sia il maggiore sottoinsieme di un gruppo, ossia quello più numeroso risultante dalla sua partizione, sebbene non necessariamente comprendente più della metà degli elementi. Invece, la lingua inglese, soprattutto nella varietà americana, distingue i due significati, utilizzando il termine majority solo per il primo e il termine plurality per il secondo (i due termini sono sovente usati come sinonimi nell'inglese britannico, con entrambi i significati).
Per illustrare la differenza tra i due concetti, si immagini un gruppo di 40 persone di diverse nazionalità: 15 francesi, 10 messicani, 9 giapponesi e 6 italiani. In questo gruppo la maggioranza, nel senso dell'inglese americano majority, consiste in più della metà del numero totale delle persone, cioè almeno 21 (ad esempio, il sottoinsieme costituito dagli europei: 15 francesi e 6 italiani), mentre i francesi da soli sono una maggioranza in italiano, essendo il sottoinsieme più numeroso, ma una plurality in inglese americano, essendo meno di 21.
Si noti che dire "più della metà" non equivale a dire, come si fa sovente, "la metà più uno" o "cinquanta percento più uno": se il numero dei membri del gruppo è pari, le due espressioni sono equivalenti, non lo sono, invece, se il numero è dispari (in un'ipotetica assemblea di 51 votanti la metà è 25,5, ma 26 voti rappresentano già la maggioranza, mentre la metà più uno è pari a 26,5 voti, sicché per raggiungerla sono necessari almeno 27 voti). Altro errore è considerare "più della metà" equivalente al 51% o al 50,1% dei membri.
Prende il nome di minoranza un sottoinsieme di un gruppo che non costituisce maggioranza, in nessuno dei due significati sopra illustrati.
nb
Nb: ! NON PUÒ ESISTERE 1 VOTO ½ O AL 50% Bensì voti che superano il 51% ossia il 52%

SUL Principio di maggioranza
in base al quale, nell'assunzione di una decisione da parte di un gruppo, prevale l'opzione che ha raccolto la maggioranza di consensi, è uno dei capisaldi della democrazia rappresentativa e di alcune forme della democrazia diretta, anche se, come fa notare Norberto Bobbio, non sono solo i sistemi democratici ad utilizzarlo e, di converso, anche nei sistemi democratici non tutte le decisioni collettive vengono prese in questo modo.
Il principio di maggioranza è adottato da collegi di ogni tipo, comprese le assemblee parlamentari, e per l'elezione di rappresentanti o l'assunzione diretta di decisioni da parte del corpo elettorale o di altre collettività (ad esempio, i membri di un'associazione). In tutti questi casi, secondo il criterio adottato delle norme che regolano la votazione o l'elezione per stabilire quando la proposta risulta approvata o il canditato eletto, si possono avere diversi tipi di maggioranza: relativa, semplice, assoluta o qualificata. Al riguardo, va evidenziato che la terminologia presenta delle oscillazioni, per cui è possibile trovare in certi testi "maggioranza semplice" e "maggioranza relativa" usati come sinonimi o, addirittura, con significato invertito rispetto a quello qui esposto, così come "maggioranza qualificata" usato in senso più ampio, ricomprendendovi anche la maggioranza assoluta.
Maggioranza relativa
Un'opzione consegue la maggioranza relativa se ottiene un numero di voti superiore a quelli ottenuti da ciascun'altra opzione nella stessa votazione. La maggioranza relativa, che corrisponde al già ricordato concetto di plurality nell'accezione inglese americana, non garantisce che il numero dei favorevoli all'opzione sia superiore a quello degli sfavorevoli, a meno che le opzioni siano soltanto due (nel qual caso, come si vedrà, equivale però alla maggioranza semplice). Si immagini un comitato di 12 membri, che deve scegliere fra tre opzioni: A, B e C; se A riporta 5 voti, B ne riporta 4 e C ne riporta 3, A ha conseguito la maggioranza relativa ma i favorevoli ad essa (5) sono in numero inferiore agli sfavorevoli (4+3=7).
Di solito, quando si deve assumere una decisione, non si vota simultaneamente sulle varie proposte, ma singolarmente su ciascuna di esse, esprimendosi favorevolmente o sfavorevolmente, sicché la votazione è tra due alternative; in questi casi, la maggioranza relativa non si distingue dalla maggioranza semplice (si pensi all'esempio fatto sopra: se si pone ai voti la sola opzione A, riceverà 5 voti a favore e 7 contro, i quali ultimi rappresentano tanto la maggioranza relativa quanto quella semplice). Tipici esempi di votazione su più di due opzioni, nella quale è richiesta la maggioranza relativa, sono le elezioni nell'ambito di collegi elettorali uninominali dove risulta eletto il canditato che ha riportato più voti, come quelle per la Camera dei comuni del Regno Unito e per la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.
In certi casi è previsto che si voti simultanemente su tutte le opzioni (primo turno) e che, se nessuna ha ottenuto la maggioranza semplice, si proceda ad una seconda votazione (secondo turno o ballottaggio) tra quelle che hanno ottenuto più voti (di solito le prime due) o hanno conseguito una certa frazione di voti sul totale (ad esempio, 1/8); per il secondo turno è richiesta la sola maggioranza relativa. Una soluzione del genere è, ad esempio, utilizzata per l'elezione dei deputati dell'Assemblea nazionale francese nell'ambito di collegi uninominali.
Maggioranza semplice
Un'opzione consegue la maggioranza semplice se ottiene un numero di voti superiore alla metà del numero totale di votanti. Detto in altri termini, la maggioranza semplice è conseguita dall'opzione che raggiunge un quorum funzionale fissato in più della metà dei votanti. Se le opzioni su cui si vota sono solo due, quella che ottiene più voti ne avrà senz'altro più della metà, sicché maggioranza semplice e relativa coincidono.
La maggioranza semplice garantisce che, tra quelli che hanno votato, i favorevoli all'opzione sono in numero maggiore degli sfavorevoli, ma non garantisce che lo stesso accada qualora si prendano in considerazione tutti quelli che avevavo diritto al voto, se alcuni di loro non l'hanno esercitato. Ritornando al comitato di 12 membri del nostro esempio, se hanno votato solo 8, la maggioranza semplice è pari a 5 voti; ove raggiunta, si ha la garanzia che i voti favorevoli sono superiori agli sfavorevoli (8-5=3) ma non si può escludere che anche i 4 non votanti sarebbero stati contrari, nel qual caso il loro numero complessivo (3+4=7) supererebbe quello dei voti a favore.
NB.! 8 voti a favore su 12 già coprono gli astenuti e i non presenti = 66% dove arrotandolo a 8 favorevoli si possono cancellare i ballottaggi successivi
Ma se Coloro che non hanno esercitano il diritto al voto non contano ai fini della maggioranza semplice ed, anzi, fanno abbassare il quorum funzionale, agevolando il suo raggiungimento. Va però tenuto presente che spesso si richiede non solo il raggiungimento della maggioranza semplice ma anche che abbia votato almeno una certa quota degli aventi diritto (il cosiddetto quorum strutturale, comunemente noto come numero legale), ad esempio la metà. Inoltre, diversi possono essere i criteri usati per stabilire chi è considerato votante ed entra, quindi, nel calcolo del quorum funzionale. Si pensi al caso degli astenuti, che sono presenti al momento del voto ma non esprimono lo stesso: se li si considera non votanti (come fa l'art. 48 del Regolamento della Camera dei deputati italiana) l'astensione, abbassando il quorum funzionale, agevola il suo raggiungimento; al contrario, se gli astenuti sono considerati votanti (come fa l'art. 107 del Regolamento del Senato della Repubblica italiano) l'astensione non fa abbassare il quorum funzionale; nel primo caso si richiede la maggioranza dei votanti (in senso stretto), nel secondo la maggioranza dei presenti.
Il requisito della maggioranza semplice, unito a quello del quorum strutturale, è solitamente utilizzato nelle assemblee parlamentari per le deliberazioni ordinarie: si pensi all'art. 64, comma 3º, della Costituzione italiana secondo il quale "Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale".
Maggioranza assoluta
Un'opzione consegue la maggioranza assoluta se ottiene un numero di voti superiore alla metà del numero totale degli aventi diritto al voto. Detto in altri termini, la maggioranza assoluta è conseguita dall'opzione che raggiunge un quorum funzionale fissato in più della metà degli aventi diritto al voto. Se tutti coloro che avevano diritto al voto lo hanno esercitato, maggioranza semplice e assoluta coincidono.
La maggioranza assoluta garantisce che i favorevoli all'opzione sono più degli sfavorevoli, qualsiasi sia il numero degli aventi diritto che ha votato. Riprendendo l'esempio del comitato di 12 membri, la maggioranza assoluta è pari a 7 voti, quindi, se un'opzione la raggiunge, si ha la certezza che il numero dei contrari (al massimo 12-7=5) è inferiore al numero dei favorevoli, anche se alcuni di loro non hanno votato. In effetti, se è richiesta la maggioranza assoluta, coloro che non hanno espresso il voto sono di fatto equiparati a coloro che hanno espresso voto contrario e per raggiungerla è comunque necessario che abbia votato almeno la metà degli aventi diritto, il che rende inutile il requisito del quorum strutturale.
La maggioranza assoluta è evidentemente più difficile da raggiungere rispetto a quella semplice e la difficoltà aumenta all'aumentare del numero degli aventi diritto al voto. Ciò spiega perché, quando il numero dei membri è elevato, come avviene di solito nelle assemblee parlamentari, si preferisce ricorrere alla maggioranza semplice per le deliberazioni ordinarie, riservando la maggioranza assoluta a casi specifici, in cui si vota su questioni o si eleggono titolari di uffici di particolare rilievo. Ad esempio, la Costituzione italiana, che come si è visto richiede in via ordinaria la maggioranza semplice per le deliberazioni parlamentari, prescrive però la maggioranza assoluta per l'approvazione dei regolamenti parlamentari (art. 64, 1º comma), per la dichiarazione d'urgenza di una legge (art. 73, 2º comma), per l'elezione del Presidente della Repubblica dal quarto scrutinio in poi (art. 83, 3º comma) e per la sua messa in stato d'accusa (art. 90, 2º comma), per l'approvazione delle leggi che attribuiscono ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni a statuto ordinario (art. 116, 3º comma) e per l'approvazione delle leggi costituzionali (art. 138, 1º comma).
E FINENDO SU QUESTO esempio etico DI SCIENZA MATEMATICA QUALE DIOGENE ha oggi IL LUME DI TROVARE un uomo che parli e voti un ALTRO uomo che parli solo per l' interesse DEL SUO PAESE e dei più deboli ? SENZA MANDARLI ancora A VOTARE!
E PREGO TUTTI i vecchi + i nuovi eletti AL PARLAMENTO E AL SENATO DI INTERESSARSI in Europa il 14 marzo solamente sulla Risoluzione Europa 7 luglio 2011 a sostegno di 23 milioni economicamente attivi a rischio di disoccupazione e indigenza di cui 8 milioni e più in Italia dal 2001 non arrivano alla fine del mese sul mio progetto di risanamento globale in eurobbligazioni . DOVE in molto di PIÙ ci SPERO
#10 angelo bonaldi 2013-03-07 21:31
Egregio onorevole,
non risponda a questi miseri provocatori. chi non La gradisce, se no trovi un altro. per il resto parliamo di quello che fatto durante la Sua vita parlamentare e su questo ci può essere un confronto di idee. per il rsto è solo una misera provocazione.
#9 Antonio Borghesi 2013-03-07 21:06
La sua replica, alla quale non risponderò oltre, è la migliore dimostrazione della sua acredine nei mie confronti. Lei continua a trincerarsi dietro l'anonimato e questo è la peggiore delle nefandezze.
#8 Darione56 2013-03-07 18:57
Sig. Borghesi, nessuna acredine personale, anzi mi scuso nuovamente davanti a tutto il forum se ho toccato la sensibilità di qualcuno ed in particolar modo la sua.
La mia vuole solo essere una cruda ma concreta analisi relativamente alla conclusione della sua brillante carriera politica. Lei è sicuramente consapevole che se la sua persona fosse messa veramente ai “voti”, non riuscirebbe a farsi eleggere neanche amministratore della sua scala condominiale altro che onorevole o parlamentare.
Siccome credo che il partito di idv e comunque tutti i partiti politici necessitano di nuova linfa che, visti i recenti pessimi risultati, non può certamente partire da lei, la invito a riflettere prima di dichiarazioni come quelle che ho visto sul forum relativamente ad una sua volontà di rinnovamento ed innovazione di idv come se nulla fosse successo o accaduto. Se le sue dimissioni vanno nella direzione del disimpegno dal partito penso che si trova sulla strada giusta, diversamente sarà travolto dagli eventi dei prossimi mesi.
Grazie ancora per la sua cortese considerazione e ospitalità su questo blog, il mio vuole semplicemente rappresentare un dibattitto ed un pungolo di discussione.
Dario
#7 Antonio Borghesi 2013-03-07 17:47
Caro Darione56,
Lei esprime dei giudizi con tanta acredine, che è lecito pensare che abbia qualche motivo di astio personale. Naturalmente Le é facile poiché si nasconde dietro l'anno imatio. Allora io la sfido: mi mandi una mail privata all'indirizzo e si faccia riconoscere. Sarò lieto di incontrarLa per dimostrarLe il mio lavoro di questi anni anche per Verona.
#6 Darione56 2013-03-07 17:24
Sig. Borghesi, sono un simpatizzante del partito di Italia dei Valori e del suo leader Antonio Di Pietro oramai da qualche anno.
Le sue dimissioni mi fanno riflettere e mi scusi, anche un po’ ridere.
A me sembrano dimissioni dal nulla, in quanto non esiste più nulla da cui dimettersi se il riferimento è idv.
Il partito è morto, il suo presidente si è ammanettato da solo politicamente parlando.
A Verona, penso nessuno si accorga che lei non è più parlamentare e quei pochi che lo ricordano si dimenticheranno velocemente dei suoi trascorsi. Mi sembra che per la città di Verona nulla abbia portato a casa in termini concreti e pratici.
Qualche mese or sono, ho seguito con grande simpatia ed interesse la sua “discesa in campo”, relativamente alle primarie del Comune di Verona per la scelta del candidato da contrapporre nella sfida “impossibile” contro il Sindaco Tosi.
Al tempo, sono letteralmente sobbalzato sulla sedia alla vista dei giornali leggendo le sue dichiarazioni in cui cerca di spiegare il pessimo risultato da lei ottenuto e purtroppo, che ha riguardato anche il partito. Sinceramente mi ha fatto tenerezza e mi consenta, anche un po’ pena.
Di fatto, veniva smentito e sminuito da un vice segretario provinciale che forse, rappresentava se stesso o poco più. E’ una condizione ed una situazione che avrebbe dovuto farla riflettere prima di candidarsi a queste politiche con questa novità rappresentata da “Rivoluzione Civile”.
Mi permetto di porle alcune riflessioni personali, che se ritiene opportuno, può tranquillamente prendere come consigli di un amico.
E’ persona troppo intelligente e qualificata per non sapere, e non aver capito da parecchio tempo, che il suo peso politico in città è molto vicino allo zero. Quello del partito, purtroppo anche per suo merito, è di poco sopra.
Non so se questa sua candidatura sia stata imposta dal leader del partito oppure, sia nata veramente da un suo libero pensiero convinto di poter attrarre sulla sua persona del consenso di tipo politico. La politica è qualcosa di diverso dal chiudersi intere settimane dentro Palazzo Montecitorio e produrre emendamenti e disegni di legge che non servono e non serviranno a nessuno se non a fare qualche comparsata da qualche parte.
Le consiglio, e questo è veramente un consiglio da amico, lasci stare la possibilità di riprendere un impegno politico con idv o qualche altro cadavere politico che nascerà sulle ceneri del partito. Eviterà ulteriori pessime figure ed un risultato molto inferiore in termini percentuali a quello che ha già ottenuto. Eviterà inoltre, un inutile dispendio di energie soprattutto economiche che in tempo di crisi, non fanno fare bella figura.
Forse un suo ritorno dietro la scrivania all’università è molto più conveniente, il tutto sarà condito da un lauto assegno come ex parlamentare.
Forse è il caso che non si renda ridicolo di fronte alla città e che chiuda molto velocemente questo incidente di percorso. Ritengo, ma questo lo sa anche lei, che la sua carriera politica è anzitempo conclusa. Poteva chiudersi meglio, ma la fortuna non può sempre risolvere tutto.
Spero che questa lettura, in certi passaggi molto cruda ma mi creda, estremamente realista, non l’abbia offesa, posso garantirle che non era nel mio intento ed in tal caso, mi permetta di porgerle le mie scuse.
Cordialmente.
Dario
#5 Spigai 2013-03-07 09:58
I momento è difficile per Italia dei Valori, che ha partecipato a scelte sbagliate sia nel tipo di coalizione "eterogenea", sia nella scelta dei candidati "immagine" da presentare agli elettori: primo tra tutti Ingroia.
Avendo comunque nei mio piccolo cercato di contribuire all'esistenza di tale rappresentativa in parlamento, sperando fino all'ultimo che si raggiungesse la soglia ragionevole per entrare in Parlamento, mi sento di contestare questa aria di smobilitazione.
Italia dei Valori, come nei loro settori i Verdi, i Radicali ed altri, sono stae tra le uniche forze politiche che hanno fatto in Italia opposizione e battaglie di principio. Essere un po' più lontaani degli altri da poltrone e C.d.A. ha preservato molti esposnenti da cadere tra le braccia di facili sirene di potere e carriere.
Non mi pare il caso di buttare il bambino con l'acqua sporca. Spero il Vs. congresso vi consenta di risistemare gli ingranaggi inceppati, scrollarvi di dosso problemi di potere e ripartire, con serietà e ragionevolezza, ancor più oggi che un vento di protesta "a priori" sta attraversando il Paese.
Buon lavoro Onorevole.
#4 Fagone 2013-03-07 07:14
Egregio Onorevole,
tutta la mia solidarietà!!! La ringrazio, anche a nome degli italiani onesti, per tutto ciò che ha fatto. Mi dispiace, comunque. Saluti cordiali.

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