In un anno, da ottobre 2008 a settembre 2009, il potere d'acquisto delle famiglie italiane è diminuito dell'1,6%. Da mesi diciamo che il primo provvedimento da prendere riguarda l’aumento del loro del potere d’acquisto, intervenendo sulle detrazioni fiscali dei lavoratori, in particolare per carichi di famiglia.
Il duo Berlusconi-Tremonti ha sempre detto “NO” ed ha approvato provvedimenti che vanno a favore dei grandi evasori fiscali, come lo scudo. Anche l’ultima trovata elettorale della riduzione delle tasse, da come viene prospettata si risolverà in un maggior carico per i lavoratori dipendenti più deboli ed una riduzione per i più ricchi. Ma Berlusconi, mentre dice “NO” ai bisogni delle famiglie trova invece i soldi per i suoi amici. L’ultimo scandalo è un compenso di 2,5 milioni di Euro a Mario Resca, nominato commissario per la organizzazione della Grande Brera (organizzazione museale). Resca, già manager di McDonald´s Italia, è oggi direttore generale del Ministero dei Beni Culturali, cioè di Bondi, dove ha permesso, tanto per intenderci, che “Natale a Beverly Hills” ricevesse il titolo di film di qualità, con relativo contributo. Per la sua funzione riceve un compenso di 160 mila euro all’anno. Ora ne aggiunge ben 2,5 milioni. Il fatto si commenta da solo, non fosse che la nomina di un “commissario” è uno degli atti più frequenti dei governi Berlusconi (e non solo dei suoi). Come ebbe a scrivere qualche anno fa sul Corriere della Sera Marco Moussanet siamo: “Un popolo di santi, poeti, navigatori. E commissari. Non quelli di polizia, che non bastano mai, ma quelli della - e nella - pubblica amministrazione, ormai onnipresenti.” E ne dà una serie nutrita di esempi: l'Agenzia spaziale, il Cnr, l'Istituto di astrofisica, l'Istituto per la ricerca metrologica, Inail, Inps, Enpals, Inpdap, Isfol e Ipsema, l'Istituto previdenziale del settore marittimo, Istituto per il Commercio con l’Estero, Ente Italianp per il Turismo. Sono commissariati o lo sono stati sei parchi su 22, l'Aeroclub d'Italia, l'Istituto per la fauna selvatica, l'Ente irriguo umbro-toscano e quello per lo Sviluppo e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia, gli Iacp di quasi tutta la Puglia , la Federazione scacchistica, l'Ente risi e quello per lo Sviluppo agricolo, l'Anagrafe bovina, Siae, l'Unire (l'Unione nazionale per l'incremento delle razze bovine), l'Enav, l'ente del controllo aereo, l'Associazione dei cavalieri italiani del sovrano Ordine di Malta. È commissariata la Croce Rossa. che era già stata commissariata per ben 17 anni, dal 1980 al 1997. Non parliamo poi dei vari Commissari ai Rifiuti per la Campania, della Protezione civile, per finire con i “Commissari speciali” per le Grandi Opere istituiti dal governo Berlusconi con il Decreto Legge 185/2008. Ma chi sono? Quanti sono? E quanto costano? Anche Milena Gabanelli ha dedicato alla questione una puntata di Report. Secondo alcune indagini sono per lo meno diecimila e sono per la quasi totalità scelti tra politici ed ex politici, specie trombati in qualche elezione. Basti ricordare alcuni casi eclatanti: Antonio Bargone, ex sottosegretario diessino ai Lavori pubblici, per l'autostrada tirrenica Cecina-Civitavecchia, Mauro Fabris, ex sottosegretario Udeur ai Lavori pubblici ed capogruppo Udeur, per la galleria del Brennero e delle opere adduttrici, Vincenzo Pozzi, ex presidente dell'Anas con liquidazione miliardaria, per la nuova Pontina. Il progetto del terzo valico ferroviario fra Milano e Genova va all'ex provveditore alle opere pubbliche di Liguria e Lombardia, Walter Lupi, indagato per abuso d’ufficio davanti al gip di Genova. I commissari straordinari, per definizione dovrebbero durare poco e risolvere i problemi. Quasi mai ciò è avvenuto e spesso la straordinarietà si è trasformata in gestione ordinaria con lievitazione dei costi pazzesca. La Corte dei conti con una relazione monumentale ha cercato di capire come siano stati utilizzati i fondi gestiti dai commissari straordinari del governo in tredici anni di ordinaria emergenza. Risultato: per ripulire Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Lazio a fine 2005 se ne erano già andati 1.800 milioni di euro. Di questi, quasi 400 milioni ossia 800 miliardi di vecchie lire erano stati impiegati per pagare stipendi e uffici. Una montagna di soldi sommersa dalla spazzatura, senza che gli obiettivi siano stati neppure lontanamente sfiorati. Dal 2000 al 2004 Bassolino è stato commissario straordinario ai rifiuti, e sotto la sua direzione tale commissariato ha incrementato le “spese generali” dai circa 16.000 euro del 1998 a 1.140.000 euro. Dieci anni fa smaltire i rifiuti urbani a Napoli e provincia costava 15 euro a tonnellata. Ora se ne spendono 130 e con il trasporto all'estero via nave il prezzo salirà a 150 euro a tonnellata. E quanto costano i commissari? Secondo Bernardo Iovene , giornalista free-lance, che lavora per Report il costo non sarebbe inferiore ad un miliardo di euro. Con tutta evidenza si tratta di costi e sprechi della politica, poiché i commissari straordinari si aggiungono alle strutture già esistenti senza sostituirle.

Commenti   

#3 Fagone 2010-01-13 08:00
Allora è vero che siamo un Paese di ricconi!!!! Ci si permette di avere, e pagare anche profumatamente, diecimila commissari straordinari, che di straordinario hanno solamente il compenso. Certi governanti dovrebbero subire processi penali per dilapidare così le tasse di chi lavora! Viene quasi voglia di non lavorare più e quindi non pagare più un centesimo di tasse a questo Stato magnone.
#2 Agostino 2010-01-13 01:29
Riforma fiscale sulle deduzioni e sulle detrazioni e non sulle aliquote.
Le aliquote IRPEF dal mio punto di vista non dovrebbero essere toccata salvo come ebbi a scrivere in piena crisi economica quella di aumentare l'aliquota del 43% al 45% per i redditi sopra ai centomila euro. La rivoluzione fiscale è da attuare nelle DETRAZIONI e DEDUZIONI dell'imposta IRPEF. Basta tariffazioni differenziate nei servizi, basta tassazioni differenziate. Questo per contrastare l’evasione fiscale. Chi beneficia di possibili agevolazioni dalla sanità al bollo auto, alle rette dell'asilo nido, alla raccolta rifiuti potrà chiedere detrazioni e deduzioni a conguaglio sull'imposta IRPEF e non più pagare il servizio o la prestazione in modo differenziato. Tariffa unica ad ogni utente sia esso una persona fisica o un'impresa. A livello IRPEF (e IRES) avverrà la differenziazione. Ritengo ciò valga l'unicità anche per il "primo pilastro delle pensioni" (pensione unica per tutti) in modo da favorire con deduzioni e detrazioni IRPEF il secondo e terzo pilastro.
#1 Agostino 2010-01-13 01:28
Le aliquote IRPEF dal mio punto di vista non dovrebbero essere toccata salvo come ebbi a scrivere in piena crisi economica quella di aumentare l'aliquota del 43% al 45% per i redditi sopra ai centomila euro. La rivoluzione fiscale è da attuare nelle DETRAZIONI e DEDUZIONI dell'imposta IRPEF. Basta tariffazioni differenziate nei servizi, basta tassazioni differenziate. Questo per contrastare l’evasione fiscale. Chi beneficia di possibili agevolazioni dalla sanità al bollo auto, alle rette dell'asilo nido, alla raccolta rifiuti potrà chiedere detrazioni e deduzioni a conguaglio sull'imposta IRPEF e non più pagare il servizio o la prestazione in modo differenziato. Tariffa unica ad ogni utente sia esso una persona fisica o un'impresa. A livello IRPEF (e IRES) avverrà la differenziazione. Ritengo ciò valga l'unicità anche per il "primo pilastro delle pensioni" (pensione unica per tutti) in modo da favorire con deduzioni e detrazioni IRPEF il secondo e terzo pilastro.

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