L’Autorità garante per le comunicazioni ha reso pubblica l’11 agosto una delibera assunta in giugno con la quale fissa i criteri per l’assegnazione degli LCN, cioè in pratica il numero che dovrà essere digitato sul telecomando per vedere l’emittente.

Come denuncia il CRTL (Comitato per le Tv Locali) tutto gioca a favore dei grandi operatori (già esistenti) e solo 10 (dieci!) saranno le emittenti locali che sopravvivranno per ogni area tecnica italiana. Tutte le altre naufragheranno inesorabilmente nell’oceano di 1000 numerazioni, con probabilità di sintonizzazione da parte dell’utente affidate al caso.
In pratica se nella vostra provincia oggi siete abituati a trovare le televisioni locali immediatamente a ridosso dei circuiti nazionali, in futuro non sarà più così. Solo alcune di esse manterranno la posizione: per le altre vi saranno numeri oltre il 70 ed è facile prevedere che la gran massa dei telespettatori non le guarderà più. Si capisce allora come mai una tale delibera sia stata resa nota in agosto quando tutti sono in vacanza.
C’è da chiedersi come abbia potuto l’Autorità dello Stato garante delle comunicazioni non vedere che stava assecondando un maldestro, quanto purtroppo efficace, tentativo dei grandi operatori televisivi di cancellare con un colpo di spugna trent’anni di presintonizzazione delle tv locali?
Come ha potuto AGCOM far finta di niente mentre i grandi gruppi scalzavano le emittenti minori dalle posizioni faticosamente acquisite con la costante relazione col loro territorio, consentendo che gli ultimi arrivati (compresi quelli che hanno contenuti di televendite 24 ore al giorno ) precedessero sul telecomando imprese locali di indubbia storicità, forzando le abitudini dei telespettatori?
Poiché in questi anni di controllo dell’informazione da parte del duopolio Rai-Mediaset le emittenti locali sono quelle che hanno garantito la libertà d’informazione è evidente che il nuovo sistema favorirà una ulteriore limitazione di tale  diritto  ed una ancor più accentuata uniformazione dei messaggi televisivi. In pratica l’Autorità per la Comunicazione ha avvallato le proposte della DGTVi (Associazione Italiana per lo Sviluppo della televisione digitale terrestre), che, guarda caso, ha fra i suoi soci principali Rai e Mediaset. Del tutto disattese invece le proposte concertate tra il CRTL (Comitato per le TV Locali) e 17 associazioni dei consumatori.

Commenti   

#6 leogrups 2010-08-20 16:42
E' vero anche questo.
Ma purtroppo i prepotenti approfittano sempre dell'ignoranza delle persone e,in questo caso,mi spiace dirlo,ma l'ignorante ha sempre torto.
La colpa è anche degli istallatori che,ad esempio,potrebbero consigliare decoder e tv che hanno queste funzioni,se non lo fanno sono conniventi o ignoranti della materia anche loro.Potrei fare i nomi di decoder che sono semplici da usare e che hanno anche la funzione:
aggiorna sintonia senza cambiare la memoria
ma pare che sarebbe pubblicità.
Questo problema è per lo più di persone anziane;fate come me;vado nei circoli,gli spiego la cosa e,chi vuole,può avere gratuitamente l'intervento(bastano pochi minuti).In quanto ai giovani,che sono,a loro dire,molto emancipati,si arrangino e imparino se non sono capaci.
Un popolo che subisce lamentandosi non ha diritti;solo chi si ribella sopravvive
#5 Antonio Borghesi 2010-08-20 12:58
Anch'io ho fatto l'operazione descritta per dare un numero diverso alle emittenti, ma
1. non tutti hanno la pratica per fare una tale operazione
2. molti decoder (e non solo quelli della famiglia di Berlusconi) non permettono l'operazione descritta
3. ogni volta che c'è una risintonizzazione bisogna iniziare tutto da capo

Antonio Borghesi
#4 leogrups 2010-08-20 02:53
Di Pietro sta commettendo parecchi errori ultimamente,se si va al voto costeranno molto cari

Leandro Renzi
#3 leogrups 2010-08-20 02:51
Naturalmente la cosa riguarda sia il digitale terrestre,sia quello via satellite.
Volendo la cosa è evitabile,basta non acquistare decoder prodotti da silvio berlusconi;perchè alla fine, questo è il problema.
Prima operazione da fare sul decoder bloccare gli automatismi di reset e di aggiornamento software(su quelli non silvisti si può fare)
Seconda provvedere a cambiare la numerazione dei canali;quando lo comprate,vale anche per i tv integrati,accertatevi che abbia questa funzione che si presenta in tre modi principalmente:
-cambia numero canale
-sposta canale
-canali preferiti
Vi garantisco che va benissimo,io l'ho fatto sui tre decoder che utilizzo,sia sat che terrestre e non ci sono problemi.
Se il popolo(bue)italico fosse più sveglio si potrebbe anche pensare ad una azione comune per vietare queste intrusioni su beni di proprietà privata
#2 carliar 2010-08-20 02:41
Il nostro presidente Di Pietro dichiarandosi favorevole al bipolarismo compie una sfida, perché si sente sicuro di che dopo una legislatura di centrosinistra i cittadini non andranno a votare come pecore per il centrodestra, ma torneranno a preferire e scegliere la trasparenza, la questione morale, l'onestà e la solidarietà del nostro polo. Sarà dovere di legislatori e funzionari agire in modo da non deludere gli elettori. Carlo Mascarino, da La Plata.
#1 Enzo LUZI 2010-08-19 20:21
Sono le "dolcezze" del "maggioritario": pesce grosso mangia pesce piccolo.

Personalmente mi chiedo come possa Di Pietro dichiararsi ANCORA favorevole al bipolarismo.

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