Il governo Monti noto più come governo delle banche che tecnico, ha da subito favorito il sistema finanziario con più interventi, da cui anche il Monte dei Paschi di Siena ha naturalmente tratto vantaggio.

La prima di queste misure, adottata nel decreto cosiddetto Salva Italia, ha riguardato la garanzia generale dello Stato alle obbligazioni emesse dalle banche; la seconda ha riguardato poi la modifica dei cosidddetti Tremonti bond, già previsti dal Governo Berlusconi, e per i quali sono state previste nuove modalità di emissione (chiamati ora per questo Monti bond).

Un’ ulteriore iniziativa a tutela della banche è stata la non estensione della nuova tassa sulle transazioni finanzarie, la cosidetta Tobin tax, ai derivati con il risultato di favorire le banche che sono i maggiori soggetti che effettuano questo tipo di transazione.

Il governo ha sempre sostenuto che detti impegni fossero riferiti a precise direttive comunitarie emanate allo scopo di ridurre il rischio di default delle banche a causa della crisi finanziaria; appare evidente che nel caso in questione siamo in presenza non tanto di rischio dovuto alla crisi finanzairia mondiale, quanto alla vera e propria mala gestio da parte degli amministratori dovuta a specifici fatti, quali l’acquisizione della Banca Antonveneta e possibili illeciti nella gestione delle risorse finanziarie.

Ne consegue che il governo ha impropriamente utilizzato le disposizioni comunitarie per coprire comportamenti della banca che nulla hanno a che vedere con la crisi finanziaria mondiale.

Il governo italiano ha dato la garanzia dello Stato alle obbligazioni del Monte dei Paschi e sta per sottoscrivere un Monti bond da 3,9 mld di euro e dunque, come prassi di qualunque sottoscrittore, ha il dovere di procedere alla cosiddetta due diligence, cioè l’attività finalizzata a raccogliere e valutare le informazioni fornite dall’emittente, al fine di decidere in modo consapevole la sottoscrizione dell’operazione ed le sue clausole contrattuali.

Oggi il Ministro Grilli risponderà in Commissione Finanze: queste le questioni che ritengo porgli.

  1. Chiediamo di sapere se il processo di due diligence abbia avuto luogo, con quali modalità sia stato svolto e quali risultanze abbia dato. In particolare circa l’adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica del Monte dei Paschi, e le condizioni del contratto medesimo.
  2. Il governo ha deciso di sostituire alla pari il vecchio Tremonti bond da 1,9 mld di euro con il nuovo Monti bond in corso di emissione.E’ di tutta evidenza che lo scambio alla pari sia assai conveniente per il Monte dei Paschi considerato che al 1 Luglio 2013 scatterebbe la penale di rimborso da un minimo di 190 mln ad oltre 1 mld di euro.E’ al contrario evidente che per lo stato italiano ed i suoi contribuenti non vi sia altrettanta convenienza. Per quale motivo il governo accetererebbe un’ ipotesi del genere?
  3. I Monti bond non danno diritto di voto, sono convertibili in azioni solo su richiesta del Monte dei Paschi così come a richiesta possono essere riscattati o rimborsati. Gli interessi saranno pagati solo in presenza di utili distribuibili, ed in caso contrario si trasformeranno in azioni ordinarie. In caso di liquidazione della banca hanno la stessa graduazione delle azioni ordinarie: non vanno cioè in prededuzione. Non sarebbe stato più efficace per il salvataggio del Monte dei Paschi sottoscrivere un aumento di capitale di 3,9 mld di euro, permettendo al Governo, in quanto azionista di rilievo, di entrare così nella governance della banca stessa?
  4. Da notizie di stampa si apprende che la Procura della Repubblica stia indagando su comportamenti illeciti da parte di amministratori della banca, per i quali si ipotizzerebbe anche il reato di falso in bilancio.Posto che gli attuali vertici sono entrati in carica parecchi mesi fa, e più esattamente l’amministratore delegato Viola il 12 Gennaio 2012 ed il Presidente Profumo il 27 Aprile 2012, in base a quali evidenze il Ministro dell’Economia li riterrebbe totalmente indenni da eventuali coinvolgimenti nelle traversie della banca? Ma soprattutto, la questione che più ci inquieta è per quale motivo il Governo non abbia dato mai seguito all’interrogazione parlamentare 4/16050 a mia firma in data 14/05/2012, nella quale in base a quanto noto già ai tempi chiedevamo se non fosse opportune procedere al commisariamento urgente del Monte dei Paschi di Siena, e quali iniziative urgenti di sua competenza intendesse assumere per impedire una gestione amicale da parte delle banche e delle fondazioni bancarie che ne sono controllanti?
  5. Premesso che il gruppo Idv in data 07/08/2012 ebbe a presentare due ordini del giorno, più precisamente il 67 e 85, con i quali si chiedeva di impegnare il governo ad informare il Parlamento entro 3 mesi sull’ammontare dei derivati in possesso delle banche italiane,ed in particolare del Monte dei Paschi, e di richiamre le Fondazioni ad una maggiore diversificazione dei loro impieghi (come è noto la Fondazione del Monte dei Paschi è un caso emblematico al riguardo); il Governo,nell’occasione, ebbe a dare parere negativo per cui gli ordini del giorno vennero respinti col voto contrario del Partito Democratico , del Pdl e del Udc. Vuole forse dire che il governo Monti ha consapevolmente inteso di voler omettere la dovuta informativa sui rischi che l’economia italiana correva, e così ancora corre, per la presenza di derivati non conclusi presenti nel nostro sistema bancario e nel Monte dei Paschi in particolare?
  6. mi chiedo se il Governo Monti e per lui il Ministro dell’economia Grilli, ritenga che la Banca d’Italia, l’organo cui compete la vigilanza sul sistema bancario italiano, abbia svolto con la diligenza del buon padre di famiglia tutto quanto nelle sue prerogative per accertare comportamenti illeciti, inappropriati o inadeguati, posti in essere dagli amministratori nella gestione delMonte dei Paschi di Siena?

Sono convinto infine che, posto che altre banche del nostro sistema a causa della negativa conclusione di rilevanti quantità di titoli tossici da esse detenuti, potrebbero trovarsi in futuro nelle medesime condizioni in cui oggi versa il Montre dei Paschi di Siena e che dunque potrebbe riproporsi per il governo attuale e futuro il tema del salvataggio di quelle banche, sarebbe fortemente auspicabile prevenire questa deriva, procedendo alla nazionalizzazione non delle banche bensì delle fondazioni che ne detengono la proprietà, che sono alla vera origine di una gestione politica del credito, o con essa collusa. Ciò sarebbe la premessa necessaria ad una vera privatizzazione del sistema bancario, secondo criteri ben diversi da quella finta realizzata nel 1990 dalla legge promossa dall’ allora Ministro Giuliano Amato, che è la responsabile effettiva della situazione in cui oggi versano gli Istituti bancari.

Commenti   

#1 poetalc 2013-01-29 21:16
Egregio Onorevole Borghesi,
considerando le precedenti dove solo io commento le sue relazioni alla camera forse per aumentare le visualizzazioni anche su questa dei Paschi di Siena dove mi incuriosiscono i nomi sulle eurobbligazioni col nome dei loro politici che risultano ultimi sulla nostra Politica Economica ma primi sulla loro politica finanziaria
Che già da questi si dovevano intuire “tramaci , inganni e sotterfugi” come si dice in Veneto , Verona e provincia ma anche in altre regioni e in altri stati del mondo collegando la mia precedente sul Regio decreto Mussolini , che per il fallimento del Banco di Roma una delle cause principali per la prima guerra mondiale volle in vista della seconda migliorare : LA BANCA D'ITALIA NON PUÒ FALLIRE e collegandola ad oggi neppure le BANCHE associate . Ma se oggi vogliamo dare un peso ad una le 27 banche centrali in Europa la nostra come le altre è autonoma sulla gestione e comandata dalla BCE solo SUL CONIO (così sembra sul trattato democratico eu),
Ma ,sul caso in oggetto per un FLEX in televisione , mi sembra di aver capito che, il bilancio come al solito di tutti i bilanci pure della fondazione dei Paschi di Siena era in regola al Cent, con un debito 700.000 euro l'INPS quindi chiedo perché la fondazione ha barcollato a 1,9 per ricevere 3.9 miliardi addirittura permettere derivati sul esperienza Parmalat e la Grecia e l' America sui subprime (volgarmente “sotto le azioni del volume frazionato non venduto) un parametro schizofrenico facile al rialzo e nulla la garanzia quando il valore è ZERO , praticamente ad altissimo rischio , che non è un principio di un buon padre di famiglia come dovrebbe essere la Banca d'Italia a vigilare e controllare , ma neppure della comunità o del parlamento Europeo .
Dove su questo principio e il parlamento europeo si è eretto sulla Risoluzione 7 luglio 2007 dopo il 2013

ultima Pag 12 n. 77 Invita gli stati membri , in considerazione del carattere fondamentale sulla lotta alla corruzione ai fini di un reale risanamento finanziario di inserire nel loro ordinamento penale la previsione che la realizzazione di opere attraverso corruzione, pagamento di tangenti o altri strumenti atti ad ottenere vantaggi illegittimi da parte del ente pagatore , l'annullamento del pagamento e nel caso il pagamento sia avvenuto , la richiesta sulla restituzione del doppio della somma ricevuta.
Ma dopo tante esperienze avute chiedo come semplice cittadino quale ordinamento penale e civile abbiamo sul nostro codice, non dico di chiedere alla banca d'Italia di vigilare con forza e di controllare maggiormente ma di penalizzare con la galera tutti gli amministratori coinvolti ed eventuali politici ed altri amici con eventuali camerati, compagni e parenti sul reato di destabilizzazione economica alla Patria dal 1913 : chiunque . sul sacrificio del PIL , avesse attentato al bilancio dello Stato sarebbe stato impiccato)
Unico PIL ed unico bilancio col quale abbiamo vinto!!!

P.S solo a richiesta dei visitatori fornirò la mia ultima soluzione alla Presidente delle petizioni alle commissioni Europa sulla Risoluzione Europea o di tutti stati 7 luglio 2011 , 23 milioni di lavoratori attivi a rischio d'indigenza

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