La più brutta campagna elettorale del dopoguerra è finita ed ora non resta che attenderne l’esito. “Ho accettato questa candidatura per testimoniare il lavoro svolto alla Camera, del Gruppo di Italia dei Valori di cui sono molto orgoglioso. Siamo stati l’unica opposizione in questi ultimi anni ai Governi che hanno dilaniato l’economia di questo paese: la politica è anche buona, al di là degli scoop più o meno giornalistici.”
Ho passato questo mese in giro sul territorio in cui ero candidato (Veneto ed Emilia Romagna). Ho incontrato tanti cittadini elettori ma anche tanti iscritti di Italia dei Valori. Tutti molto arrabbiati chi per un verso chi per l’altro. I primi perché non ne possono più di una politica in cui non si ritrovano che si è preoccupata più di salvare i privilegi di casta che i crescenti bisogni della gente. I secondi arrabbiati per le scelte di un partito di cui non hanno compreso le mosse nell’ultimo anno con decisioni che sono apparse verticistiche e che li hanno esclusi spesso non solo da una loro adeguata consultazione ma anche dalla semplice informazione su ciò che stava avvenendo.
Qualunque sia il risultato elettorale, dalla prossima settimana sento il dovere di dedicarmi ad Italia dei Valori, il partito che ho contribuito a costruire fin dall’inizio ed al quale ho dato 12 anni della mia vita, con entusiasmo, con idealismo e con spirito di servizio.
Da Italia dei Valori ho avuto molto perché mi ha permesso di fare un’esperienza esaltante nel massimo osservatorio politico, che è il Parlamento. Un partito al quale ho anche dato tutto me stesso sia in termini propositivi che in termini di servizio attivo: non a caso il sito Openpolis, che monitora il lavoro parlamentare, mi ha collocato per quasi tutto il periodo di osservazione al primo posto per produttività tra i 630 deputati.


Il partito negli ultimi anni ha conosciuto sia frequenti cambiamenti di linea politica, che l’hanno portato lontano dalle indicazioni del Congresso Nazionale di Roma del 2010, sia vicende giudiziarie e scandali giornalistici che ne hanno fortemente compromesso la credibilità presso gli elettori e gli iscritti.


Con l’assemblea nazionale del 15 dicembre 2012 si è aperta la fase congressuale, che attraverso i congressi locali, dovrebbe condurre al congresso nazionale da tenersi nel prossimo settembre durante il tradizionale incontro di Vasto. La fase congressuale dovrà essere un momento di profonda riflessione interna, ma con occhio ben indirizzato all’esterno, per guardare al nostro passato e pensare al nostro futuro.


Sono convinto che anche per il futuro l’Italia abbia bisogno di un partito come Italia dei Valori, che sappia interpretare quei bisogni di legalità, di giustizia, di rinnovamento della classe politica e del Paese.


Ci sono tutte le condizioni per un rilancio di Italia dei Valori e vi sono anche ingenti risorse che permettono di farlo. Il partito è patrimonio di tutti coloro che in questi anni ci hanno messo la faccia, specie di coloro che tanto hanno dato senza mai chiedere nulla, sulle strade e nelle piazze di tutto il Paese. Certo deve essere un partito diverso e rinnovato e voglio qui anticipare alcune delle proposte che voglio presentare ai nostri iscritti e simpatizzanti.

  1. Riposizionamento. Italia dei Valori è nato come partito post-ideologico saldamente ancorato alla famiglia politica dei liberal-democratici e riformisti europei. Questa è la nostra naturale posizione che anche uno studio, commissionato un anno fa ad un noto studioso di flussi elettorali, ha confermato, ma quello studio è stato successivamente disatteso. Dobbiamo ora commissionare in tempi brevi una nuova indagine che ci consenta anche di capire perché chi ci ha votato in passato non ci vota più. . Il Congresso questa volta dovrà essere un congresso a tesi. Ciò significa, in altri termini, che in quella sede si dovrà discutere finalmente di politica e dovrà essere la base degli iscritti a decidere, democraticamente, tra tesi contrapposte.

  2. Spersonalizzazione. Il nome di Antonio Di Pietro nel simbolo, che per molto tempo ci è stato d’aiuto nel raccogliere il voto di opinione oggi, per vari motivi, il primo dei quali è l’affievolirsi nel tempo della sua associazione a Mani Pulite ( molti giovani non erano allora ancora nati), può lasciare spazio ad un partito più maturo e consapevole di trovare nei propri “valori” e nel proprio programma di governo la capacità di convincere gli elettori di essere in grado di rappresentarli nelle loro istanze.

  3. Vita interna. L’attuale statuto colloca ogni potere nel Presidente e nell’Ufficio di presidenza, in larga parte nominato dal Presidente. Al congresso di Roma del 2010 proposi due mozioni mai discusse né votate che vanno nel senso della democratizzazione interna del partito. La prima di esse considerava necessario che la maggioranza dei componenti dell’Ufficio di Presidenza fosse eletta dal Congresso. La seconda considerava inaccettabile che lo Statuto potesse essere modificato a suo piacimento dall’Ufficio di Presidenza e perciò proponeva che le modifiche statutarie fossero di competenza del congresso o di un organo vasto come l’Esecutivo nazionale. In tal senso lo Statuto deve essere modificato in modo da rendere le nuove norme operative già con il prossimo congresso di Vasto.

  4. Organizzazione. In questi anni l’organizzazione è stata molto centralistica e non ha dato spazio adeguato alle sedi locali che devono diventare protagoniste della riscossa di Italia dei Valori. Per questo è richiesta un’organizzazione più decentrata, capace tuttavia di offrire centralmente ad eletti ed iscritti servizi per poter svolgere in modo appropriato la loro funzione (penso in particolare ai consiglieri comunali lasciati troppo soli ad affrontare colleghi ben più preparati).

  5. Limite ai mandati. La politica non deve diventare mestiere. Con una terza mozione nel 2010 chiedevo che fosse posto un limite ai mandati parlamentari. Tale principio deve valere per tutti e dovrebbe essere contenuto nello Statuto.

  6. Codice etico degli eletti. Deve trattarsi di un vero e proprio contratto da stipulare con i candidati i quali si devono obbligare, oltre a comportamenti etici, a rendicontare ogni tre mesi alla sede nazionale l’utilizzo di denaro pubblico ricevuto in relazione al mandato, allegando copia della documentazione delle spese. Tali rendicontazioni devono essere messe on line sul sito di Italia dei Valori.

  7. Candidature. Per ogni elezione deve essere creato un Comitato di garanti, fatto di perone specchiate e non candidate, al quale vanno fatte pervenire le candidature. Il comitato le vaglierà secondo criteri meritocratici e predisporrà una lista di eleggibili che dovrà essere inviata alle sedi locali interessate, affinché diano la loro proposta in merito. Le candidature così predisposte dovranno essere poi messe on line per raccogliere tutte le eventuali osservazioni di chiunque e sulla scorta di esse, una volta verificate, il Comitato stilerà le liste definitive.

  8. Risorse. Il partito ha una consistente dotazione di risorse che possono essere attivate per il rilancio di Italia dei Valori. Sono risorse che appartengono a tutti coloro che in questi anni hanno contribuito all’attività del partito sul territorio. Una parte di esse deve essere fatta affluire alle sedi locali per essere destinata ad iniziative sul territorio capaci di coinvolgere i cittadini. Tale coinvolgimento deve diventare il criterio per l’assegnazione delle risorse.

  9. Trasparenza. Deve diventare la parola d’ordine per tutta l’attività del partito. In tal senso tutte le spese devono essere consultabili on line nel sito dell’organizzazione, unitamente alla documentazione di supporto.
Mi batterò con tutte le mie forze perché dalla prossima settimana queste siano le linee guida da seguire nella fase congressuale di Italia dei Valori. Sono pronto ad integrarle con tutte le proposte ed osservazioni che mi vorrete far pervenire.

Commenti   

#2 poetalc 2013-02-26 09:54
Egregio Onorevole ANTONIO BORGHESI,
oggi 26 febbraio 2013 ho letto sul quotidiano L' Arena che associarsi con Ingroia non ha portato fortuna ad essere eletto in Senato, malgrado 12 anni di sua presente e assidua partecipazione ai lavori della Camera dei deputati, ma non volendo giudicare la sconfitta per l'ultimo giudice al IDV coi miei commenti sul suo Blog che ringrazio di avermi permesso non solo l'inserimento , ma addirittura l'invito a metterci " IL Primo commento" CON QUEST'ULTIMO SONO io INVITARLA come semplice cittadino italiano ed europeo SE CON LA SUA ESPERIENZA MATURATA IN TANTI ANNI IN PARLAMENTO E REGIONE può aiutarmi a perfezionare NEL SOLLECITARE RISPOSTA dalla commissione Europea SUL ultimo mio progetto globale DI personale PETIZIONE e DENUNCIA 27 Gennaio 2013 per la Risoluzione EUROPA 7 luglio 2011 dopo le elezioni 2013, un progetto in Eurobbligazioni pluriennali sistemico e coeso che valga per tutti gli stati, 23 milioni di economicamente attivi a rischio di disoccupazione e indigenza.
E termino ringraziando La sul primo ideale sacro e antico di dedicarsi alla politica per aiutare i più deboli a sorreggersi in democrazia . Oggi sul economia politica di tutti i PARTITI in ITALIA
Cordiali saluti DAL QUARTIERE Saval-
poetalc VERONA
cell +39 3287562812
#1 poetalc 2013-02-24 17:17
Egregio Onorevole ATONIo Borghesi,
oggi vorrei dire tante cose sulla vigilia del ultimo giorno elettorale ma come ben sa 2 giorni non bastono coprire nel prossimo quinquennio lo schifo politico economico del primo decennio , ma come Toti eroe della I^ guerra ho voluto lanciare la mia ultima stampella al Europa sulla Risoluzione 7 luglio 2011 per un progetto globale di risanamento finanziario , diminuire l'inflazione al lavoratore, aumentargli l'occupazione, aumentargli i consumi, garantirgli il rialzo della pensione ai bassi salari +incentivare l'investimento delle fabbriche estere in Italia etc Solo a ridurre il cuneo fiscale 60% più alto del mondo direttamente al INPS sul investimento in eurobbligazioni 4500 euro annui per ogni lavoratore a X milioni di piccole, medie e grandi aziende in difficoltà ad assumere e aumentare i bassi salari di 300 a 900 euro mensili
E MI IMPEGNO DI SOLLECITARE LA COMMISSIONE DI RISPONDERMI al più presto DOPO LE ELEZIONI 2013 anche in GERMANIA anche perchè QUESTO È IL MIO ULTIMO ATTO che lancio a tutti i Presidenti di partito e a tutta la loro politica economica in Italia

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