Ieri con la sonora grancassa dei mezzi di informazione radiotelevisivi è stata data la notizia che dal prossimo anno saranno aboliti i vitalizi, o meglio si passerà al sistema contributivo. E’ stata data con altrettanta enfasi la notizia che, per effetto delle nuove regole, la ex deputata e Presidente della Camera, Irene Pivetti, invece di ottenere il vitalizio di 6.200 euro mensili (è stata 9 anni in parlamento) dal compimento di 50 anni, lo conseguirà da quando avrà 60 anni.
Credo che sia necessario fare chiarezza sui provvedimenti che saranno presi, poiché si capirà bene che non ci sarà nessuna mannaia a carico della casta ma solo un temperino.
Ricordo che attualmente sono in vigore tre differenti situazioni a seconda che un parlamentare sia stato eletto prima del 1994, prima del 2006, dal 2006 in avanti. In ciascun periodo sono cambiati gli importi conseguibili, il tempo necessario (anche un solo giorno per gli eletti fino al 1994, 2 anni e sei mesi per quelli entrati fino al 2006, 5 anni per gli eletti dal 2006), l’anno di inizio del beneficio (60 anni fino al 2006, 65 anni dopo), la possibilità di anticipo in funzione del numero di anni da parlamentare (senza limiti per gli eletti fino al 1994, fino a 60 dopo).
L’unica parte del provvedimento annunciato ieri, che colpisce tutti, è che da questo momento in avanti l’età di percezione è a 65 anni, riducibili fino a 60 in caso di più legislature. Come grande effetto di questa misura è stata citata la Pivetti. Ma in realtà è un caso raro, perché altri sono tutt’ora parlamentari (come al Melandri), per altri forse si tratta di ritardare di uno o due anni. Meglio è andata a Ilona Staller (al secolo Cicciolina) che ha compiuto 60 anni qualche giorno fa e da questo mese percepirà 3.108 euro (con le nuove regole avrebbe dovuto aspettare altri 5 anni). Ma per molti non cambierà nulla . Giuseppe Gambale, entrato ragazzino nel 92', è andato in pensione nel 2006 a 42 anni con 8.455 euro lordi al mese e continuerà a prenderli. Così come tutti coloro che seguono (l’età è quella in cui hanno iniziato a percepire il vitalizio): Antonio Martusciello, Fi, , 46 anni, dal 1° maggio 2008, intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio; lo stesso avviene per Rino Piscitello, Pd, 47 anni e mezzo; Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), 49 anni, deputato dal 1992, 16 anni di mandato effettivo, vitalizio di 8.836 euro lordi al mese; Enrico Boselli (Sdi), 51 anni, 4 mandati e 7.958 al mese; Oliviero Diliberto, già segretario del Pdci, 52 anni; ricevono 6.203 euro al mese: Mauro Fabris (Udeur) e Franco Giordano (Prc) entrambi da quando avevano 50 anni, Stefano Boco (Verdi), 52 anni, Carlo Leoni (SD), 53 anni, Gloria Buffo (SD) 54 anni, Marco Fumagalli (SD), Maurizio Ronconi (Udc), 55 anni, Dario Rivolta (FI) 55 anni, Salvatore Buglio (RnP), 57 anni, Tana de Zulueta (Verdi), 57 anni, Mauro del Bue (Psi), 57 anni, Francesco Monaco (Pd), 57 anni. Hanno un mensile di 3.636 euro: Dario Galli (Lega), 57 anni, Giannicola Sinisi (Pd), 51 anni, Natale D’Amico (Dini), 52 anni, Roberto Barbieri (Psi), 55 anni, Roberto Manzione (Consumatori), Gianni Nieddu (Pd), 56 anni; percepiscono 7.959 euro al mese Ettore Peretti (Udc), 50 anni, Ramon Mantovani (Prc), 53 anni, Enrico Nan (FI), 55 anni, Fulvia Bandoli (SD), 56 anni. Pietro Folena (Prc), 50 anni, 8.836 euro; incassano 8.164 euro al mese Franco Danieli (PD), 52 anni, Stefano Morselli (La Destra), 54 anni, Euprepio Curto (An), 56 anni, Aniello Palumbo (Pd), 56 anni, Tiziana Valpiana (Prc), 57 anni. Ancora, tra coloro che hanno iniziato da giovani a fare i pensionati, ritroviamo Marco Taradash, 57 anni, ex deputato di Forza Italia, un tempo radicale, Alfonso Gianni, 58 anni, 15 di anzianità parlamentare, di Rifondazione , Valerio Calzolaio (Pd), e Vittorio Sgarbi, 55 anni, con 8.455 euro al mese. Hanno iniziato sotto i sessant’anni anche l’ex magistrato di «Mani pulite» Tiziana Parenti, Maura Cossutta, figlia del fondatore dei Comunisti italiani Armando; e Annamaria Donati, Verde della prima ora, Peppino Calderisi, storico combattente contro il finanziamento dei partiti quando era seguace di Marco Pannella, ora in Forza Italia e Nando Dalla Chiesa, 58, Pd. Così gli ex senatori Edo Ronchi (Pd), da 58 anni,e Willer Bordon, da 59 anni: entrambi con il massimo del vitalizio senatoriale di 9.604 euro.
Così come non è cambiato nulla per tutti i condannati con sentenze passate in giudicato per gravi reati (corruzione, concussione, finanziamento illecito, banda armata, ed altro ancora), come Cirino Pomicino, come Altissimo, Di Donato, Pillitteri, La Ganga, De Lorenzo, Martelli, Tognoli.
Senza dimenticare i falsi testimoni come Formica, e i condannati ante Tangentopoli: Pietro Longo, Franco Nicolazzi e Mario Tanassi(poi deceduto). Così come continueranno a percepire i vitalizi le vedove ( o i vedovi) degli ex parlamentari scomparsi.
L’altra questione riguarda il passaggio al sistema contributivo. Io ho chiesto ripetutamente che l’effetto del cambiamento dovesse essere quello di accantonare al "Fondo separato presso l’Inps" quanto attualmente trattenuto al parlamentare ogni mese (circa 1000 euro). Dopo 5 anni verrebbero versati circa 60.000 euro, che permetterebbero a 65 anni di percepire un vitalizio di circa 500 euro mensili. Ma i parlamentari non si accontentano e pretendono lo stesso trattamento previsto per i precari (i contributi, pari a circa il 30% delle somme pagate vengo versati per un terzo dal dipendente e per due terzi dal datore di lavoro). Il Parlamento, di conseguenza, sarà chiamato d’ora in avanti a sostenere ogni mese e per ogni parlamentare un costo di circa 2.000 euro: ciò darà luogo alla erogazione di un vitalizio da parte dell’Inps, a partire dal compimenti dal 65° anno in poi di circa 1.500 euro mensili.
In conclusione e per riassumere, le nuove regole:
-non toccheranno il passato e gli ex parlamentari continueranno a percepire lo stesso assegno ed in futuro anche coloro che, essendo attualmente in carica, cesseranno dal mandato. Dunque per almeno 20 anni i cittadini italiani dovranno sborsare non meno di 200 milioni di euro all’anno;
-vi sarà un modesto effetto di riduzione dei costi in relazione ai parlamentari che “andranno in pensione” a 60 anni, pur avendo la possibilità di farlo, con le vecchie regole, a meno di 60;
-dal prossimo anno con il passaggio al sistema contributivo i contribuenti italiani dovranno sopportare un ulteriore onere di circa 25 milioni di euro all’anno, per la quota contributiva a carico del Parlamento (due terzi dei contributi).
Ci voleva davvero più coraggio facendo passare al sistema contributivo tutti, ricalcolando i vitalizi sulla base dei contributi effettivamente versati da ogni parlamentare!

Commenti   

#9 lighthousekeeper 2011-12-09 01:51
Salve, non sono afferrato in materia, ma le chiedo, non si potrebbe cercare di fare un referendum popolare? se il problema fosse il costo, non si potrebbe versare qualche euro a testa tipo "auto tassazione"? Complimenti per il lavoro "che cerca di fare"
#8 gigmike 2011-12-02 12:46
Salve ,da quel che ci fanno capire (che e assurdo)il nostro sistema pensionistico e in default e che se non rimettono le mani non va bene.Io ho un altra idea,chiediamo tutti quanti indiedro i nostri contributi versati all'INPS,naturalmente comprensivi degli interessi e rivalutazione dei diversi anni.In piu' una buonuscita di cinquantamila euro per la loro incompetenza(una multa).Penso che se solo lo proponiamo questi si gagano sotto,i soldi avuti li passiamo su un fondo assicurativo privato (uno dei migliori)sfido chiunque a dire che non troveremo nessuno che li prende.Faranno a botte per averli e ci dovranno garantire la pensione dopo 35 anni di contributi.Voi direte perche loro si e lo stato non ce la fà semplice lo stato usa i soldi per cose diverse a quelle per cui sono destinati,mentre il fondo li usa solo come investimento su se stesso
#7 Fagone 2011-12-02 08:47
In questi giorni sarà varata un'altra riforma delle pensioni. Io credo che, invece di affrettarsi ad innalzare l'età lavorativa, dovrebbero fare una riforma per il cittadino e NON per lo Stato che si dimostra truffaldino. Basti pensare che il lavoratore iscritto alla Gestione Separata dell'INPS che ha un montante contributivo di 70mila euro, si vede erogata una pensione di appena 3600euro annui; nemmeno 300euro al mese netti. Ci vorrebbero altri 20 anni di vita per riprendere quanto si è versato: non è uno schifo???? Questo si chiama RUBARE al cittadino, a vantaggio dei soliti noti. Politica e manager politicizzati si sono mangiati tutto e si permettono anche di prendere tangenti e superliquidazioni: assolutamente incredibile !!!!
#6 gigmike 2011-12-01 13:17
Loro i vari vitalizi e premi se li sono assegnati da soli senza chiedere il parere del popolo.A noi e stato imposto da loro.Ma siamo sicuri che questa e democrazia?Questa domanda andrebbe rivolta alla Corte Costituzionale
#5 gigmike 2011-12-01 13:08
Salve in un intervista tv un politico a detto che si potevano rivolgere alla Corte Costituzionale per far annullare il tutto,motivo perche diritti aquisiti ed intoccabili.Ora io mi chiedo se possiamo farlo anche noi operai presentando tutti insieme una denuncia presso la C.C per gli stessi motivi. Nel mio caso dal 1980 ad oggi mi hanno cambiato senza chiedermelo diverse volte il contratto di lavoro cosi facendo ritornerei al primo contratto stipulato che prevede di andare in pensione al compimento del 35 anno di contributi
#4 belluco.s 2011-11-30 21:32
Buongiorno, visto che una legislatura dura 5 anni, perchè non proponiamo di andare in pensione anche noi come se avessimo fatto più mandati? Vale a dire chiedere la pensione in base agli anni di contributi versati, anzichè dover avere, come minimo, vent'anni di contribuzione? Saluti a tutti.
#3 Kammamuri 2011-11-30 16:33
Questa Casta va addirittura oltre "Il Gattopardo", ormai vale il principio BISOGNA CHE NULLA CAMBI PERCHE' NULLA CAMBI :sad:
#2 Fagone 2011-11-30 14:53
Siamo nel Paese dei balocchi......e delle chiacchiere! Fino a quando il popolo sopporterà certe prese in giro ??? Sarebbe così difficile ridurre dell'80% certi appannaggi???
#1 angelo 2011-11-30 14:20
non funziona l'INVIA dal sito. Girerò la sua ricevuta per posta .
Un saluto PICCHI DURO

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