Caro Antonio, io e te siamo come due vecchi coniugi che da sempre si beccano di giorno, ma che ogni sera si ritrovano alla stessa tavola.
Se anche ieri avessimo cenato assieme ti avrei convinto che il nostro partito è più vivo che mai anche se con qualche acciacco. Sarà un “malanno” di stagione!
Le decisioni assunte ieri dall’Ufficio di Presidenza di Italia dei valori sono importanti ma non bastano.
Italia dei Valori sta vivendo uno dei momenti più critici della sua pur giovane storia. Dopo il picco del risultato elettorale raggiunto nelle elezioni europee del 2009, consolidato dalle elezioni regionali dell’anno successivo, negli ultimi mesi il partito si è trovato stretto in una “morsa politica”, da un lato legata al progressivo consenso al Movimento 5 Stelle (di Beppe Grillo) ed al “dopo Berlusconi” con la nascita del governo Monti, con il sostegno del Pd, da sempre uno dei nostri alleati naturali. Dall’altro lato eletti nelle nostre fila si sono trovati coinvolti in vicende giudiziarie che hanno fortemente incrinato il nostro rapporto con gli elettori.
E’ qui doloroso, ma utile, ricordare i “tradimenti” di nostri parlamentari, da quello più lontano nel tempo di De Gregorio, a quelli più recenti di Scilipoti e Razzi, che denotano limiti alla nostra capacità di selezionare le candidature. Ed ancor più sono significativi i coinvolgimenti giudiziari di nostri consiglieri regionali in Emilia-Romagna, nel Lazio ed in Liguria. Pur augurando a tutti di poter dimostrare la loro innocenza, bisogna ammettere che, in taluni casi, le evidenze sin qui emerse sono davvero preoccupanti.
Da ultimo, l’inchiesta di “Report” , nonostante trattasse vicende in larga parte note, è stato solo il detonatore di perplessità diffuse, grazie alla efficace regia nella esposizione di fatti e nel montaggio delle interviste. Ne è uscita una immagine falsata del partito e di numerosi suoi esponenti, a partire, come prevedibile, dal presidente Di Pietro.
Sappiamo bene che sul piano penale non è mai emerso alcun atto di distrazione di fondi pubblici a scopo privato (come dimostrano le numerose sentenze già pubblicate sul sito di Italia dei Valori), ma, sul piano politico, non basta una sentenza a ridare agli elettori, ai simpatizzanti ed agli iscritti quell’immagine di pulizia, trasparenza e idealismo, che la ragione primaria del nostro ingresso in politica e della perseveranza quotidiana di tutti noi.
Ritengo che, di fronte a questa situazione, ci sia bisogno di una discontinuità forte, che serva a dimostrare che c’è ancora spazio per un partito che negli ultimi dieci anni di berlusconismo imperante ha rappresentato spesso l’unico baluardo di legalità, e che mai come ora sia necessario.
Come ha scritto stamattina Marco Travaglio su “Il Fatto Quotidiano”: “Senza l’Idv non avremmo avuto i referendum su nucleare e impunità; i girotondi e i movimenti di società civile non avrebbero avuto sponde nel Palazzo; in parlamento sarebbe mancata qualunque opposizione all’indulto, agl’inciuci bicamerali e post-bicamerali, alle leggi vergogna di B. e anche a qualcuna di Monti; e certe Procure, come quella di Palermo impegnata nel processo sulla trattativa, sarebbero rimaste sole, o ancor più sole. Senza contare che Di Pietro non ha mai lottizzato la Rai e le Authority.” Alle parole dell’amico Marco posso solo aggiungere che, nella prossima legislatura, il centro sinistra soffrirebbe comunque la mancanza di un componente per questo essenziale.
Credo che non solo sia necessario avviare una nuova fase congressuale, come è annunciato dall’Ufficio di Presidenza, ma anche e soprattutto prendere misure per rendere più collegiale e più partecipata la gestione del partito.
Per questo mi sento di richiamare qui due mozioni, che avevo presentato in occasione del congresso del 2010 e delle quali ho parlato in questo sito:
Spetta al Congresso modificare lo Statuto di Idv!

e No alla politica come professione: limitare i mandati parlamentari!

mozioni che, per altro, non sono mai state discusse e votate.
In definitiva propongo:
  1. Trasformazione dell’Ufficio di Presidenza in organo elettivo

  2. Trasferimento della competenza per le modifiche statutarie al congresso o all’esecutivo nazionale

  3. Limite di mandato di parlamentari e consiglieri regionali a due mandati o 10 anni
Aggiungo, vista la deriva in cui ci siamo trovati, la improrogabile necessità di un codice di comportamento degli eletti, tanto circostanziato da non lasciare spazio ad alcuna interpretazione.

Commenti   

#4 Spigai 2012-11-02 12:07
Buon giorno Onorevole. Non ci sono salvatori della Patria. I partiti persona, fin dal tempo in cui Craxi impersonò, incarnò e, quindi, fagocitò nella sua parabola di potere personale ilvecchio e glorioso PSI, soffrono troppo delle vicende personali dei loro leader. I partiti dovrebbero essere democratici, prima ancore che nei loro fini ultimi, nella loro
organizzazione interna. Il ricambio della classe dirigente dovrebbe essere fisiologico, come l'acqua di un acquario. La classe dirigenziale non dovrebbe essere coptata, di elezione in elezione, dalla c.d. "società civile" che non è molto meglio della classe politica che elegge. Si eviterebbero, così, gli arruolati dell'ultima ora. Quella razza di arrampicatori sociali ed esponenti lobbistici che si imbucano nelle liste poche settimane prima di una tornata elettorale, per poi abbandonare il "traghetto" al primo scalo più conveniente, invocando la mancanza di vincolo legale di mandato. Di contro, l'esperienza di opposizione dell'IDV resta preziosa, non solo per le ragioni delineate da Travaglio, ma anche al confronto con l'ascesa degli attivisti del Mov. 5 Stelle. Tremo all'idea di una classe dirigente, dai municipi alle regioni e al Parlamento, fatta di personae che, fino all'altro ieri, si occupavano di tutt'altro che non di amministrazione della cosa pubblica. I "politicanti" di professione se li mangeranno a colazione, ingabbiandoli in infinite procedure assembleari, ordini del giorno, numeri legali, regolamenti d'aula e norme statutarie. Buon lavoro.
#3 Monica B 2012-11-02 02:15
Ho ascoltato la trasmissione report e confesso di essere rimasta al quanto sconcertata, ma siccome sono una persona che non si ferma ai pettegolezzi o alle trasmissioni sensazionalistiche ho prima preferito documentarmi meglio, informarmi per quanto possibile sulle questioni sollevate da report... Sono una persona non vedente ma non sono per questo sprovveduta... Fatta questa premessa al di là delle notizie di report ritengo che nel Partito ci sono stati episodi, chiamiamoli spiacevoli che lasciano davvero l\'amaro in bocca a chi davvero riponeva fiducia sotto l\'aspetto morale... I cittadini semplici come me rimangono sconcertati, destabilizzati e davvero non sanno più che pensare di questa classe politica e dirigenziale...
Davvero e ve lo dico con tutta la semplicità possibile... fate qualcosa per aiutare questo Paese... l\'onestà di chi ci governa e tutta la Politica DEVE avere valori morali indiscutibili che vanno aldilà di qualsiasi regolamento, legge... quelli devono essere a prescindere!
Grazie
Monica
#2 poetalc 2012-11-01 17:22
ho letto la lettera al amico Antonio,
ma dopo le ultime elezioni in Sicilia e dopo la denuncia di un altro corrotto sulla cosa pubblica sembra più una supplica a chiedere un codice di comportamento agli uomini del partito più che un appello a tutta la costituzione dei 1o5 partiti in Italia , di istituire un CODICE D'ONORE COMPORTAMENTALE professionale o sindacale CHE DEVE ATTENERSI IL politico fuori e dentro il partito PER amministrare con onestà correttezza la cosa pubblica senza dover aspettare il codice civile e penale poi anni e anni e gradi di giudizio PER dargli la condanna della poltrona a vita. Ma ovviamente questa è la fantasia di uno che non conta se non a votare sulla scheda elettorale altri ancora che raggiunta la poltrona vogliono e possono tenerla per tutta la vita. Unico caso abnorme a sud dell'Europa.
nb: SUGGERIsco brevemente SULLA LUNGA ATTESA di moralità che , il trasferimento dei fondi sulla cosa pubblica sia firmata e controfirmata anche su assegni speciali non da un solo responsabile ma ad ogni passaggio anche da 3 o più responsabili , per aumentare la responsabilità penale
#1 belluco.s 2012-11-01 15:43
Buongiorno, credo che l’errore sia stato avere troppa fiducia. Ma non si può “mollare” proprio ora, dobbiamo continuare, altrimenti gli incontri, i banchetti, la raccolta firme saranno stati una soddisfazione solo a metà (vedi la vittoria del referendum contro il nucleare). Concordo con tutte le proposte dell’On. Borghesi, ma c’è da riacquistare la fiducia dei cittadini, non solo nei confronti di Italia dei Valori, ma anche verso la Buona Politica. Per esempio, siamo gli unici promotori del referendum contro la diaria dei parlamentari: diamo il buon esempio! Le prossime elezioni, probabilmente, si andrà a votare ancora con il “porcellum”, troviamo un modo per scegliere i candidati in base alle qualità di chi vorrà candidarsi. Subito, stiamo più vicini ai “comuni” cittadini, ai problemi legati ai danni provocati dalla riforma sulle pensioni, alla carenza degli ammortizzatori sociali. Diamo la priorità alle gravi carenze dovute alla mancanza di lavoro, ai milioni di disoccupati che, anziché diminuire continuano ad aumentare, alla sanità. MANDIAMO DEI SEGNALI POSITIVI E CONCRETI AI CITTADINI!

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