Nel 2010 Mediaset ha avuto circa il 38% dei telespettatori, con un calo di circa il 3%, ma la quota di incassi pubblicitari sale al 63% del totale. La Rai con il 41% dei telespettatori ha incassato il 23%. Per Sky e La7 si è avuto all’incircca lo stesso risultato sia in termini di spettatori che di incassi: rispettivamente 6% e 3,7%. Come si spiega una tal differenza?

 

 

 

 

 

 

 

 

Non dovrebbe forse qualunque inserzionista scegliere le reti con più alti dati di ascolto? E solo la bravura dei venditori di Berlusconi rispetto agli altri? No, non è così. E’ anche un effetto di scelte governative. Il decreto Romani (allora Sottosegretario con delega alle comunicazioni) ha stabilito che nelle Tv in chiaro il limite massimo della pubblicità rispetto al tempo di trasmissione sia del 18% (che è il limite al quale si trova Mediaset), mentre per la Rai sia del 12%. Per le “tv a pagamento” il limite è fissato al 12%: ma mentre Mediaset si trova al 6% circa, Sky è al 18%. Dunque Sky sarà costretta a ridurre la quantità di pubblicità che trasmette del 6%, avvantaggiando Mediaset, che potrà salire di un ulteriore 6%. Come dire che Berlusconi oltre che leggi “ad personam” fa anche leggi “ad azienda”, in pieno ed evidente conflitto d’interessi. Capite a quale schifo sia arrivata una situazione che non ha eguali al mondo. Secondo i dati di Screen Digest in Spagna la rete che acquisisce la maggior quota di pubblicità è Telecinco con il 33%, in Gran Bretagna Itv con il 45%, in Germania Pro Sieben con il 43%, in Francia Tf1 con il 49%. In Italia, come detto, Mediaset ha il 63%. Come ha scritto l’Ocse nel rapporto “Going for Growth” la situazione italiana è caratterizzata dal fatto che "il settore televisivo resta dominato da società statali e da una società privata" ed ha raccomandando all'Antitrust di "valutare il grado di competitività nei media tv".
Quando finirà questo continuo “interesse privato in atti di ufficio”? E qualcuno poi lo considera un grande imprenditore. E’ un uomo invece che sempre ha raggiunto i suoi obiettivi con la corruzione prima e con l’appropriazione dello Stato ad uso privato poi. Non se ne andrà mai se non quando qualche milione di italiani scenderà in piazza per cacciarlo!

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