Nei comuni dove il voto è stato più politico che amministrativo hanno perso Berlusconi e la Lega Nord su tutta la linea. Ha vinto il Pd, ma non a Napoli. Ha vinto Idv a Napoli, ma non ha vinto altrove. Sel non ha vinto da nessuna parte. Grillo ha vinto e perso nello stesso tempo.  Vi spiego perché.
Tutti diranno che hanno vinto le elezioni, magari dicendo che sono andati meglio nel comune di Montefiascone o in quello di Roccasecca. La verità è che per la pervicace volontà di Berlusconi di dare a questo voto amministrativo un significato politico le elezioni simbolo erano quelle di quattro grandi città: Milano, Torino, Bologna e Napoli. E’ su questi risultati che, a mio avviso, vanno espresse le valutazioni politiche del voto di oggi.
Berlusconi ci ha messo la faccia e le solite promesse da piazzista e forse per la prima volta gli elettori gli hanno fatto uno sberleffo ed gli hanno votato contro (aveva chiesto almeno 50 mila preferenze e ne ha ottenute la metà). A Milano la Moratti con solo il 41% dei voti è stata duramente bastonata dagli elettori che hanno voluto in realtà colpire, attraverso di lei, Berlusconi e le sue vicende tragicomiche dell’ultimo anno: i suoi processi per corruzione, la sua frequentazione con prostitute minorenni e l’assenza di un vero governo di un Paese in grave crisi. Il Pdl passa a Milano dal 41% del 2006 al 28%, del 2011 (37% alle Politiche del 2008 e 36% alle Regionali del 2010). A Torino dal 23% al 18% (32% e 22%). A Bologna dal 15% al 16% (27% e 25%). A Napoli dal 26% al 23% (45% e 34%).
Ha perso la Lega Nord che passa a Milano dal 4% al 10% (ma 12% alle Politiche 2008 e 14% alle Regionali del 2010). A Torino dal 2,5% al 7% (ma 6,5% e 10%). A Bologna (dove esprime il candidato sindaco) dal 3% all’11% (ma 4% e9%).
Vince il Pd che passa a Milano dal 22% del 2006 (ma con l’Ulivo) al 29% (ma 34% nel 2008 e 26% nel 2010). A Torino il suo candidato è eletto sindaco al primo turno e passa dal 39% (con Ulivo) al 34% (ma 39% e 25%). A Bologna il suo candidato è eletto sindaco al primo turno e passa dal 39% al 38% (ma 49% e 40%). A Napoli perde nettamente e passa dal 30% al 17% (ma 35% nel 2008 e 25% nel 2010).
Vince l’Idv a Napoli dove De Magistris va al ballottaggio battendo il candidato del Pd. L’Idv passa dal 4% all’8% (ma 5,5% e 8%). Non vince invece a Milano dove passa da 1,5% a 2,5% (ma 5% nel 2008 e 8% nel 2010). A Torino passa da 2% al 5% (ma 6,5% e 10%). A Bologna dal 4,4% al 3,7% (ma 6% e 8%).
Vince e perde Grillo perché ottiene percentuali importanti ma dichiaratamente inutili, anzi utili a far sperare al Centro destra per i ballottaggi. Grillo consegue a Milano il 3,4% (aveva il 3,2% nel 2010), a Torino il 5,2% ( 3,7% nel 2010), a Bologna il 9,4% (8,1 nel 2010).
Non vince Sel, che ottiene molto meno delle sue attese. A Milano dove esprimeva il candidato sindaco ottiene solo il 4,7%, a Torino il 5,6%, a Napoli il 3,9%.
Concludo con la seguente riflessione: centro destra o centro sinistra vincono o perdono per lo spostamento del voto moderato da una parte o dall’altra. I dati, ed in particolare quello di Milano, ci dicono che Idv non intercettato nulla di questo spostamento, mentre ha visto il suo risultato sicuramente eroso da Sel e da Grillo. Su questo fatto dovrebbe aprirsi il dibattito al prossimo Esecutivo Nazionale.

Commenti   

#8 adriana zanese 2011-05-18 12:51
Concordo con l'analisi del voto e sulla necessità di aprire un dibattito in Idv, ma non solo nella cabina di regia, cioè l'Esecutivo.
Adriana Zanese
#7 Kammamuri 2011-05-17 14:08
Ha perso il Partito della calunnia, della delegittimazione, dell'arroganza, un partito che, in buona parte, alligna tra le forze di destra, ma non solo...
#6 sfitta 2011-05-17 13:06
Altro che voto di protesta dato a i grillini : mi viene in mente che così veniva descritta la Lega.
In realtà De Magistris è stato eletto grazie al blog di Grillo e all'aiuto di Annozero, Grillo lo ha mollato perché, secondo lui,doveva starsene in Europa. Nell\'Idv De Magistris guarda troppo alla sinistra radicale, per questo è inviso a molti, anche elettori. Gli elettori vogliono fatti, vogliono sapere come si pone un partito nei confronti di problemi concreti ( per restare a Verona urbanistica, mobilità, traforo, inceneritore), verificare se ai proclami di legalità, ecologia e sviluppo sostenibile seguono azioni concrete di sostegno. Magari non delegate sempre e solo ai rappresentanti locali del partito, lasciati abbaiare alla luna senza possibilità di incidere su problemi che, giocoforza, richiedono intese trasversali, magari mediate a piani più alti.
#5 enrico.deg 2011-05-17 12:57
IdV dovrebbe intercettare i voti dei moderati liberali, tuttavia:

- non si prendono i voti dei moderati se si usa un linguaggio troppo violento (ad esempio se si va in parlamento a dire che B. è uno stupratore della democrazia)

- non si possono prendere i voti dei liberali se non si dice mai che IdV è un partito d'ispirazione liberale e non di estrema sinistra come molti credono

- non si prendono i voti dei liberali gestendo il partito in modo poco liberale soprattutto se questo tipo di gestione porta in parlamento Scilipoti

Idv deve chiedersi di chi vuole i voti e adottare una comunicazione coerente con questa scelta.

Fin'ora non lo ha fatto.
#4 scout 2011-05-17 12:45
Ha vinto il centrosinistra. A Napoli vince la figura di De Magistris fortenmente osteggiato da Di Pietro al Congresso. IDV invece non va oltre al 2,5% (non ha Napoli che ha inciso la figura di De Magistris. Il voto ai grillini è stato, a parere mio, un voto di protesta visto che grillo non ha vere proposte pratiche da percorrere.
#3 Gualtieroblanco 2011-05-17 11:49
Non succederà proprio che venga ascoltata la Base perché Italia dei Valori è Di Pietro e basta. (Purtroppo!) La Democrazia è una cosa seria ma vedo che in IdV non viene proprio applicata. Peccato!
#2 sfitta 2011-05-17 11:36
Purtroppo, a mio avviso, Idv non ha saputo intercettare né i voti moderati, né tanto meno quelli più radicali. Infatti l'elettore mediamente sotto i 40 che votava Idv ha preferito il 5 Stelle di Grillo. I moderati non si sognano nemmeno di votare Idv: cercare i voti in quella direzione non mi sembra fattibile. l'affaire dei "responsabili" ha reso palese errori grossolani nella scelta delle persone. La sensazione è che si sia persa l'identità per correr dietro a moderati ( che sono sempre meno) e che si sia dato troppo spazio a cambiacasacca confidando nel loro apporto di voti "moderati".
Qui nel veronese l'appoggio dato, soprattutto dal PD, a liste su cui giganteggiava il simbolo della Lega, farà sentire le sue nefaste conseguenze anche l'anno prossimo, quando i comuni al voto saranno molti di più.
Un partito non può essere contemporaneamente liberal-democratico , catalizzare i voti della sinistra radicale e pure quelli di centro.Idv si è fatto sorpassare non a destra, non a sinistra, ma avanti, dove si intercettano le istanze giovanili.Potrebbe essere un partito ecologista senza essere comunista, un partito della legalità, della lotta ai privilegi delle caste, tutte le caste,non solo quelle politiche,anche quelle delle professioni, ma anche del pubblico impiego. Invece sembra ora senza identità, piegato su sè stesso, alla ricerca di una alternativa all'anti-berlusconismo, giovane partito già diventato vecchio specchiandosi nella sua controfigura negativa, ormai 75 enne.Non comunista e non moderato, liberal democratico che prende i voti di laici,legalitari,radicali,giovani.Non la sinistra del Pd, non il suo centro, l'avanguardia: così i suoi elettori vorrebbero IDV.
Stefano Fittà
#1 mauriziodecolle 2011-05-17 10:31
Credo sarebbe opportuno sentire i pareri degli iscritti IDV a livello provinciale, farne una sintesi da riportare come oggetto della discussione in sede di esecutivo nazionale. Così eviteremmo di fare i conti senza l'oste.
Maurizio de Colle

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