Era molti anni fa, probabilmente il 1992. Non di ricordo di preciso la data, eravamo alla fine di una legislatura. Ascoltavo il Tg3 ed intervistavano alcuni parlamentari. Tra di essi vi fu Pino Rauti. Gli chiesero di cosa andasse fiero della sua attività di quel periodo. Rispose testualmente: “Essere riuscito a far assumere alla Rai mia figlia Alessandra”. Provai un senso di voltastomaco a quella dichiarazione così palese di familismo e dissi tra me e me: “che schifo”.
A distanza di tanti anni e partendo da lì ho visto tanti casi di familismo, di nepotismo, legati alla politica e penso che la casta “Alemanno-Rauti” ne sia un buon esempio.
Partiamo da Gianni Alemanno, sindaco di Roma e già Ministro delle Politiche Agricole nel governo Berlusconi. Non mi interessano le sue azioni giovanili, fatte di violenze politiche per le quali è stato anche condannato e rispetto alle quali si dichiarava, con il Movimento Sociale Italiano e con Almirante, un paladino della moralità in politica. Recentemente risulta avere avuto tra i suoi collaboratori tale Giorgio Magliocca, già arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica. Di recente è stato arrestato anche il consigliere regionale Pdl della Calabria Francesco Morelli, da Alemanno sponsorizzato in campagna elettorale. Franco Morelli, risulta tra i fondatori di Area, la rivista di destra sociale che fa capo proprio al sindaco di Roma. Alemanno è stato anche ascoltato dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano ed ha dovuto giustificare i suoi contatti con Giulio Lampada, il boss della 'ndrangheta arrestato il 1° dicembre nell'inchiesta sulle infiltrazioni nel mondo della politica, dell'economia e della magistratura del clan Valle.
Anche nella sua gestione politica di Roma parecchi cose sono discutibili, soprattutto dal lato dei costi della politica.. La sua struttura di supporto (dal Capo di Gabinetto in avanti) ha un costo (quasi 20 milioni di euro all’anno) raddoppiato rispetto al suo predecessore.
Tante sono le operazioni poco chiare o con palesi conflitti d’interesse. Stefano Giovannini, il manager scelto da Alemanno per dirigere la compagnia assicurativa del Comune di Roma (AdiR), è anche alla guida della società (Italbrokers) che si è aggiudicata il servizio di consulenza e brokeraggio assicurativo del colosso Acea (controllato anch'esso dal Campidoglio).
Non parliamo della parentopoli che si è sviluppata sotto la sua gestione nelle aziende partecipate dal Comune di Roma. Negli ultimi due anni "854 assunzioni all'Atac, 100 all'Ama. Tra di loro c'è la moglie dell'assessore De Lillo, la compagna dell'ex deputato di An Marco Marsilio, il sindacalista Gioacchino Camponeschi. E ancora una cubista, molte persone di Guidonia (il paese dell'ex ad di Atac Adalberto Bertucci), il fioraio, il nipote di Bertucci e la sua segretaria. E poi la compagna, il cognato, la segreteria e due uomini di Sergio Marchi (assessore ai Trasporti). E non finisce qui: c'è anche la compagna di Marco Visconti (delegato del sindaco all'Emergenza abitativa), due ex Nar.
Gran ciambellano del modello Alemanno e campione capitolino del familismo allargato è sicuramente Franco Panzironi, l’onnipotente amministratore-padrone dell’AMA: la municipalizzata che si occupa dei servizi ambientali e della raccolta rifiuti. E’ lui al centro della parentopoli romana ed è Panzironi che aveva favorito la straordinaria ascesa di Stefano Andrini, ex picchiatore fascista, ai vertici dell’azienda. Andreini, una vita di turbolenze a sfondo fascista, era stato condannato a 4 anni e 8 mesi per tentato omicidio e lesioni aggravate. Nonostante privo di curriculum, ma con l’appoggio di Alemanno, si ritrova promosso Amministratore delegato di Ama.
Alemanno non è nuovo a comportamenti discutibili. Nella sua veste di responsabile delle Risorse Agricole, rimane impigliato nello scandalo Parmalat. La storia, in sintesi, è questa. Alla fine del 2001 la Parmalat sommerge l’Italia di spot su un latte presentato come fresco, ma in realtà imbottigliato a Gransee, in Germania, anche due settimane prima della vendita. Gli altri produttori insorgono. E il governo all’inizio si schiera con loro. Tant’è che l’ispettorato antifrode del ministero multa la Parmalat. Il 13 marzo 2002 il ministro diffida la Parmalat a distribuire il Frescoblu, ma al contempo istituisce con il collega della Salute, Girolamo Sirchia, una commissione per studiare il caso. Il 17 maggio la commissione approva la microfiltratura e un mese dopo Alemanno dà il via libera per decreto. Tanzi, arrestato nel dicembre 2003 e interrogato dai pm di Milano nel gennaio 2004, racconta che il primo voltafaccia di Alemanno pro-Frescoblu non fu proprio gratuito e disse: Sul ministro sono intervenuto personalmente e inoltre, tramite Bernardoni, ho erogato allo stesso delle somme di denaro. Gli inquirenti scoprono che effettivamente Alemanno ha ricevuto un finanziamento di 85mila euro dalla Parmalat, sotto forma di pubblicità sulla sua rivista «Area».Gli inquirenti scoprono che il ministro è pure andato in vacanza gratis a Zanzibar con moglie e figlio a Natale del 2002, per un costo (non pagato) di 14.253 euro. Per le Fiamme gialle «La data di partenza del 28 dicembre 2002 coincide con il termine dei lavori della seconda commissione interministeriale sul latte microfiltrato», quella che ha reso legale la vendita di Parmalat. Tuttavia sarà "assolto per non aver commesso il fatto".
E veniamo a sua sorella, Gabriella Alemanno
Una carriera tutta fatta nel settore pubblico. Assunta al Ministero dell’Economia, diviene prima direttore delle Strategie dei Monopoli di Stato e poi promossa da Berlusconi direttore dell’Agenzia del Territorio. Con Lei alla guida le spese crescono e , secondo Il Fatto Quotidiano, sarebbero poco meno di un milione e mezzo di euro di spese per comunicazione istituzionale e rappresentanza. Spese in rinfreschi, pranzi, convegni e mostre (il doppio del costo delle bollette telefoniche delle sue cento sedi). Nonostante guadagni 300 mila euro lodi all’anno, il direttore dell’Agenzia che dovrebbe occuparsi di catasto e conservatoria, Gabriella Alemanno, ha speso migliaia di euro in pranzi e cene di rappresentanza pagati con la sua carta di credito aziendale. A spese del contribuente. E’ riuscita a pagare con i nostri soldi persino una cena a Cortina a suo fratello a margine di un evento sponsorizzato dall’Agenzia diretta dalla sorella e dall’Acea, controllata dal fratello. Una vera abbuffata di conflitti di interessi.  Per non parlare delle fatture delle gioiellerie: non si comprende come mai l’’Agenzia compri 30 uova di struzzo decorate per 3 mila e 240 euro dalla gioielleria éPeroso. «Sono state donate a rappresentanti di Stati esteri per esigenze di rappresentanza». L’Agenzia ha comprato anche 12 bicchieri in vetro soffiato dalla signora Maria Bonaldo di Mestre: prezzo 1296 euro e destinazione ignota. L’Agenzia il 22 agosto del 2011 ha pagato 780 euro per ospitare a cena al Villa Oretta di Cortina ben undici persone. Oltre ai dirigenti di Ance, Confedilizia e Scenari Immobiliari, c’era anche «il sindaco di Roma Gianni Alemanno più ospite direttore Agenzia». Quando si muove il direttore Gabriella Alemanno sembra un capo di Stato. Per esempio il 14 agosto del 2011 è a Cagliari e pranza con il Prefetto, due avvocati dello Stato e dirigenti delle agenzie del territorio e del demanio. La spesa per 13 pasti a base di pesce dal Corsaro Deidda è di 890 euro. Il 10 maggio del 2011 la Alemanno è volata in Veneto e mangia all’osteria da Fiore a Venezia . Il conto è di 810 euro. Oltre al presidente dell'ordine dei notai e al direttore dell’agenzia del Veneto, erano presenti tutti i controllori. C’era il responsabile audit dell’agenzia, il comandante regionale della Guardia di Finanza Walter Cretella Lombardo e il procuratore regionale della Corte dei Conti. Al momento del conto però nessuno ha messo mano al portafoglio.
A “ Cortina Incontra” la famiglia Alemanno risulta gettonata (gli invitati non pagano il soggiorno). Quest’anno si è aperta il 12 agosto e c’era anche lui, Alemanno. Il 22 agosto sotto il tendone dell’Audi Palace lo ritroviamo in quanto alpinista. Il 19 agosto invece si parla dei risparmiatori: “Nel o sotto il mattone”. Interviene Gabriella Alemanno, già dirigente dei Monopoli di Stato e direttore dell’Agenzia del Territorio. Viene poi il 21 agosto. Si discute di “Politica, sostantivo al femminile”. Tra gli intervenuti Isabella Rauti, consigliera regionale del Lazio, figlia di Pino Rauti e moglie di Alemanno.
C’è poi la moglie di Gianni Alemanno, Isabella Rauti.
Il caso è scoppiato per un'affermazione del coordinatore lombardo del Pdl, Mario Mantovani. In risposta al sindaco di Roma Gianni Alemanno, che aveva invitato a non candidare «mai più Minetti nei Consigli regionali», Mantovani ha replicato: «Alemanno non è titolato a fare quelle osservazioni. Nel listino della Regione Lazio ha messo sua moglie, Isabella Rauti. Per cui stia zitto». Controbatte il sindaco: "Paragonare Isabella Rauti a Nicole Minetti è un atto di demenza che si commenta da solo. Isabella fa politica da quando aveva 13 anni e ha un curriculum che parla da solo."  Appunto,  e grazie alla politica (cui è stata avviata dal padre Pino Rauti, già segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano e parlamentare per cinque legislature) è stata Capo dipartimento del Ministero delle Pari opportunità e  consigliera nazionale delle commissione Pari Opportunità, nominata da Maroni e Prestigiacomo.
E veniamo ad Alessandra Rauti
A proposito di Rai. Con il ritorno di Berlusconi al governo giungono 14 promozioni di giornalisti a gonfiare ancora l’organico della testata più obesa di Saxa Rubra e altri redattori in arrivo per occupare lo spazio che fu di Emanuela Falcetti. E’ quanto avvenuto al Giornale Radio Rai, dove il direttore-berluscone Antonio Preziosi con un blitz agostano ha premiato i suoi fedelissimi, in barba all’austerity professata dal direttore generale. Pesanti i riflessi sulle già sofferenti casse di Viale Mazzini, dove premi, stipendi e carriere di tutti gli altri dipendenti sono bloccati da due anni. Furioso anche il sindacato: il cdr parla di nomine non adeguate alle esigenze di funzionalità della redazione e spara ad alzo zero su quelle che definisce “carrriere fulminanti”, identikit nel quale in molti riconoscono il neo capo redattore centrale, la “berluschina” Angela Mariella, record di “promozioni” in meno di due anni e la cognata del sindaco di Roma Alessandra Rauti, nuovo capo del Gr3.
Quando usci la notizia in un sito internet comparve il seguente messaggio: “sono Alessandra Rauti vostra lettrice, nonche’ cognata del sindaco di Roma e neopromossa in RAI. Per dovere di cronaca vi informo che la mia non e’ una “carriera fulminante”: da circa venti anni lavoro in questa azienda. Da tempo sono al Gr3 ed e’ stata semplicemente ufficializzata una posizione che ricoprivo da anni,”
Era entrata in Rai appunto 20 anni prima, quando io ascoltai quella dichiarazione di suo padre, Pino Rauti.

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