scartoffieIn relazione al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria ed alla prossima legge finanziaria si è aperto il dibattito attorno ad uno dei nodi cruciali, che è l’intervento volto a ridurre il peso degli stipendi dei dipendenti statali sul bilancio. Nell’ambito della discussione si sono avute anche proposte assai “forti” come quella del prof. Ichino (sul Corriere della Sera) della licenziabilità ogni anno dell’1% dei dipendenti attraverso un organismo indipendente, che dovrebbe sceglierli tra i meno efficienti.Il mio contributo al dibattito vuole essere diverso e cioè basato sul concetto della “mobilità obbligata. I principali punti del problema possono essere sintetizzati come segue. 1. E’ un’evidenza il rilevante esubero di dipendenti statali rispetto alla quantità e qualità dei servizi prodotti. Oltre che dall’evidenza tale fatto è dimostrato da tutti i confronti internazionali.
2. Tra le principali cause dell’esubero vi è il fatto che negli ultimi dicei anni, a partire dalla riforma Bassanini in poi, si sono avuti rilevanti fenomeni di decentramento di deleghe e competenze dallo Stato alle autonomie locali (Regioni, Province e Comuni), con trasferimento di risorse finanziarie, ma quasi mai di risorse umane.
3. Per far fronte ai nuovi imegni gli enti locali hanno proceduto a nuove assunzioni e quando ciò è stato loro inibito hanno fatto massiccio ricorso a formule di acquisizione di servizi e consulenze esterne, giustificate dalla mancanza di personale interno adeguato, dilatando così la spesa pubblica al punto che, con le ultime finanziarie, si è dovuto intervenire per limitare tale azione.
4. E’ evidente che una rapida riduzione dei dipendenti statali non sia realizzabile attraverso il licenziamento, bensì lavorando sulla mobilità
5. In altri termini l’idea è di trasformare la spesa per acquisizione di servizi e consulenze esterne degli enti locali (necessitata per far fronte alle nuove deleghe) in assunzione di dipendenti dello Stato in mobilità
6. Le Amministrazioni periferiche dello Stato dovrebbero predisporre, a livello regionale, liste di dipendenti in esubero suddivise per competenze (tecniche, amministrative, e così via). La procedura dovrebbe poi prevedere che gli Enti locali prima di ricorrere a servizi o consulenze esterne siano obbligati ad assumere, per le competenze richieste, dipendenti statali presi dalle liste di mobilità. Questi ultimi, a loro volta, non potrebbero rifiutare la mobilità (a livello regionale) pena la perdita del posto di lavoro.
7. Con più coraggio la procedura potrebbe essere estesa anche a livello di Amministrazione Centrale (quindi Roma) con qualche incentivo per agevolare le spese di trasferimento del dipendente statale.
8. E’ evidente che una tale azione richiederebbe una concertazione adeguata da parte del Ministro della Funzione Pubblica con i rappresentanti dei lavoratori dello Stato
9. L’impatto sui conti pubblici sarebbe di grande rilevanza e soprattutto pressoché immediato. In pratica si attuerebbe una riconversione della spesa degli enti locali per servizi esterni e consulenze in personale dello Stato, avente le medesime competenze necessarie agli enti

Commenti   

#3 oresteacisal 2007-10-22 13:17
A mio avviso,anche per rendere più efficiente e più credibile la P.A.,non solo in termini economici ma anche in termini etici,bisognerebbe "allontanare" dal posto di lavoro,in casi di accertata,illegittima posizione di lavoro conseguita,specie fra i dirigenti del Parastato( Inpdap,
Inps,ecc..) dai soliti "ignoti" a spese di Pantalone.
Occorre avere coraggio, e mi riferisco soprattutto ai parlamentari dell'IDV,di dire una volta per tutte basta! alle sistematiche "truffe" perpretate ai danni dei cittadini, con la presenza nel Pubblico Impiego di funzionari e dirigenti burla.
Occorre prima di tutto,anche al fine di togliere il "maltolto" ai furbastri,di effettuare un'attenta analisi sugli inquadramenti oggetto di contenzioso nell'ambito pubblico.
Inoltre bisogna intervenire con urgenza, con modifiche normative che impediscano al pubblico dipendente, specie dirigente,di godersi il trattamento pensionistico della posizione di lavoro riconosciuta illegittima dai competenti organi di giudizio.
In questo modo si potrebbe recuperare un "tesoretto" non indifferente!
Se si adoperasse il bisturi per l'allontanamento in altro ambito di lavoro e con la posizione che gli competono di coloro che hanno conseguito illegittimamante la rispettiva posizione di lavoro, si otterrebbe così una razionale riduzione di numerosi "abusivi" del Pubblico Impiego.
:sigh:
#2 aparme 2007-10-21 18:33
La proposta della lista di mobilità è interessante. Gli enti pubblici fanno abuso dello strumento di esternalizzazione, creando di fatto società private che hanno come obbiettivo il profitto e non la qualità dei servizi offerti. Per massimizzare il profitto si tagliano posti di lavoro, nella logica della competitività. E\' anche vero che spesso queste società, molto spesso cooperative che sfruttano i lavoratori con stipendi da fame, sono società formate da parenti e amici che nella stragrande maggioranza dei casi non sono competenti o non sono incentivati ad esserlo. La ricetta del FMI è stata quella di tagliare la spesa pubblica, e le varie finanziarie precedenti ponevano un limite di assunzioni agli enti pubblici, che in taluni casi costringevano le amministrazioni pubbliche ad adottare lo strumento dell\'esternalizzazione dei servizi.
E\' necessaria a parer mio una completa riorganizzazione degli enti pubblici anche dal punto di vista tecnologico, attraverso l\'uso del software libero. Però necessitano investimenti iniziali in nuove tecnologie, che potrebbero essere compensati dal risparmio relativo all\'utilizzo del software libero. La conseguenza delle esternalizzazioni in molti comuni è una scarsità della qualità dei servizi offerti, ecco perchè molti si lamentano che pagano troppe tasse. Se a una elevata imposizione fiscale non corrisponde un adeguato servizio ai cittadini (come ritorno dal pagamento delle tasse), molti si giustificano dicendo, a ragione secondo me, che le tasse che pagano sono ingiustificate. La scarsità dei servizi offerti da in un certo modo una giustificazione all\'evasione. Il supporto pubblico che ha un imprenditore che deve aprire o instaurare una attività è scarso, sia dal punto di vista burocratico (troppi passaggi e sprechi di documenti inutili), che dal punto di vista infrastrutturale.
Le faccio l\'esempio di una spesa inutile secondo me:
Ho venduto l\'auto e mi sono recato con il compratore a fare il passaggio di proprietà. Per fare il passaggio di proprietà serve il certificato di proprietà rilasciato dal pra. Il compratore deve aspettare diverse settimane prima di poterlo avere. Allora il certificato viene richiesto dall\'agenzia dove si effettua la voltura al Pra che deve farlo e inviarlo con i relativi costi. Questo moltiplicato per svariati milioni di veicoli l\'anno fa una bella cifra. In Spagna il passaggio di proprietà si fa andando all\'agenzia che per via telematica denuncia il cambio di proprietà, si inserisce il libretto in una apposita stampante che scrive l\'avvenuto cambio. E il costo è inferiore ai 100 euro per il compratore. Per l\'auto che ho venduto, una panda 899cc, 374 euro e questo nonostante la legge Bersani. Questo secondo me è uno spreco. Ma ce ne sono molti altri. Poi bisogna incentivare i dipendenti pubblici. E\' chiaro che se un lavoratore va a lavorare sapendo che non ha prospettive di crescita, a meno che sia parente o amico, non ha prospettive di riconoscimenti meritocratici, sa che qualunque cosa faccia non può perdere il posto di lavoro, l\'impiego pubblico non potrà mai essere efficiente.
Poi spesso mi pongo una domanda da cittadino: perchè a un privato far fare un lavoro costa 100 e all\'ente pubblico costa 700? I seicento in più non ricadranno sulla spesa pubblica? E quà si tratta di miliardi di euro che vanno in fumo, costringendo a compiere un prelievo fiscale che distrugge l\'economia e non la incentiva. E un blocco alla \"competitività\" che ricade su aziende e cittadini. Alla lunga è un fenomeno che porta, per l\'effetto domino dell\'economia, alla crisi economica.
#1 garnett21 2007-10-01 20:56
Ottime idee.
Manca forse un aspetto: il premio al merito. Nella PA che si sia bravi o meno, efficienti o meno, nulla cambia in termini retributivi o di carriera. C'è solo una certezza, cara ai sindacati: l'inamovibilità del dipendente pubblico (senza se).
Gli ultimi accadimenti in Alto Adige sono solamente una goccia nell'Oceano.
Perchè ci si dovrebbe affannare se tanto nulla "mi cambia" o nessuno "mi premia"?
Qualcosa si è provato a fare ma allo stato attuale, a me pare, siamo ancora all'anno zero su questo argomento.

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