Si parla sempre più di una ipotesi di fare cassa attraverso la dismissione massiccia di patrimonio immobiliare e mobiliare pubblico.
La “contromanovra” di Italia dei Valori ha previsto il ricorso alle dismissioni patrimoniali dello Stato e degli Enti Locali come forma di abbattimento del debito pubblico. Sia con riferimento ai beni immobili che con riguardo alle partecipazioni in enti economici e società. Si calcola che il patrimonio vendibile abbia un valore di almeno 700 miliardi di euro.
Naturalmente abbiamo la consapevolezza che i beni non si possano collocare sul mercato in modo totale ed immediato, poiché le vendite vanno fatte con criterio e tenendo conto, per le società quotate, dell’andamento del mercato mobiliare. Inoltre anche la dismissione del patrimonio immobiliare richiede la necessaria pianificazione per massimizzare il ricavato, anche utilizzando diverse forme tecniche, come la costituzione di fondi immobiliari, le vendite all’asta, le cartolarizzazioni.
Misure straordinarie per riduzione dello stock del debito
2012
2013
2014
2015
70 - Dismissioni di partecipazioni statali
800
1.500
+ 32*
3.000
+ 92*
3.000
+ 212*
71 - Dismissioni di partecipazioni degli enti territoriali
300
1.000
+ 12*
3.000
+ 52*
3.000
+ 172*
72 - Dismissioni di immobili
1.000
5.000
+ 40*
8.000
+ 240*
10.000
+ 260*
Nota:
(*) se le entrate straordinarie venissero utilizzate per abbattere lo stock del debito si otterrebbe l’effetto di ridurre il servizio del medesimo per un valore pari a circa il 4% delle riduzioni apportate al debito accumulato. Ad esempio, 45 miliardi di maggiore incasso dai ruoli esattoriali, producono una riduzione permanente della spesa per interessi pari a 1,8 miliardi di interessi in meno da pagare.

Per questo nel nostro piano abbiamo previsto, con la cautela necessaria ed opportuna richiesta da simili azioni, un incasso che parte da 800 milioni di euro nel 2012 per arrivare a regime a 3 miliardi di euro all’anno per la vendita di partecipazioni statali, da 300 milioni a 3 miliardi all’anno per le partecipazioni degli enti locali, da 1 miliardo fino a 10 miliardi all’anno per gli immobili. Si tratterebbe comunque in quattro anni della somma rispettabile di 39,6 miliardi di euro.
Qui si parla invece di cessione in blocco a Fintecna (società interamente controllata dal Ministero dell’Economia per la gestione delle partecipazioni e delle privatizzazioni) che dovrebbe poi procedere in un secondo tempo alle alienazioni. Si può fare, ma va garantita in modo assoluto la trasparenza dell’operazione ad evitare che capiti ciò che è già avvenuto con le grandi invenzioni di “finanza creativa” di Tremonti ed in particolare con l’operazione “Scip2” (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=144&Itemid=1 ). Con essa il duo Berlusconi-Tremonti , che come è noto sono oggettivamente i rappresentanti in politica di evasori e speculatori, ha di fatto messo in mano dei loro amici, a prezzi ben al di sotto del loro valore, i pezzi pregiati di proprietà degli enti previdenziali generando poi un “buco” di 1,7 miliardi di euro posto a carico dei contribuenti.
Vigileremo con tutte le nostre forze affinché il “giochetto” non si ripeta.

Commenti   

#16 turitoto 2011-08-22 18:01
Gentile On. borghesi,
purtroppo non sono assolutamente d'accordo con la vostra contromanovra. Qui il problema è più grosso della nostra piccola Italia, che ormai è completamente espropriata di ogni residua indipendenza. Il vero governo italiano è composto da Trichet, Draghi (Goldman Sachs, le dice niente?), Merkel e Sarkozy, la commissione europea (non eletta da nessuno (w la democrazia!), i quali stanno imponendo la loro politica economica neomercantile e neoliberista. Lei sa che Tremonti deve presentare la finanziaria alla commissione europea prima ancora che al parlamento italiano secondo le nuove regole del patto di stabilità, e questo vale per qualsiasi futuro ministro (e che voto a fare se non posso scegliere una politica economica? ). L'Euro non appartiene a nessun paese, e qui sta la fregatura, non abbiamo sovranità monetaria: non possiamo svalutare la moneta per rimettere in moto l'economia, mentre la Germania in questi 10 anni ha inondato l'Europa con le sue esportazioni. Il Giappone ha il debito pubblico al 200% eppure non sta fallendo, perché? Svendiamo il poco che ci resta, ma fra 6 mesi il problema si ripresenta e che cosa venderemo? Il Colosseo? Pompei? Alla Grecia non è servito, all'Irlanda neppure (per concedere il prestito l'Europa e l'FMI hanno chiesto come garanzia i fondi pensione degli irlandesi! In confronto Berlusconi è un santo!), non servirà alla Spagna né al Portogallo, né all'Italia: è solo un modo per saccheggiare gli stati e imporre privatizzazioni selvagge e noi non ci guadagniamo nulla! Sono vent'anni e più che privatizziamo, ma stiamo sempre peggio. L'argentina, dopo tutte le misure draconiane impostele e che non sono servite a nulla, ha dichiarato default, ha sganciato il pesos dal dollaro (rapporto 1:1) e dopo un anno nero è tornata a crescere con un pil del 7% e oltre annuo. Ora, per carità, vogliamo smettere di seguire quelli che stanno portando alla catastrofe l'economia mondiale e cercare di trovare delle soluzioni per noi, il popolo, e non per gli squali finanziari? Lo vogliamo capire che il neoliberismo non è una dottrina rivelata da Dio e che il Mercato non è Dio? Esistono altri modelli economici. Vogliamo parlare di cambiare il modello europeo, se Europa deve essere, altrimenti bye bye? Perché non consultare economisti che non ripetono il mantra liberista che ci sta distruggendo? Almeno voi che dovreste essere il nuovo in confronto a Berlusconi!
Cordiali Saluti
#15 turitoto 2011-08-22 18:01
Gentile On. borghesi,
purtroppo non sono assolutamente d'accordo con la vostra contromanovra. Qui il problema è più grosso della nostra piccola Italia, che ormai è completamente espropriata di ogni residua indipendenza. Il vero governo italiano è composto da Trichet, Draghi (Goldman Sachs, le dice niente?), Merkel e Sarkozy, la commissione europea (non eletta da nessuno (w la democrazia!), i quali stanno imponendo la loro politica economica neomercantile e neoliberista. Lei sa che Tremonti deve presentare la finanziaria alla commissione europea prima ancora che al parlamento italiano secondo le nuove regole del patto di stabilità, e questo vale per qualsiasi futuro ministro (e che voto a fare se non posso scegliere una politica economica? ). L'Euro non appartiene a nessun paese, e qui sta la fregatura, non abbiamo sovranità monetaria: non possiamo svalutare la moneta per rimettere in moto l'economia, mentre la Germania in questi 10 anni ha inondato l'Europa con le sue esportazioni. Il Giappone ha il debito pubblico al 200% eppure non sta fallendo, perché? Svendiamo il poco che ci resta, ma fra 6 mesi il problema si ripresenta e che cosa venderemo? Il Colosseo? Pompei? Alla Grecia non è servito, all'Irlanda neppure (per concedere il prestito l'Europa e l'FMI hanno chiesto come garanzia i fondi pensione degli irlandesi! In confronto Berlusconi è un santo!), non servirà alla Spagna né al Portogallo, né all'Italia: è solo un modo per saccheggiare gli stati e imporre privatizzazioni selvagge e noi non ci guadagniamo nulla! Sono vent'anni e più che privatizziamo, ma stiamo sempre peggio. L'argentina, dopo tutte le misure draconiane impostele e che non sono servite a nulla, ha dichiarato default, ha sganciato il pesos dal dollaro (rapporto 1:1) e dopo un anno nero è tornata a crescere con un pil del 7% e oltre annuo. Ora, per carità, vogliamo smettere di seguire quelli che stanno portando alla catastrofe l'economia mondiale e cercare di trovare delle soluzioni per noi, il popolo, e non per gli squali finanziari? Lo vogliamo capire che il neoliberismo non è una dottrina rivelata da Dio e che il Mercato non è Dio? Esistono altri modelli economici. Vogliamo parlare di cambiare il modello europeo, se Europa deve essere, altrimenti bye bye? Perché non consultare economisti che non ripetono il mantra liberista che ci sta distruggendo? Almeno voi che dovreste essere il nuovo in confronto a Berlusconi!
Cordiali Saluti
#14 Fagone 2011-08-22 17:33
Trovo profondamente sconfortante leggere che "siamo vicini al baratro". Ogni giorno si susseguono notizie su notizie di un' Italia che sembra allo stremo. Il debito pubblico ha assunto un valore ormai incolmabile ed i responsabili di questo sfacelo dovrebbero darne conto. Gli amministratori di una società vengono perseguiti se decidono o fanno cose che danneggiano la società ed il suo regolare decorso; ebbene, un politico che ha incarichi di governo, è un amministratore pro-tempore di una società chiamata Italia. Dovrebbe essere perseguito, per legge, SE nel suo operato commette gravi inadempienze. Ma tant'è, tanto paga sempre pantalone !!! Commentando l'idea di cedere i gioielli di famiglia, e cioè i beni dello Stato, dico che mi sembra che ci siano ben altri "forzieri" da scardinare: primo fra tutti, i vitalizi o regali che negli anni sono stati elargiti a politici di ogni colore; in 60 anni di Repubblica sarebbero una bella sommetta. Poi, tutto l'apparato del carrozzone deve essere rivisto: fuori gli imboscati messi lì dai partiti per ingraziarsi favori, parenti, familiari, amici, amici degli amici, di politici, che occupano posti anche di rilievo, nelle amministrazioni statali o partecipate. Conosco persone che negli anni 60 sono stati assunti in una grande azienda statale: in tre nella stessa azienda ed in famiglia erano quattro!!! In altre famiglie, come la mia, nessuno! Il guaio italico viene da lì: ruffianesimo, scambio di favori, imboscanesimo. Dove crediamo di andare se NON mettiamo gente qualificata, avulsa dai partiti, nei posti che competono? Si continuerà a tappare i buchi che continuamente usciranno fuori, fino al naturale salto nel baratro.
#13 belluco.s 2011-08-22 12:06
Buongiorno a tutti, piuttosto che mettano mano alle pensioni,ai servizi tipo sanità e scuola, MEGLIO SE VENDONO GLI IMMOBILI. Immagino verrà fatta un'asta e visto che saranno in tanti a guardare, spero che non ci saranno furberie. Credo che tanti immobili siano in condizioni fatiscenti tipo ex caserme e scuole, che aspettare a venderli può anche voler dire che il loro valore va diminuendo o che bisogna spendere soldi per metterli in sicurezza; per questo, penso che ne andrà venduta solo una parte.MEGLIO GLI IMMOBILI, PIUTTOSTO CHE I SERVIZI A ME COMUNE CITTADINA.Grazie.
#12 grasso 2011-08-21 22:03
Non sono per niente d'accordo su quanto hai scritto:
"1. Il fatto che la banca centrale emittente iscriva al
passivo il debito rappresentato dalla moneta emessa e all'attivo il credito di pari importo per il denaro che deve ricevere dallo Stato al quale la moneta stampata è
destinata, fa esattamente pareggiare il conto economico e
quindi nessun lucro particolare si manifesta a questo titolo a favore della banca centrale;"
In questo punto 1. tu dici che la banca deve ricevere dallo stato la moneta di pari importo.
questo e' proprio il debito pubblico che viene intascato dalla banca(la parita' di bilancio e' solo un trucco contabile) .
Questo e' un discorso vecchio e molto facile da capire: alla fine la banca incassa i soldi che ha stampato piu' l'interesse.
Se questi soldi li stampasse direttamente lo stato non ci sarebbe bisogno della barzelletta dello scrivere al passivo, di stampare i buoni del tesoro ecc.e non ci sarebbe nessun debito pubblico.
Altrimenti come si spiega questo debito?
Chi sarebbe il creditore?
Alla fine dici una cosa giusta:
rinazionalizzare la banca centrale come hanno fatto in islanda.

Spero che la tua sia solo disinformazione in buona fede
altrimenti...
Cordiali Saluti.
#11 ida 2011-08-21 16:50
Quando una famiglia vende i suoi gioielli, dopo non ha più niente, e se la cattiva gestione del capofamiglia perdura, la sua situazione non migliora. Io non sono un'economista, non posso certo dar suggerimenti. Posso solo chiedere di guardarsi in giro, imitando modelli più soddisfacenti. Inoltre non mi pare che l'Argentina sia stata meglio dopo le dismissioni di stato; mentre vedo con preoccupazione che buona parte della Grecia non sarà più dei Greci
#10 Antonio Borghesi 2011-08-21 16:05
Ho come la sensazione che molti non abbiano la consapevolezza che questa volta siamo davvero vicini al baratro!
Quando una famiglia non riesce più a pagare i mutui che ha contratto, la vendita dei suoi gioielli è una misura necessaria per ridurre il debito, le rate di mutuo da pagare e gli interessi passivi.
E' ovvio che deve anche ridurre le spese!
Le altre alternative sono la riduzione delle pensioni e la fine delle prestazioni sociali (come la sanità).
Trovo poco accettabile che ci si limiti a dire "non sono d'accordo".
#9 Antonio Borghesi 2011-08-21 15:59
Non condivido l'approccio dato al problema del signoraggio. Vediamo perché:
1. Il fatto che la banca centrale emittente iscriva al
passivo il debito rappresentato dalla moneta emessa e all'attivo il credito di pari importo per il denaro che deve ricevere dallo Stato al quale la moneta stampata è
destinata, fa esattamente pareggiare il conto economico e
quindi nessun lucro particolare si manifesta a questo titolo a favore della banca centrale;
2. che lo Stato iscriva al passivo il debito verso i
risparmiatori che hanno acquistato i titoli, che vengono girati alla banca d'Italia in cambio di moneta appare contabilmente corretto.
Nella vicenda "Signoraggio" ci sono molti luoghi comuni
errati e sembra quasi che sulla vicenda ci sia qualcuno che semplicemente cerca di farsi della pubblicità gratuita.
Infatti,l'ignoranza di taluni spinge a confondere la moneta
intesa come strumento di pagamento con l'oggetto (banconota, moneta) che ha un costo di produzione modesto. Le Banche centrali non vendono un oggetto che costa poco e viene venduto a tanto. Non si può neanche dire che vendono
moneta. Di conseguenza non esiste alcun guadagno
stratosferico ipotizzato da taluni siti che fanno filosofia
e non esiste alcuna prova (in questo caso prove consistenti
in enormi somme di denaro che qualche traccia dovrebbero
lasciare) che tali fantasiose tesi abbiano un qualche
fondamento. Se poi qualcuno vuol credere a certe tesi faccia pure. L'unico guadagno pari alla differenza tra il valore nominale ed il costo di produzione si verifica quando la banconota (o la moneta) viene conservata per sempre dal
detentore. Ad esempio quando andiamo all'estero e ci teniamo
per ricordo in tasca monete e banconote. O se lo facciamo
per collezionismo. O se vanno definitvamente distrutte.
Il discorso potrebbe essere vero se le banche centrali
stampassero moneta a loro piacimento, ma così non è
poiché la quantità di moneta in circolazione deve essere
correlata alla ricchezza prodotta da Paese.
La banca centrale guadagna sulla differenza tra il tasso che riceve tra il momento in cui stampa la moneta ed il momento in cui incasserà i titoli che riceve dallo Stato, ma non dimentichiamo che deve svolgere anche altri compiti: ad esempio spesso la moneta viene emessa per ritirare monete diventate vecchie ed usurate, ecc.
Il signoraggio avrebbe invece luogo se le banconote
venissero stampate ed emesse disancorate dalla ricchezza
realmente prodotta dal Paese. In questo caso infatti ciò
genererebbe inflazione, che come è noto crea un ingiusta
tassa, poiché determina un prelievo fiscale fittizio.
Altro discorso si potrebbe fare in ordine alla proprietà
della Banca centrale: sarebbe certamente più giusto, a mio
parere, che le azioni della Banca fossero interamente di
propietà dello Stato.
#8 grasso 2011-08-21 12:46
Caro On. Antonio,
in qualita' di elettore dell' idv vorrei fare una considerazione:
nel 1971 i trattati di Bretton Wood sono stati cancellati da Nixon,
nonostante cio' le banche centrali hanno continuato ad appropriarsi INGIUSTAMENTE ed ILLEGALMENTE della moneta che hanno stampato fino adesso
indebitando la collettivita'.
Dal 1971 dietro la moneta non c'e' piu' nessuna riserva aurea
pertanto il banchiere centrale quando stampa e presta agli stati la moneta non puo' piu' dire la moneta e' mia perche' la riserva aurea e' mia.
Pertanto formulo a tutti(anche a te) la seguente domanda:
di chi e' la moneta all'atto dell'emissione?
Per me la risposta e' la seguente:
la moneta e' della collettivita' perche' accettandola gli da il valore che prima veniva dato dalla riserva aurea.
Quindi il debito accumulato dagli stati(italia ecc.) dal 1971 fino adesso DEVE essere
un credito e ci dovrebbero restituire tutti i soldi che ci hanno rubato.
Quindi, quando sento parlare di manovre finanziarie, di vendita di patrimoni dello stato, delle aziende pubbliche, delle banche pubbliche, di manovre sulle pensioni ecc., per saldare il debito
mi viene da piangere per non dire altro.
Mi piacerebbe che informiate la gente di tutto cio'(sopratutto quando parlate in tv ) perche' solo se la gente sa queste cose ci possiamo difendere altrimenti potrebbe essere il crollo.
Cordiali Saluti.
:cry:
#7 holabeltra 2011-08-21 09:14
Da che mondo a mondo, non si vende mai quando si è costretti a vendere, perchè alla fine non sarà mai un affare, mi sembra una semplice regola economica/commerciale. E poi non si risolve il problema che ha creato la crisi.

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