Chi ha avuto modo di seguire la puntata di Report dedicata alle scandalose vicende di Ponzellini e della Banca Popolare di Milano, avrà notato il fastidio con il quale Tremonti ha evitato di rispondere alle domande del giornalista Sigfrido Ranucci. In particolare a proposito della gestione degli immobili di proprietà della famiglia Tremonti (stimati dall’Agenzia del Territorio in 25 milioni di Euro) e gestiti in Italia da Felice Beltrametti, cognato di Tremonti e titolare del 10% della società Generale Gestioni (a sua volta proprietaria di immobili per 50 milioni di euro), il cui 90% è in mano ad una società anonima svizzera Assiral Finance. Tanti dubbi ha sollevato a Report la ricerca di chi possa nascondersi dietro questa società anonima.
Ricordo solo la continua reticenza di Tremonti ad affrontare il tema degli accordi bilaterali dell’Italia con i paradisi fiscali (tra i quali la Svizzera era il più importante per i depositi illegali italiani).
Su questo tema sono più volte intervenuto più volte, l’ultima di esse con il titolo “Paradisi fiscali: la politica del “fare” di GB e F e quella del “fare finta” di Berlusconi-Tremonti” (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=428&Itemid=35).
In questo post scrivevo, tra l’altro:
“Una riunione del G20 di qualche anno fa aveva individuato come obiettivo primario dei Paesi più industrializzati la lotta all’evasione fiscale nei confronti dei “paradisi fiscali”. Nella cosiddetta “lista nera” vi erano allora, tra gli altri, il Principato di Monaco, il Liechtenstein, il Lussemburgo, Andorra, le Bernuda, Cipro, Malta e San Marino e molti altri. Ma non erano esenti alcuni Paesi dove con la scusa del segreto bancario si coprivano da sempre gli evasori, come la Svizzera e l’Austria. Alcuni di questi Paesi decisero, in seguito ai provvedimenti del G20, di mettersi in regola per passare alla “lista bianca”, ed entrarono nella cosiddetta “lista grigia”, con l’impegno a stipulare 12 accordi bilaterali e internazionali con i Paesi dell'Osce per poter essere a posto. Gli accordi dovevano prevedere la collaborazione contro l’evasione fiscale e obblighi di informazione su tutti coloro che detengono conti bancari. Ne ho parlato numerose volte in questo sito (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=77&Itemid=1 ) ed ancora più a fondo in un altro post (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=181&Itemid=1 ). Mentre altri Paesi, come Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito iniziarono a stipulare accordi nulla si muoveva in Italia. E quando in occasione di una audizione del ministro Tremonti gli feci presente questo fatto la sua risposta fu davvero sorprendente e lapidaria: “nessun Paese serio fa trattati con i paradisi fiscali”. Ho denunciato tutto ciò alla camera in un mio intervento (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=322&Itemid=1 ).
Ma ad oggi, nel portale dell’OCSE dedicato agli accordi bilaterali stipulati dall’Italia, non vi è traccia di trattati realizzati negli ultimi cinque anni né con la Svizzera, né con gli altri paradisi fiscali, neppure con San Marino, con il quale è stato solo siglato un protocollo il 3 giugno 2012.

Commenti   

#2 poetalc 2012-11-19 19:36
Bravo Onorevole Borghesi,
in precedenza le ho messo la pulce nel orecchio sulle Offshore, società che trasferiscono denaro nei paradisi fiscali, dove le più serie sembrano essere In svizzera controllate dagli USA sul riciclaggio denaro sporco anche perché tante altre si possono aprire privatamente e più facilmente in casa con un investimento minimo da 1000 a 30000 euro. Allora dico che, sul evasione fiscale in Italia un po' risicata con Prodi migliorata con Tremonti, per legge che non si possono chiedere tasse perché non lavorano come le banche sugli interessi . Ma il Prof Monti ha dichiarato in Europa che l'evasione è centinaia di miliardi per cui il problema potrebbe essere più velocemente risolto senza incaricare squadre e squadroni di finanzieri a tonnellate d'indagine a contenziosi e richieste a procedere sulla privacy e immunità parlamentari potrebbe essere brevemente risolvibile chiedere a sorpresa, ai presenti Senatori e Parlamentari anche per allertare gli altri assenti tra conoscenti, amici e parenti ; Chi di Voi e per Voi utilizza o ha utilizzato conti Offshore?
#1 Fagone 2012-11-19 13:43
Vedremo quando nel nostro paese saranno vietate le società cosiddette Fiduciarie; quelle dentro le quali non si sà mai chi ci stà. Sarebbe anche ora di finirla; dobbiamo sapere chi è socio di un'azienda e basta con i separè. Per quanto riguarda l'ex ministro, forse farebbe meglio a dedidarsi ad altro visti i risultati che abbiamo sulle spalle.

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