La straordinaria partecipazione degli Italiani alla tornata referendaria permette di formulare alcune riflessioni.
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1. L’Italia s’è desta davvero! Dopo anni di sonno, indotto anche grazie ad un controllo spregiudicato dei mezzi d’informazione televisiva, la gente ha capito e la grande partecipazione popolare a questo voto ne è la più significativa manifestazione
2. Italia dei Valori a cui nessuno potrà togliere il merito di aver proposto questi referendum un anno fa, tra lo scetticismo generale, ed in qualche caso persino con l’ostracismo della politica anche all’interno del centro sinistra, è orgoglioso di aver messo a disposizione dei cittadini italiani questo strumento di democrazia diretta
3. Quando raccogliemmo le firme è fuori dubbio che avevamo un intento principalmente politico per marcare la nostra presenza sul territorio e per costringere tutti,  anche i nostri alleati politici, ad assumere maggiore grinta nel contrastare il governo Berlusconi
4. La raccolta delle firme è stato uno straordinario momento di contatto con la gente, attraverso il quale abbiamo raggiunto la consapevolezza che sulle questioni poste vi era un interesse trasversale dei cittadini (molti elettori dichiaratamente leghisti hanno firmato le proposte).
5. Abbiamo dovuto lottare contro il boicottaggio del governo e di Berlusconi che hanno tentato in tutti i modi di impedire o di ostacolare il referendum: prima fissando una data diversa da quella delle elezioni amministrative, poi ordinando alla Rai di ritardare al di là del lecito l’informazione ai cittadini, poi pensando di cavarsela modificando la legge sul nucleare in modo dichiaratamente temporaneo, poi persino contestando la decisione della Cassazione a noi favorevole e ricorrendo alla Corte Costituzionale
6. Abbiamo messo tutti i partiti di fronte alle loro responsabilità, in primis il Partito Democratico, che, dopo un iniziale tergiversare, si è finalmente impegnato direttamente nella promozione del voto
7. Per questo, mano a mano che ci si avvicinava al giorno del voto, abbiamo svestito i referendum della nostra bandiera di partito, per favorire il più possibile la discussione sui problemi che i referendum ponevano, anche agli elettori ed ai partiti che la pensavano diversamente
8. Ma ciò nonostante il Presidente del Consiglio Berlusconi ha voluto dare un connotato politico ai referendum dichiarando la loro inutilità ed invitando la gente a non votare. In altre parole trasformandoli nella domanda: con me o contro di me? Gli Italiani gli hanno risposto in modo chiaro e uniforme da Bolzano a Palermo che non gli credono più e che si sono stufati delle sue promesse.
9. Lo avevano già fatto per altre due volte nel corso degli ultimi due mesi, ma questa è la più eclatante perché raggiungere il quorum era un obiettivo quasi impossibile (non capitava da sedici anni durante i quali l’affezione al voto è fortemente calata tanto che è ormai stabilmente attorno al 15-20%)
10. Per questi motivi il grande sconfitto di oggi si chiama Silvio Berlusconi e se avesse solo un briciolo di senso istituzionale dovrebbe dimettersi immediatamente, come fece De Gaulle nel 1969 quando i francesi dissero no al referendum che aveva indetto sulle sue proposte di modifica della Costituzione.
Ma De Gaulle era uno statista, Berlusconi un piazzista, che ormai non riesce a convincere più neppure se stesso

Commenti   

#6 moromimm 2011-06-14 15:17
Il paragone con De Gaulle tiene nella misura in cui li consideriamo agli antipoti.
De Gaulle uomo della resitenza e dell'interesse collettivo, Berlusconi uomo del bunga bunga e dell'interessi personale
Cero pero'....prendere lezioni dai francesi....perche' siamo caduti cosi in basso?
#5 carliar 2011-06-14 09:08
@Fagone, che scrive " Un governo di una sola parte, dx o sx che sia, NON può più durare."
No, mio caro, quel che non potrebbe durare 2 minuti sarebbe un governo di 2 parti.
Auguri.
Carlo Mascarino, da La Plata.
#4 scout 2011-06-13 18:01
La vittoria dei SI ai referendum ha molti significati, tra questi anche un avvertimento al centrosinistra o alle spinte "mercantilistiche" che ci sono al suo interno di cambiare alcune mentalità (Di Pietro l'ha cambiata ma non mi fido...)per altri spero sia possibile senza essere tacciati per statalisti o comunisti.
#3 Fagone 2011-06-13 16:02
Ho firmato la petizione a suo tempo ed ho votato ieri alle 8,30; uno dei primi, non vedevo l'ora! A suo tempo Le dissi che i due avrebbero bisticciato ed ora Le dico che al nostro Paese, così conciato da 16 anni di conservatorismo, serve un governo di larghe intese, composto da forze e da uomini che vogliano il bene della gente. Un governo di una sola parte, dx o sx che sia, NON può più durare. Servono uomini seri, onesti, che lavorino per lo sviluppo del Paese e non per interessi propri o di bottega; solo così si potrebbe tornare a lavorare ed a vivere!!! Complimenti comuque.
#2 Antonio Borghesi 2011-06-13 15:36
Infatti ho definito De Gaulle "statista" e Berlusconi "piazzista"
#1 Kammamuri 2011-06-13 15:22
Mi dispiace dissentire ma paragonare un nano a un gigante (comunque lo si possa giudicare) lo ritengo quanto meno azzardato :-?

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