Ieri il presidente della Società Autostradale Brescia-Padova (meglio nota come Serenissima) , Attilio Schneck, della Lega Nord, ha salutato con favore(?) la nomina a ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture di Corrado Passera. Quale motivo lo induce ad un tale osanna? Rievoco brevemente la vicenda e diventerà semplice comprenderlo.

Al momento della fusione della Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno in Unicredit, quest’ultima eredita una quota del 20% della Serenissima. Biasi (monarca da quasi vent’anni della banca e della fondazione che non sono organismi privati in senso stretto) non riuscendo ad utilizzarla per un controllo sostanziale sulla società, la mette in vendita. Si fa avanti il finanziere bresciano Gambari (un passato con vicende penali di natura tributaria), che non avendo i 200 milioni di euro richiesti li deve prendere a prestito. Sapete chi glieli dà? Il Gruppo Intesa, guidato da Passera: siamo nel 2004 ma le cose non vanno come dovrebbero andare, in particolare nella società Infracom, che fa capo a Gambari, il quale non trova di meglio che coinvolgervi Serenissima, con operazioni assai discutibili anche attraverso paradisi fiscali, fino a rischiare di trascinarla nello stato di decozione della società, di cui l’autostrada si fa garante nei confronti di Intesa San Paolo. Risultato: alla fine della giostra in soccorso di Gambari entra in campo ancora Passera. Lo scorso anno infatti Biis-Banca infrastrutture innovazione e sviluppo, braccio operativo di Intesa Sanpaolo che Corrado Passera ha affidato all' amministratore delegato Mario Ciaccia, rileva il 66% circa delle quote di Invester, la holding con cui l'imprenditore bresciano controlla il 25% dell'Autostrada Brescia Padova. Complessivamente Intesa Sanpaolo, che ha già in portafoglio il 6% di Serenissima, viene a detenere così il 31% del capitale. Secondo Gambari, Biis, che è specializzata nel settore delle infrastrutture, può dare un forte impulso al piano di efficienza. Intesa Sanpaolo fornirà le risorse finanziarie necessarie per ricapitalizzare la concessionaria Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova, che sarà chiamata nei prossimi anni a realizzare un importante programma di investimenti. E l’amministratore delegato Ciaccia dichiara: «Oggi abbiamo definito un capitolo importante per favorire lo sviluppo in Serenissima che rappresenta un asse autostradale essenziale e strategico per il nord-est …».
D’altronde Intesa Sanpaolo ha messo in campo con la Biis una vera e propria banca dedicata alle infrastrutture, con la quale ha collezionato una serie di partecipazioni e progetti con notevole impiego di risorse. Infatti Passera già da qualche anno auspica il varo di un progetto di ampio respiro, in grado di mobilitare risorse per 250 miliardi in un quinquennio, pari a13% del Pil, da reperire attraverso recuperi di sprechi sulla spesa pubblica, miglior utilizzo di fondi Ue, lotta all'evasione e altre misure ad hoc senza appesantire il bilancio dello Stato. Un progetto di stampo keynesiano che finora non ha trovato risposta nella politica economica ma che è completamente condiviso da Palenzona, anch'esso considerato un uomo delle infrastrutture per i suoi molteplici impegni in questo campo, sia attraverso Unicredit sia con la presidenza di Aeroporti di Roma che sta portando avanti faticosamente il mega progetto di Fiumicino per le Olimpiadi del 2020.
Al riguardo non dimentichiamo che la Brebemi (Brescia-Bergamo-Milano), ha nel Gruppo Intesa il socio di riferimento, ed ha deliberato un maxi aumento di capitale funzionale a proseguire la costruzione dell'arteria autostradale tra Milano e Brescia.
Biis è anche socia di Tem (Tangenziale esterna Milano).
Non si deve poi dimenticare che nel 2003, con Riccardo Illy e Giancarlo Galan a capo delle rispettive regioni e con Mediobanca advisor finanziario, venne lanciato il progetto “Autostrade del Nord”, fortemente sponsorizzato da Passera.
Probabilmente rientra in un tale progetto anche ciò che in quegli anni avviene, cambiando orizzonte geografico, sull’asse Milano-Genova. Anche nella vicenda delle vendita del 15% della dell’Autostrada Serravalle dal Gruppo Gavio alla Provincia di Milano (Presidente Penati oggi ben noto alle cronache giudiziarie) entra di prepotenza Passera. E’ lui che fornisce ad Asam i 240 milioni di euro necessari per l’operazione: in cambio si prende in pegno il 53% di quote in mano alla Provincia e nomina un suo uomo, il vicepresidente di Intesa Bracchi. Per ridurre il debito la Provincia di Milano venderà poi le quote che possiede della Serenissima (ma guardate un po’) alla stessa Serravalle (così Passera le controllava avendola in pegno).
Per finire il Gruppo Intesa possiede il 2% circa di Atlantia (che controlla Autostrade Spa).
Oggi Corrado Passera, come Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, detiene il potere della vigilanza sulle concessionarie autostradali.
Come è possibile che il Presidente del Consiglio Monti, che è stato in Europa rigoroso garante delle regole della concorrenza, finga di non sapere che in nessun Paese europeo, e meno che meno negli Stati Uniti, un manager, appena uscito da vicende come questa, mai avrebbe potuto ricoprire un tale incarico per un evidente ed insormontabile conflitto di interessi? Una cosa del genere sarebbe stata possibile solo dopo alcuni anni dall’abbandono degli incarichi ricoperti.
Abbia per lo meno la saggezza di ritirare le deleghe sulla vigilanza alle concessionarie autostradali attribuendole ad altro Ministro o tenendole egli stesso per sé.

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