Nei prossimi giorni Di Girolamo sarà dichiarato decaduto dalla carica di senatore, tornerà ad essere un normale cittadino e sarà arrestato. E’ giusto così: ciò che ha fatto è gravissimo. Essere schiavo della criminalità organizzata ed asservito e funzionale agli scopi del clan Arena e della n’drangheta non può che portare ad un giudizio pesantissimo su di lui.
Ma ora non posso non osservare che Di Girolamo rischia di fare la foglia di fico attraverso il quale politici, avezzi davvero alla continguità con la mafia, tentano di rifarsi la verginità. Avete visto cosa è scattato all’improvviso? Silvio Berlusconi: «Di Girolamo non l’ho mai conosciuto - la sua precisazione -. C’era già una pratica avviata al Senato che ha subìto dei rallentamenti, ma non ne so il motivo»…. «Il senatore Di Girolamo non è stato portato da gente di Forza Italia: è stato portato da un responsabile di Alleanza nazionale che non ho il piacere di conoscere»…. «la mia opinione è che è grave che esistano queste situazioni». Sulla contiguità con la mafia di Berlusconi rinvio a quanto segnalato nel mio sito(http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=203&Itemid=1 ). E il Presidente del Senato Schifani (seconda carica dello Stato) : "Ho avvertito fortemente l'esigenza che il Senato desse al Paese una risposta immediata ai forti dubbi che sono emersi dalle indagini sulla elezione e sulla eleggibilita' del senatore". … "Il Parlamento deve essere reattivo. Non puo' essere fermo davanti a eventi come questi. " La contiguità fra Schifani e la mafia emerge dall’aver operato nel 1979 per conto della società Sicula Brokers, i cui soci furono incriminati per associazione mafiosa e concorso esterno in associazione mafiosa. Ebbe numerosi incarichi in amministrazioni comunali siciliane, ed in particolare fu consulente per l’urbanistica ed il piano regolatore del comune di Villabate il cui sindaco Giuseppe Navetta era il nipote di Nino Mandalà capocosca della cittadina ed ex socio di Schifani nella Sicula Brokers. Naturalmente un anno fa si guardò bene dall’intervenire affinché il Senato concedesse l’arresto di Di Girolamo. E sentite Gasparri: "E' certamente opportuna l'iniziativa del presidente Schifani in merito al caso Di Girolamo. Si tratta di una vicenda che deve essere esaminata con tempestività alla luce degli elementi appena giunti a conoscenza del Senato. Personalmente, poi, mi auguro che quanti ne proposero la candidatura si rendano conto dell'errore commesso certamente in buona fede". Ebbene un anno fa fu proprio per iniziativa di Gasparri che Di Girolamo evitò la decadenza da senatore e l’arresto per la vicenda della falsa dichiarazione sulla sua residenza all’estero, dove fu eletto. E l’on. Angela Napoli (Pdl) , che la n’drangheta in Calabria la combatte davvero, dice che “Gasparri dovrebbe essere "più oculato" nella selezione del personale politico visto che "sembrerebbe che …. abbia sponsorizzato la candidatura del senatore Di Girolamo". Ed il senatore Augello, altra persona di grande onestà intellettuale dice: «Con Gasparri e Quagliariello ci furono momenti di nervosismo, ma io fui molto chiaro: sarei andato fino in fondo nel proporre l'espulsione di Di Girolamo, anche a costo di farmi bocciare la proposta in aula». Ma a gennaio del 2009 le cose andarono diversamente: l'"atto di accusa" contro Di Girolamo fu bocciato in un clima di battaglia, con il capogruppo di maggioranza, Maurizio Gasparri, che ingaggiò con Augello un rovente braccio di ferro; e anche con alcuni senatori dell'opposizione che contribuirono a salvare «il soldato Di Girolamo» con il voto segreto. Ecco il senso dunque di un mio comunicato stampa di ieri, dopo che Gasparri aveva attaccato violentemente Donadi, ripreso da tutte le agenzie di stampa e che così recitava: ''Invece di dare lezioni di stile, ruolo che tra l'altro poco gli si addice, Gasparri ci spieghi perché si e' messo di traverso alla prima richiesta d'arresto per Di Girolamo nel 2008. Sono queste le cose di cui ci si dovrebbe vergognare, non perché si dice la verità e si richiama il presidente del Senato ad interpretare con saggezza il ruolo di seconda carica dello Stato''. E per concludere Lucio Malan (Pdl), componente dell’ufficio di presidenza della giunta per le immunità del Senato: «Il Pdl è pronto a presentare una mozione entro mercoledì, e lo farà, per riprendere la discussione sulla decadenza di Di Girolamo…». Ma anche lui un anno fa era tra quelli che disquisiva per salvarlo. E Roberto Maroni, Ministro dell’Interno per la Lega Nord: «Rispondo con le parole di un altissimo esponente delle istituzioni italiane (Napolitano ndr): sulla corruzione rivolgetevi ad altri, non alla Lega». Ma la Lega Nord, un anno fa, non ha votato al Senato a favore di Girolamo? E non ha forse fatto la stessa cosa alla Camera quando si è votato per l’arresto del Sottosegretario Cosentino, accusato di essere il referente del clan camorristico dei casalesi? In definitiva Di Girolamo, cambiato il vento, con la corruzione nell’agenda politica, diventa oggi agnello sacrificale di una maggioranza tangentista e piduista per riacquistare un po’ di credibilità, almeno fino alla elezioni regionali.

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