Nella Rete gira da tempo una cosiddetta “mozione popolare” contro la ratifica del MES. Vorrei contestare uno ad uno i punti su cui si fonda. Riporterò di seguito alcuni punti della "mozione" ed il mio commento (in grassetto):
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“ In un contesto di questo tipo le politiche di austerity rappresentano un sacrificio drammaticamente inutile per i cittadini in quanto, sostanzialmente, si tratta di versare ulteriore liquidità nel buco nero della finanza speculativa.”
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Il rigore dei conti pubblici, che non c’entra nulla con le strategie di crescita ma significa tagliare la spesa pubblica improduttiva, non è un sacrificio per i cittadini, ma semmai per la “casta” e per chi vive sullo sperpero del denaro pubblico”
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“Il trattato ESM non è semplicemente un insieme di regole finalizzate ad ottenere la stabilità finanziaria della zona euro ma si tratta di un documento che disciplina l'istituzione di un organismo finanziario internazionale dove i 17 paesi aderenti, compresa l'Italia, dovranno negoziare, non in qualità di Stati sovrani ma di soci e di debitori, scelte di politica nazionale al fine di ottenere la liquidità necessaria per evitare il default. “
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“La governance del MES prevede che l'organo decisionale sia rappresentato dal Consiglio dei Governatori, composto dai ministri finanziari dei paesi appartenenti all'area euro, cui si aggiungono il Commissario europeo agli affari economici, il Presidente dell'Eurogruppo ed il Presidente della BCE in qualità di osservatori. E’ dunque una struttura politica che deciderà le condizioni di accesso al credito per evitare il default di un paese”
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“La pericolosità di tale scelta per i cittadini europei è riscontrabile nelle trattative con il governo greco: organismi internazionali (troika) mirano a sostituirsi alle istituzioni nazionali imponendo ai rappresentanti politici la firma di un documento che attribuisce il peso della crisi alla popolazione, in cambio dell'assistenza finanziaria necessaria per pagare il debito in scadenza. Taglio delle pensioni, riduzione dei salari minimi e privatizzazioni, queste sono misure di austerità che scavalcano i sistemi democratici e che tolgono ai cittadini la possibilità di poter attuare politiche di sviluppo economico in grado di contrastare la finanza speculativa.”
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“Come detto saranno rappresentanti politici a decidere e non un organismo tecnico. Può darsi che siano richieste anche misure di tagli di pensioni e salari, ma vorrei anche ricordare che un eventuale default con ritorno ad una moneta nazionale avrebbe un effetto immediato di una inflazione al 50% che falcidierebbe in modo mostruoso proprio i redditi delle classi più deboli. Assai di più di quanto non possa avvenire in un contesto controllato dalla politica”
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“L'ESM intende operare come un qualsiasi istituto finanziario, erogando prestiti, rivolgendosi al mercato per potere soddisfare le richieste di concessione di denaro al fine di ottenerne un profitto.”
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“Al fine di ridurre il rischio di azzardo morale, i tassi di interesse fissati per l'erogazione dei prestiti saranno pari al costo di finanziamento del MES (inclusi i costi operativi), includendovi un margine adeguato (art. 20).” In pratica si vuole evitare che “i soliti furbi” ne approfittino per fare speculazione e arbitraggi…
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Vorrei anche segnalare che una parte di soggetti che operano nel campo della speculazione mondiale aspetta con ansia il default degli Stati per potersi spartire le loro spoglie ed il loro patrimonio a prezzi di saldo, poiché, come detto, il primo effetto del ritorno di uno stato alla vecchia moneta nazionale genererebbe immediatamente una perdita sul cambio di non meno del 50% (è stata così calcolata per la Grecia) con immediata svalutazione interna di pari importo. Solo coloro che avranno esportato clandestinamente il loro denaro all’estero si salveranno da un tale effetto. Per questo le classi più deboli pagheranno in modo esagerato il default, che permetterebbe poi affari senza precedenti agli speculatori che acquisteranno a prezzo fallimentare il patrimonio interno sia immobiliare che mobiliare.
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IL MES RIENTRA IN UN PIANO PIU’ AMPIO AL QUALE SI STA LAVORANDO SECONDO IL PRINCIPIO “PIU’ EUROPA POLITICA”
Un quotidiano tedesco ha nei giorni scorsi rivelato l'esistenza di un piano (segreto) per salvare l'euro e l'Europa. I leader dei principali Paesi membri dell'Eurozona lo stanno negoziando, insieme alle principali istituzioni europee: il Consiglio europeo guidato dal belga Herman van Rompuy, la Commissione di José Manuel Barroso, la Banca centrale europea di Mario Draghi. Meno sovranità nazionale, per raggiungere il massimo possibile di integrazione politica istituzionale.
Ecco i principi costitutivi della proposta di riforma cui Berlino e Roma, Parigi e Madrid - passando per Bruxelles - lavorano in vista del vertice europeo di fine giugno. Un piano articolato su quattro pilastri. Più controllo sui bilanci nazionali; vigilanza a livello europeo sulle banche; politica finanziaria, fiscale, estera e di difesa comune; riforme dei sistemi sociali per un welfare uniforme. Tutti punti che richiedono un forte trasferimento di sovranità dagli Stati nazionali all'Unione, per portare la Ue "a un nuovo livello, più alto".
1. Unione delle politiche di bilancio ("Fiskalunion"). Questa è tra l'altro premessa indispensabile per un sì futuro - dato da molti per scontato, ma chi sa quando - della Germania agli eurobond, cioè alla condivisione di rischi sul debito a livello europeo. Il nuovo scenario di unione fiscale garantirebbe agli eurobond i voti decisivi del Bundestag, con l'appoggio dell'opposizione di Spd e Verdi al centrodestra. Servirà, infatti, una maggioranza dei due terzi al Parlamento tedesco.
---------2. Sistema europeo di controllo e monitoraggio delle banche. Cosa che comporta imposte sulle transazioni, e l'istituzione di un Fondo europeo di Garanzia per le banche in difficoltà, finanziabile proprio con questo prelievo sulle transazioni. Resta da vedere se Berlino accetterà il principio per cui banche tedesche debbano pagare imposte per garantire il salvataggio di banche mediterranee.
---------3. Una politica finanziaria, fiscale, estera e di sicurezza comune. Fino a un'armonizzazione dei criteri e delle aliquote di riscossione dei tributi fiscali. Questo risultato si otterrebbe solo rafforzando i poteri dell'Europarlamento rispetto alle sovranità nazionali degli Stati membri.
---------4. Riforma dei sistemi di sicurezza sociale. Per armonizzare welfare, contributi, previdenza. L'obiettivo deve passare attraverso una effettiva integrazione del Mercato unico europeo; e attraverso misure per aumentare la competitività delle singole economie.

Commenti   

#5 claudiodbo 2012-07-04 19:19
Sinceramente mi chiedo se il testo di questo articolo lo ha scritto Lei, mi auguro veramente di no e mi auguro che non lo abbia nemmeno letto (il che sarebbe già grave di per se). Ma mi domando come si possono affermare tesi del genere, il MES sarebbe cosa buona e giusta? Per chi? Per noi? ma chi gliele fornisce queste informazioni? " Meno sovranità nazionale, per raggiungere il massimo possibile di integrazione politica istituzionale." QUALE INTEGRAZIONE, CI STATE PORTANDO ALLA FAME,DOVE HA PRESO LE INFORMAZIONI RIGUARDO L'ARGENTINA? On. Borghesi io sono un iscritto al partito e il fatto che Lei è un parlamentare dell'IDV non le consente di prenderci in giro. Lei sa benissimo (oppure da quello che leggo non lo sa affatto) cosa è il MES, un accozzaglia di trattato per eliminare la sovranità degli stati e metterli in mano a faccendieri (tra l'altro neanche eletti), gente della Finanza che è abilitata al solo affamare i popoli e toglierli la dignità. Cosa farebbe Lei On. Borghesi se domani venissimo trattati come la Grecia, umiliata, spezzata, ridicolizzata davanti al mondo? Tutto questo per cosa per questo cazzo di Euro che non ha portato niente di niente a NESSUNO,banche escluse. A che prezzo dobbiamo ancora sottostare per riprenderci un po di dignità come popolo? Colgo l'occasione per salutarla e mi auguro che riveda le sue posizioni.
Claudio Del Bove Orlandi
#4 Max 2012-06-06 01:53
Non condivido il contenuto del testo.
1-L'esperimento Europa Unita ha fallito e gli italiani vogliono uscire, i politici non possono imporre le volonta' dell'alta finanza al popolo
2-Van Rompuoy non e' eletto da nessuno e non puo' far parte del Consiglio Europeo
3-Occorre recuperare la sovranita' monetaria (vedi Giappone che ha un debito notevolmente superiore a quello italiano ma non ha il problema di innalzare le tasse)
4-Occorre imporre i dazi doganali per tutelare l'industria italiana, senza dazi l'Italia sara' deindustrializzata quindi diventera' povera
5-La sovranita' deve rimanere in periferia e non centralizzata. La storia insegna.Il Sud dopo l'Unita' d'Italia e' divenuto povero per questo motivo (prima dell'Unita' d'Italia era la regione piu' ricca).
6- Senza l'applicazione dei concetti espressi sopra il Mes non avra' senso e contribuira' a trascinare nel baratro l'Europa
7-l'emissione dei titoli di Stato deve essere ristretta solamente al popolo italiano e non anche ad enti finanziari esteri che fece, erroneamente Ciampi, circa 20 anni fa; anche perche' in questo modo lo Stato, se avra' bisogno di soldi, potra' recuperare le ricchezze con tassazioni a chi si e' arricchito con i titoli di Stato italiani
8-Con tutto il rispetto, ma il Sig. Borghesi non puo' fare politica in quanto non mostra competenza e sentimento di vicinanza nei confronti del popolo italiano.
#3 turitoto 2012-06-05 21:24
Inflazione al 50%? Dove ha preso questo numero? Nemmeno in Argentina.
http://goofynomics.blogspot.it/2012/05/il-ritorno-del-terrorismo.html
"il Consiglio europeo guidato dal belga Herman van Rompuy, la Commissione di José Manuel Barroso, la Banca centrale europea di Mario Draghi": perché gente non eletta da nessuno, in odore di finanza e di banche almeno nel caso di Draghi (il privatizzatore anni 90', ex Goldman Sachs, uso a inviare letterine (pizzini) ai governi), ha il diritto divino di decidere del destino di 300 milioni di persone?
Una fiducia che nasce da due assiomi: tutto ciò che è in Europa è buono e bello in sè, nessuno è più cattivo di Berlusconi.
Aggiungiamo la farsa del voto sul pareggio di bilancio in costituzione (si alla camera, no al senato dopo, come apparso sul sito IDV, aver studiato!), e la probabilità che io voti IDV è 0,000%. Così come la mia fiducia.

Buona giornata
#2 carliar 2012-06-05 16:24
Non avendo le cognizioni scientifiche per dire "SI" oppure "Pura follia",
devo almeno esternare una soddisfazione :
quello che scriviamo sulla rete non cade in un tubo senza fondo,
i nostri validi legislatori IdV
ci leggono e analizzano responsabilmente.
Carlo Mascarino, da La Plata.
#1 maxmart 2012-06-05 14:36
Personalmente ritengo che ratificare l'adesione voglia dire mettersi in mano a speculatori veri e propri. L'unico scopo di questo meccanismo è quello di succhiare fondi dalle nazione per creare l'ennesima casta di finanzieri che hanno il permesso di giocare con i soldi degli altri. Questo meccanismo permette di effettuare investimenti e di accollare le eventuali perdite di questi investimenti agli stati aderenti all'ESM. Follia, pura follia aderire. Vogliamo poi parlare delle totale immunità di cui godranno e dell'obbligo di imporre agli stati di adeguare la legislazione ai voleri ed ai bisogni dell'ESM? Sveglia... consegneremo il paese nelle mani delle banche private... anzi nelle mani della BCE che è la regina delle banche private. Ma l'IDV da che parte sta?

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