Dopo il taglio ai costi della politica, la riduzione degli sprechi della Pubblica Amministrazione, le misure fiscali e la riduzione del debito pubblico, l’ultimo pilastro della manovra alternativa proposta da Italia dei Valori è un piano di liberalizzazioni. Come ha scritto l’Autorità per la concorrenza “Il rilancio dei processi di liberalizzazione è, dunque, tassello cruciale di una vigorosa politica per la crescita.

L’attuale situazione deve, in particolare, essere l’occasione per incidere sulle cause strutturali del deficit di produttività del Paese: prioritario è aumentare la produttività e il modo migliore, perché duraturo, per garantire il raggiungimento di tale obiettivo è consentire ai meccanismi di mercato di operare pienamente, adottando quegli interventi di riforma degli assetti regolatori la cui urgenza, in tempi normali, non viene avvertita con la necessaria intensità….”

Italia dei Valori è consapevole che l'Italia si salverà solo se riuscirà ad abbattere il peso e il costo per le imprese, che le caste e le corporazioni esercitano nel Paese. Come è dimostrato dal fatto che sia bastata una lettera di qualche parlamentare avvocato per fermare anche quel poco che il governo voleva fare su questi temi con la sua manovra.

Tra gli altri interventi che noi proponiamo:

Ordini professionali. Da trasformare in associazioni per la tutela della professione senza obbligo di iscrizione e senza controllo diretto del Ministero Giustizia. Libertà tariffaria. Partendo da notai e giornalisti. L’Italia è il Paese degli ordini e delle corporazioni, con riserve di legge a loro favore, barriere all’entrata, tariffe e protezione del Ministero della Giustizia. La stessa Unione Europea ha da tempo un “dossier” aperto contro l’Italia per la mancanza di concorrenza nelle professioni liberali.

Camere di Commercio. Privatizzazione con adesione volontaria. Pagamento servizi secondo tariffa per le attività obbligatorie per legge come certificati e registro imprese. Tariffe libere per gli altri servizi. Fine dell’obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio. Anche in questo caso siamo in presenza di una tassa alla quale non sempre corrisponde un servizio qualitativamente adeguato. Lo dimostrano i confronti fra Camere di realtà diverse dove a parità di livello di attività si registra anche il doppio dei dipendenti. Le Camere potrebbero continuare a svolgere compiti pubblici (come la tenuta del Registro delle imprese) a pagamento e dare servizi aggiuntivi a coloro che si associano, ma l'adesione deve essere volontaria e non più obbligata.

Servizi postali. l’Antitrust ha censurato le scelte sin qui fatte, penalizzanti per il processo di liberalizzazione, in particolare la mancata previsione di misure fondamentali per assicurare la realizzazione di una concorrenza effettiva nel settore.

Trasporto ferroviario passeggeri. Anche nel settore dei trasporti ferroviari le difficoltà incontrate dal processo di liberalizzazione si riverberano in condizioni di offerta ancora insoddisfacenti soprattutto per quanto riguarda la qualità dei servizi.

Gestioni autostradali e servizi aeroportuali. In entrambi casi, si tratta di monopoli naturali per i quali l’unica forma di concorrenza immaginabile è la procedura di gara attraverso la quale selezionare i gestori, sotto il controllo di un organismo tecnicamente qualificato e indipendente.

Servizi bancari e finanziari e assicurativi. Nel settore del credito il processo di modernizzazione iniziato negli anni ’90 con il passaggio da una gestione integralmente pubblicistica al sistema delle fondazioni ha prodotto risultati importanti. Tuttavia, alla solidità del nostro sistema bancario non corrispondono livelli altrettanto elevati di efficienza sul piano dell’offerta di servizi. Una perdurante debolezza degli stimoli competitivi continua a caratterizzare il settore. In campo assicurativo la crescita dei premi dell’assicurazione auto, ben al di là della media europea, è la migliore dimostrazione dell’assenza di una vera concorrenza, che si potrà conseguire solo rendendo davvero possibile per gli utenti la possibilità di accedere direttamente alle compagnie estere.

La piena circolazione delle quote societarie. Un efficace mercato dei capitali e la sussistenza di condizioni di contendibilità delle imprese rivestono una valenza prioritaria in un’ottica di sviluppo del Paese. E’ fondamentale, dunque, evitare che l’irrigidimento degli assetti proprietari e la loro mancata esposizione a un’aperta concorrenza possano configurare ulteriori ostacoli alla competitività del nostro sistema economico.

La distribuzione dei carburanti. Il settore della distribuzione dei carburanti è caratterizzato, in Italia, da un grado molto elevato di inefficienza: in particolare, il confronto con altri Stati membri mostra il sovradimensionamento di una rete costituita, per la gran parte, da una grande molteplicità di impianti di dimensione molto ridotta. Tale inefficiente struttura distributiva condiziona negativamente la qualità del servizio e il livello dei prezzi del carburante.

L’autotrasporto. Da più di dieci anni a questa parte, lo Stato paga cifre esorbitanti per sostenere il settore dell’Autotrasporto. Solo nel decennio 2000-2009 sono stati spesi 3,5 miliardi di euro in favore della categoria degli autotrasportatori. Ciononostante il settore dell’autotrasporto in Italia continua a rivelarsi molto poco competitivo nell’ambito sistema economico europeo per crescita dimensionale, organizzativa e tecnologica, anche e soprattutto a causa dell’assenza di una strategia complessiva della politica nazionale in materia che dia il quadro di riferimento all'interno del quale si possano individuare finalità, priorità e risorse per il rilancio del settore, con precisi impegni dello Stato e dei diversi livelli di articolazione della Repubblica, al fine di orientare le strategie dei diversi soggetti imprenditoriali coinvolti. Con una Proposta di legge, a mia prima firma, vogliamo offrire un contributo normativo volto a rilanciare concretamente un asset strategico della nostra economia come quello dell’autotrasporto attraverso il perseguimento di alcuni specifici obiettivi, quali, in primo luogo, l’aumento della dimensione aziendale e il superamento del meccanismo basato sui c.d. “costi minimi di esercizio”.

Commenti   

#10 carlpam 2011-07-21 02:39
Gent. On. (Lei sì !) prof BORGHESI

avendo avuto modo di conoscerla di persona ( per un problema personale relativo alla mia attività di medico relativo alle patenti ancora due anni e mezzo fa ) e poiché osservo la situazione della crisi industriale come medico competente (dlgs 626/ora 81) vorrei fare qualche osservazione che credo utile
Sono innanzi tutto d'accordo con Lei che occorre incidere sulle cause strutturali del deficit di produttività del Paese anche se - da un punto di vista non certo da economista - non comprendo bene dove ci può portare e mi riferisco alla nostra società occidentale, la corsa ad una produttività che aumenta percentualmente anno dopo anno. Ma questa è un altra considerazione.
Non sono sicuro che il modo migliore sia consentire ai meccanismi di mercato di operare pienamente ( noto infatti che interessi contrastanti privati operanti sul mercato sono più un freno che un incentivo e mi riferisco ad esempio al "mercato della consulenza alle aziende ", sia sul lato commerciale e di consulenza economica (agenzie per le paghe e la consulenza del lavoro , agenzie commerciali per ricerca ed ampliamento del portafoglio clienti) sia sul lato della sicurezza ( agenzie per la fornitura di servizi di sicurezza e protezione) che per mestiere conosco di più.
Concordo però con Lei che l'Italia si salverà solo se riuscirà ad abbattere il peso e il costo per le imprese, che le caste e le corporazioni esercitano nel Paese.
Su gli altri interventi proposti concordo quali i servizi postali, il trasporto ferroviario passeggeri la gestione autostradale e servizi aeroportuali. ( anche per la qualità del servizio ) e ancora i Servizi bancari e finanziari e assicurativi e sulla piena circolazione delle quote societarie e infine circa le Camere di Commercio. Privatizzazione con adesione volontaria ( in quest'ultimo ampio settore non avendone che una conoscenza marginale non mi esprimo ma mi fido del suo parere .
Questione di non poco conto La distribuzione dei carburanti e il settore dell’autotrasporto in Italia continua a rivelarsi molto poco competitivo con grado molto elevato di inefficienza e di costi elevati . L'industria automobilistica e del trasporto su gomma si gioverebbe di una politica energetica fondata su motori elettrici o a idrogeno .
Rimango dell'idea della riforma degli ordini, salvaguardando l'interesse pubblico ad una tutela contro l'incompetenza professionale (esame di stato per l'accesso alle professioni come tutela pubblica e non come chiusura di casta : ricordo di aver letto qualche citazione circa la pletora medica , il saggista poi dopo qualche pagina rivelava che si trattava di citazioni risalenti al primo dopoguerra !!! (sic)
Quindi ben vengano interventi di carattere generale ( ma non un liberismo selvaggio senza una tutela dell'interesse pubblico)

Vengo infine ad osservare la situazione nell'industria e dell'artigianato ( conosco meglio il vicentino ma la situazione è analoga altrove ) si tratta di aziende di dimensioni medio piccole che raramente superano i 10 dipendenti : spesso forniscono anche l'industria tedesca come nella metalmeccanica e nelle macchine utensili. Ma mentre la produzione risulta di qualità, non elevata è la qualità della direzione aziendale ( con livelli di istruzione medio-bassi del padronato). Trova spazio la consulenza aziendale sia nell'ambito economico-commerciale che nella pianificazione e nella sicurezza aziendale. Quest'ultimo è popolato da tecnici diplomati con scarsissima preparazione tecnica ( 70 ore per formare un RSPP ? ) che però consumano ( per non dire sfruttano le risorse aziendale) per fornire prestazioni di scarsa o nulla qualità ( documenti di valutazione di rischi copiati con software costosi ma reddittizi ( troppo caro il ns software a 1200 euro? ma dottore se lo ripaga con due o tre DVR e qualche DUVRI !) in altri termini si fornisce un servizio non efficace sul risultato di sicurezza e prevenzione ma solo e a caro prezzo la documentazione perchè tutte "le carte siano in ordine" o corsi teorici su tutto lo scibile aziendale e non ( sullo "stress work related o stress relativo al lavoro) si sono buttati in massa psicologi tutti vantando una esperienza di psicologia del lavoro
Per ogni DVR che mi capita fra le mani ( e al quale come MC dovrei aver collaborato alla stesura ) salta all'occhio almeno l'indicazione di quattro o cinque corsi da fare . sento di aziendine di 4-5 dipendenti che arrivano a spendere fino a 10mila euro solo per formazione perlopiù di scarsa efficacia ed utilità . Durante questo periodo si è potuto notare che tutta questo settore è prosperato ed aumentato. Le associazioni datoriali (CNA , CONFINDUSTRIA ) hanno partecipato al business anche ai propri associati invece che fornire un sistemi di "calmiere del mercato" e comunque di consulenza di alto livello. Incentivare la preparazione della classe imprenditoriale ed artigiana, disincentivare la cattiva consulenza, migliorando la formazione e la disponibilità dell'informazione di alto livello all'industria è una delle strade da seguire
cordiali saluti dr Carlo Pamato
Padova
#9 scout 2011-07-20 16:14
... e non è che i manager delle Ferrovie Italia non siano pagati poco ma fanno parte della casta....anche se non svolgono bene il loro lavoro visti i risultati....
#8 scout 2011-07-20 14:53
Spero nessuno possa nsperimentare la privatizzazione delle Ferrovie come ho fatto stamane. Da Venezia a Padova - treno delle 9,41 alle 9,55 non parte e nessuno spiega il perchè. Di corsa cambiare binario e prendere quello per Verona che passa per padova. Parte alle 10,05 invece che alle 10. Porte che non si aprono, sporcizia e indicatori elettronici non aggiornati.
Ora il ritorno Padova - Venezia.
Binario 2 alle 11,29 con avviso di 10 minuti di ritardo. Uno pensa 11,39 dunque ma arrivano le 11,45 e via altoparlante avvisano che il treno sta arrivando. alle 11,48 la scritta scompare. Allora di corsa al binario 6 per prendere un altro treno per Venezia. lo prendo quasi in corsa perchè parte alle 11,50. nel frattempo al binario 2 passa il treno annunciato ma nessuno si spiega come mai abbiano tolto la scritta. ma ormai stiamo partendo per Venezia e finalmente siamo su un treno . Non voglio parlare poi dei cambi continui di binario con la gente che corre come trottole ..... alla Fantozzi.
Ecco il risultato della privatizzazione ...... da ferrovie dello Stato a Ferrovie Italia ...
#7 Agostino 2011-07-20 10:01
ermo restando il mio principio che la privatizzazione abbia ad interessare il più possibile della società dissento nel modo più assoluto nella proposta di privatizzare le Camere di Commercio.
Proprio anche su questo sito avevo proposto la soppressione degli organi professionali e l'obbligo per tutti i professionisti di iscriversi in una sezione speciale del Registro Imprese.
Avevo anche proposto la creazione di un'ulteriore Sezione Speciale nel Registro Imprese ai cui dovevano iscriversi obbligatoriamente i proprietari di immobili dati in locazione sia che fossero abitazioni sia che fossero ad uso impresa.
Il sistema Camerale su territorio da molti anni se presenta come un sistema federalistico non secondo a nessuno.
Sempre pro Camere di Commercio avevo proposto che verso le stesse fossero trasferiti tutti i servizi e i controlli verso le imprese oggi a carico di Comuni, Provincie e Regioni al fine di separare nettamente il mondo delle imprese (a cui fare capo a livello locale alla Camere di Commercio) dai servizi alla persona a carico dell'Ente Comunale.
Inoltre il sistema informatico unico in Italia centralizzato proprio delle Camere di Commercio permette di sapere e di disporre dei dati delle imprese poste in ogni parte d'Italia in qualsiasi altra parte d'Italia con celerità di tempi per studi, indagini e quant'altro.
Inoltre Camera di Commercio non significa solo Registro Imprese ma anche Brevetti, marchi, Regolazione del mercato, protesti, ecc. ecc.
Ecco pertanto che chiedo a lei Prof. Borghesi e a tutta l'IDV di rivedere la posizione sulle CCIAA.
#6 Agostino 2011-07-20 10:00
Fermo restando il mio spirito liberale volto a privatizzare il possibile, dissento dalla privatizzazione delle Camere di Commercio. Proprio dalle sue pagine di questo sito (e in ben altre pagine) ho scritto che siano gli ordini professionali ad essere sciolti e tutti i professionisti abbiano ad iscrivere obbligatoriamente in una Sezione Speciale del Registro Imprese. Non solo. Ho anche sostenuto e ne ritengo ancora piena validità la costituzione proprio a livello di Camere di Commercio di un'ulteriere Sezione Speciale del Registro imprese a cui debbano obbligatoriamente iscriversi imprese e privati che affittano immobili di abitazione e per imprese.
Ritengo che proprio alle Camere di Commerico siano da trasferire tutte le incombenze delle imprese che oggi gravano ancora su Comuni, Provincie e Regioni dividendo in questo modo l'assetto economico (Verso le Camere di Commercio) dall'assetto dei servizi a favore dei cittadini (Ad esclusiva competenza dei Comuni).
Seppur da trasformare la struttura delle Camere di Commercio a livello di territorio d'Italia sono l'esempio che funziona di Federalismo da molti anni.
Infatti le entrate per la gestione dei propri compiti istituzionali per le Camere di Commercio non avvengo "per trasferimento".
Inoltre il sistema informatico centralizzato di cui le Camere di Commercio dispongono permette un servizio di conoscenza delle imprese per studi, indagini e quant'altro eccezionale. Invito la S.V. Sig. prof. Borghesi e tutto il partito IDV a rivedere la Vs. posizione sulle Camere di Commercio, CENTRO DELL'ECONOMIA LOCALE, che non si riduce a semplice Registro delle imprese ma che fa riferimento a marchi, brevetti, protesti, mediazioni, firme digitali, ecc. ecc.
#5 scout 2011-07-20 00:36
Da una parte IDV si dice democratico poi il dissenso lo elimina come faceva il vecchio PCUS (dittatura).
Il Cansigliere di Municipalità di venezia caberlotto è stato invitato ad uscire da IDV
l'ex segretario e fondatore di IDV mNicola Funari è stato sospeso dal partito. Forse toccherà a breve termine anche a Murgia..... E' questa la democrazia interna o il dissenso dipende da scelte non coerenti coi programmi e con le dichiarazioni di IDV ambientalista, contro gli sprechi (vedi il MoSE) ecc. ecc.
#4 scout 2011-07-19 20:40
Egr. Fragone, dal 1998 ho scritto sulla stampa che la povertà comincia dalle bollette, invitando la politica ad intervenire almeno sull'IVA. Nessun segnale, nemmeno durante i 3 anni che sono stato in IDV.... spero il tuo intervento smuova qualcosa ma mi sembra che alla politica (tutta) oggi interessi altro....
#3 Fagone 2011-07-19 16:29
Giudico positivamente quanto riportato come proposta dell'IDV ed ho fiducia che, un giorno, si possa vederla realizzata. Egregio Onorevole, Le segnalo, con l'occasione, quanto accade nelle bollette del gas e dell'elettricità che vengono spedite ai cittadini:
oltre al costo puro dei metricubi e dei KW, rispettivamente consumati, sono addebitati oneri come imposte regionali e comunali, sulle quali grava anche l'IVA. Quindi le bollette in questione sono gravate anche da un'imposta su altre imposte che snatura, a mio avviso, la legge stessa dell'Iva. Lo Stato incassa un'Iva che è indebita, secondo me. Basterebbe focalizzare l'attenzione sul fatto che l'Iva deve gravare su cessioni di beni e servizi e non già su altre imposte. Le sarei grato se potesse approfondire il tema. Cordialità.
#2 scout 2011-07-19 16:29
ma quale manovra alternativa... è passata quella di Tremonti che ringrazia il "senso di responsabilità delle opposizioni".... Come previsto i mercati hanno risposto picche.
#1 brandor 2011-07-19 15:26
Ma è possibile che questa parola è diventata più importante di Dio!
E' praticamente impossibile una crescita infinita, per lo più in queste condizioni, e per quanto riguarda le liberalizzazioni/privatizzazioni è possibile che neanche voi (I.d.V.)abbiate capito che è una fregatura!

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